venerdì 22 febbraio 2019

Attenti a quel doppio!

Ho deciso di partecipare in qualche modo all'iniziativa proposta da Federica Leonardi del blog Letture pericolose e poi rilanciata da Lucius in questo post (per quanto riguarda i libri) e in quest'altro (per quanto riguarda il cinema). Il tema dell'iniziativa è il doppio.

Il film che propongo è L'uomo che uccise se stesso (1970) con Sir Roger Moore in quello che, a detta sua, è stato il suo film preferito tra quelli in cui ha lavorato. Addirittura l'unica occasione in cui abbia potuto davvero recitare (sempre a detta sua).

Il film è stato tratto dal romanzo The Case of Mr. Pelham di Anthony Armstrong e di cui mi pare di capire che non esiste una versione italiana. Il romanzo è stato adattato anche per un episodio della serie Alfred Hitchcock presenta e che pensavo di avere nella mia raccolta di 42 episodi, e invece no, non ce l'ho. Vabbè, quali telefilm io abbia o non abbia a voi giustamente non ve frega niente, quindi iniziamo a parlare del film, che è meglio.

Sir Roger interpreta un tale che si chiama Pelham e che vediamo all'inizio del film uscire dall'ufficio vestito con un completo nero, cappello a bombetta e ombrello: la divisa perfetta per un uomo d'affari della City di Londra. Pelham è infatti socio di una ditta che si occupa di ingegneria marittima.

Pelham sale sulla sua Rover bordeaux scuro, allaccia la cintura di sicurezza e parte per andare verso casa. Lo vediamo guidare placidamente nel traffico di Londra e poi nella superstrada e tutto sembra procedere liscio e tranquillo. C'è perfino una musichetta stile swinging London che accompagna le immagini.

Ma improvvisamente cambia tutto: la musichetta termina e la faccia di Pelham si trasfigura. Un ghigno malvagio appare sul suo volto. Si slaccia la cintura di sicurezza, spinge il piede sull'acceleratore e inizia a guidare come un pazzo tra le corsie. Con espressione divertita, slaloma tra le macchine come se stesse facendo una partita a Outrun e continua ad accelerare come se avesse sul pedale il "mastice, tipo extraforte" dei Blues Brothers.

Ghigno alla Dick Dastardly
La folle corsa finisce male e Pelham va a finire in un cantiere a bordo strada e si schianta su una colonna.

Viene trasportato d'ospedale d'urgenza ma in sala operatoria il suo cuore smette di battere.
Gli viene fatto un massaggio cardiaco e fortunatamente, sull'apparecchio che registra l'ECG, riappare il segnale. Un momento: sono apparsi due segnali! Due battiti cardiaci! I dottori sono impanicati, ma uno di loro dà una botta all'apparecchio, l'anomalia scompare e ritorna a esserci soltanto un segnale. Capito? La botta sulla strumentazione è sempre il modo migliore per risolvere le cose!

(Credo sia un discorso puramente soggettivo, ma questa scena mi sembra avere qualcosa di involontariamente ridicolo. Non so bene perché, sarà che ci sono diversi dottori senza guanti, la flemma con cui si muovono, anche l'effetto del segnale che si sdoppia con conseguenti alzate di sopracciglio dei dottori e in più la botta finale sull'apparecchio...giuro che mi sembrava uno sketch alla Benny Hill)

Comunque, Pelham guarisce e dopo qualche tempo ritorna a lavorare. In ufficio c'è una strana atmosfera: si sta discutendo di una possibile fusione con una grossa azienda, ma la cosa grave è che sembra ci sia stata una fuga di notizie a proposito di un dispositivo top secret che Pelham stesso ha di recente inventato.

E qui iniziano a verificarsi delle stranezze. Alla riunione, un socio gli fa capire di essere piccato perché la settimana prima, incontrandolo per strada, Pelham ha fatto finta di non vederlo. Pelham è sorpreso: lui la settimana prima era in Spagna!

Le soddisfazioni di Pelham: essere accolto dai figli
che gli hanno fatto un disegno della sua macchina che
si schianta! Che tatto! Che sensibilità,
questi giovani virgulti!
Anche a casa le stranezze continuano. Non fa a tempo a passare dalla porta, che la moglie arrabbiatissima lo aggredisce perché è da più di un'ora che le tocca intrattenere un amico logorroico che Pelham stesso aveva invitato qualche giorno prima. Perché Pelham non è venuto a casa prima, se sapeva di avere un appuntamento? Ma Pelham casca dalle nuvole: è sicurissimo di non aver invitato nessuno!

Le cose peggiorano e ovunque Pelham vada, qualcuno gli fa riferimento a cose che lui ha detto o fatto, ma di cui lui non ha nessun ricordo.
Scopre addirittura di avere un amante e sembra proprio che sia lui il responsabile della fuga di notizie di cui è vittima la sua stessa azienda.

Il povero Pelham non sa più a che santo votarsi. Cosa sta succedendo? Che intrigo c'è sotto? Chi è l'uomo che ha le sue stesse sembianze e che sembra volersi sostituire a lui? O forse Pelham sta diventando pazzo? A voi spettatori scoprire la verità.

Il film è ben fatto e piuttosto avvincente. Si vuole a tutti i costi sapere quale sia la soluzione del mistero. C'è una macchinazione ai danni di Pelham? Oppure Pelham ha dei disturbi di memoria? E se ci fosse lo zampino di qualche alieno disseminatore di baccelli?

Buona prova di Roger Moore, a tratti mi è sembrato leggermente meno convincente, ma nel complesso bravo. Ho trovato un po' bizzarra e quasi caricaturale la figura dello psichiatra a cui Pelham si rivolge. Eccolo qua:

Un po' stile gatto di Pinocchio

E infine, una nota di colore dedicata a noi italiani. Pelham ha un maggiordomo italiano, tal Luigi, e una cuoca italiana, tal Maria. Maria non la si vede mai, è sempre rintanata nelle cucine, mentre Luigi è presente in diverse scene e naturalmente non è interpretato da un attore italiano bensì da uno armeno (e che aveva una parte anche in Indiana Jones e l'ultima crociata).

Pare che i due italiani abbiano un certo "potere" infatti, una sera che Pelham arriva a casa a notte fonda e non ha voglia di cenare, la moglie gli dice che deve assolutamente buttare via la pasta perché, se il mattino dopo la trovano non mangiata, i due italiani se ne torneranno a Sorrento. Pelham minimizza e dice che mangerà la pasta a colazione. La moglie gli fa notare che il giorno dopo la pasta sarà diventata cemento e che quindi deve assolutamente andare a buttarla, ma senza far rumore - per carità - che altrimenti i due italiani emergono dalle loro stanze per vedere cosa sta succedendo. Un esasperato Pelham termina la discussione dicendo:"Se non posso nemmeno buttare degli spaghetti nel fottuto lavello di casa mia, dovrò emigrare!"

"Pronto Maria? Butta la pasta, ma non nel lavello!"

mercoledì 13 febbraio 2019

"Va bene, continuiamo così, facciamoci del male"

Le storie di fantasmi hanno un certo fascino. Ne è piena la tradizione orale, quella scritta e quella cinematografica.

Io possiedo parecchie antologie di racconti anglosassoni di fantasmi e molte di quelle storie sono assai godibili da leggere. Certo, non tutte mi soddisfano. A volte lo scrittore la mena così alla lunga per poi uscirsene solo con uno scheletro rinsecchito in una bara, giù nella cantina. Non troppo originale.

Comunque la proporzione tra racconti decenti e indecenti tende di più a favore dei primi, ma dubito di poter dire la stessa cosa per quanto riguarda i film. Quante schifezze fantasmatiche trite e ritrite vengono filmate e poi propinate ai poveri spettatori in cerca di qualche storia avvicente condita da qualche brividino? Troppe, troppe schifezze.

Infatti quando leggo le trame di questi film di fantasmi ho sempre quel momento di curiosità anche un po' infantile, quell'attimo di tentazione e per un secondo penso:"Dai, questo potrei anche vederlo". Poi però torno in me e scarto subito l'idea dicendo:"No, non voglio perdere tempo con la solita monnezza."

L'altra sera però ero sul divano e cercavo qualcosa da guardare. Niente di impegnativo, che a una certa ora il criceto che fa girare gli ingranaggi del cervello è stanco e vuole dormire. M'imbatto in questo "The Lodgers" che naturalmente è dotato di sottotitolo in italiano, perché ormai così vuole la moda. Il sottotitolo è "Non infrangere le regole".

Bene, non che mi facessi illusioni, però ho voluto fare il tentativo. Il film poi è irlandese per cui c'era la speranza che non fosse la solita americanata. C'era sempre una pur esigua possibilità che a un certo punto apparisse qualche leprecauno barbuto che beve una birra seduto su una pentola piena d'oro, alla fine dell'arcobaleno.

Macché, purtroppo niente leprecauno.

Il film inizia e ci troviamo subito nella casa dei fantasmi, una magione gigantesca nel bel mezzo della campagna irlandese. Ma non è la solita casa normale abitata da inquilini normali e infestata da fantasmi normali. No, la casa è un rudere indecente, cadente, fatiscente, e aggiungete pure altri "-ente" a vostro piacimento, abitato da due fratelli gemelli appena appena diciottenni, uno è masculo e l'altra è femmena.

Questi due pare che passino il tempo ad aggirarsi per stanze sporche e disordinate, a salire e scendere scale polverose, a sedersi a tavola senza poi effettivamente mangiare. Non fanno niente di significativo. E prendete una scopa, uno straccio e almeno date una pulita, perdiana!

Viene un dubbio: ma non è che sono loro i fantasmi e non riescono quindi a interagire con scope e spazzole? Risposta sbagliata, questi due sono proprio persone in carne e ossa. È solo che hanno il gusto della decadenza. O forse hanno soltanto dimenticato di togliere le decorazioni di Halloween.

Ma è così difficile tirare su quel candelabro lì dietro?
Silenzio! La signorina è impegnata a salire le scale.

Questi due simpaticissimi gemelli hanno un problema (forse non solo uno): in casa, sotto la botola nell'atrio, vivono delle oscure creature che hanno imposto ai due giovani Tre Regole Che Guai A Disubbidire.

La prima Regola impone di andare a dormire entro mezzanotte perché a quell'ora le oscure creature escono dalla botola e a quanto pare non vogliono essere disturbate.

Il gemello sembra un vampiro emo. Secondo me le creature oscure escono
solo di notte perché hanno un po' paura ad incontrarlo.
Notare le belle condizioni del muro. Anche la statua lo guarda sconsolata.

La seconda Regola proibisce di far entrare estranei in casa. Ho l'impressione che questa regola sia come gli ordini della marina che cambiano dalla sera alla mattina, infatti non si può per nessun motivo far entrare in casa l'avvocato di famiglia, eppure a un certo punto c'è un personaggio che dice di aver lavorato in quella casa in qualità di domestica. Humm, è forse la categoria degli avvocati a non piacere alle oscure presenze? Chissà.

La terza Regola dice che un gemello non deve tentare la fuga perché altrimenti chissà cosa potrebbe succedere all'altro. E questa regola serve giusto a spiegare il perché i due continuino a stare lì: lei se ne andrebbe via volentieri ma non può perché lui, oltre a sembrare un vampiro emo, è pure agorafobico per cui non osa uscire di casa. Al massimo lei va in paese a fare la spesa mentre lui che fa nella vita? Gira per le stanze, si muove su e giù per le scale, non fa cose, non vede gente. Come animale da compagnia ha un povero corvo a cui tocca essere messo dentro la gabbia, tirato fuori dalla gabbia, appoggiato sul letto, appoggiato su una mensola...povero corvo, non gli passa più e allo spettatore non va molto meglio.

Ma quindi cosa succede se le regole vengono infrante e le oscure presenze si incacchiano? Succede che dalla botola nell'atrio inizia a uscire acqua. Che uno pensa che si è rotto un tubo giù in cantina. E invece no, sono le presenze che ribollono e quando sono proprio incavolate iniziano a far sgocciolare acqua dalla botola fino al soffitto. Sono così incacchiati che le loro gocce sgocciolano dal basso verso l'alto, vincendo la forza di gravità. Un effetto pauroso che non vi dico.

Non so quante volte venga inquadrata questa botola con l'acqua che straborda e così pure quella stramaledetta goccia. In generale tutto è ripetitivo e per giunta lento e perfino le scene che dovrebbero essere saltapaurose sono di un moscio unico.

Per dire, c'è una scena in cui la gemella decide di farsi un bagno e sembra che le oscure creature abbiano deciso di uscire dalla botola prima della mezzanotte. Nelle intenzioni dovrebbe essere una scena di suspense: arrivano gli spiriti! Che aspetto avranno? Cosa faranno alla ragazza?
Io l'unica cosa che pensavo era:"Ma come fa questa a farsi un bagno in un bagno così lercio???? Più che paura dei fantasmi, qui c'è paura di beccarsi il tetano!"
Questo per dire l'interesse che mi suscitava.

Magari uno pensa che io sia una maniaca della pulizia cosa che non sono per niente
e quindi vi metto una foto di scorcio di bagno

Insomma questo film ruota attorno a queste oscure presenze. Chi sono? Perché impongono le regole ai ragazzi? Vogliono far loro del male o proteggerli? Ma è tutto davvero così poco interessante che sei a metà film e hai già perso da un pezzo la curiosità per la sorte di questi due pisquani di gemelli che hanno per tutto il tempo queste espressioni finto-dolenti stampate in faccia.

E vogliamo parlare dell'assenza di queste oscure presenze? Sai che brividi a vedere continuamente sta botola con l'acqua che esce! Giusto verso la fine, le presenze si degnano di uscire dalla botola. Forse hanno deciso che dopotutto è meglio chiamare un idraulico per risolvere il problema delle perdite d'acqua. Comunque in quella scena non li si vede granchè, sembrano giovani uomini e donne nudi che per nessun motivo apparente devono salire le scale strisciando e, tramite sapienti inquadrature da videoclip, vediamo ben poco: le loro dita che si aggrapano alla moquette polverosa, i polpacci impegnati nello sforzo di salire i gradini a passo di rana. Pietoso.

Qualche scena dopo si vede qualcosa di più e si capisce che gli autori si sono sforzati proprio tantissimo a inventarsi qualcosa. Vi metto la foto che tanto è tratta dal trailer:

A me sinceramente fa più paura il gemello

Poi, forse per cercare di vivacizzare la situazione, c'è una assurda e inutile sottotrama con protagonisti dei ceffacci che passano il tempo a importunare ragazze e a bullizzare chi non gli va a genio. Una cosa assolutamente inutile e senza senso.

Credo inoltre che in un film di fantasmi bisognerebbe partire descrivendo una situazione normale, almeno all'apparenza, all'interno della quale dovrebbe innestarsi gradualmente l'effetto soprannaturale. Invece qui abbiamo già una partenza assurda, con questi due che sono in una situazione che non ha nemmeno la parvenza del verosimile e che per di più procede per lenti clichè e contiene pure elementi illogici.

Avrei dovuto smettere di guardare il film dopo i primi venti minuti, ma vuoi che era ormai tardi, vuoi che alla fin fine si vuole sempre vedere dove vanno a parare le boiate, ho resistito fino al termine del filmaccio.

Ma durante la visione ho avvertito una strana sensazione...mi è sembrato di sentir echeggiare la voce di Nanni: "Va bene, continuiamo così, facciamoci del male".