venerdì 6 luglio 2018

Un filo rosso musicale

L'altro giorno, sull'ottimo blog L'ultimo spettacolo, mi sono imbattuta in questo post che fa parte di una serie dedicata ai 20 migliori film di fantascienza secondo gli autori del suddetto blog.
Al 18-esimo posto della classifica redatta dagli autori figura Сталкер (e siccome quando ho scritto il post su Yul Brynner, mi arrivavano poi le visite dalla Russia - forse erano dei (ro)bot fan di Западный мир e Работа для стрелка - vediamo adesso col cirillico cosa succede).

Insomma, si diceva del film Stalker. Film che non solo non avevo mai visto, ma di cui non avevo nemmeno sentito parlare. Cioè, ho un blog di cinema e non ho mai sentito parlare di quello che viene considerato un film importante, un pilastro della cinematografia di tutti i tempi.

La prima cosa che ho pensato è stata: OK, chiudo il blog, non si può essere così ignoranti.

La seconda è stata: "Poche storie, questo film s'ha da vedere!" e, senza por tempo in mezzo, l'ho visto.

Locandina del genere che piace a me
Cosa ho visto? Beh, la prima cosa che ho notato è che è un film lento. Ma no lento come quando Crozza fa Mannoioni.

Stalker è lento come può esserlo la vita e per questo, tu spettatore, ti senti come se fossi dentro il film, accanto ai personaggi che si muovono nella storia.

Tu spettatore devi introdurti furtivamente in una zona controllata e, mentre aspetti di avere via libera, guardi le pozzanghere e ti accorgi che sta scendendo una lieve pioggerellina.

Tu spettatore sei lì, insieme a personaggi, su un mezzo che ti trasporta verso il centro della zona misteriosa e stai pensando a cosa ti attende e, mentre pensi, guardi i tuoi compagni, studi le loro facce incerte, osservi i pelucchi sui loro berretti vissuti e ti chiedi che vita facciano queste persone, quali siano i loro desideri più intimi.

Poi ti ritrovi in questa zona misteriosa, dai connotati però anche familiari, punteggiata di piante di cicuta, e ti aspetti da un momento all'altro che accada qualcosa, perché lo stalker che ti guida ti ha detto che niente è come sembra e ogni cosa è potenzialmente pericolosa. E invece, di queste trappole mortali non si vede l'ombra e tu ti chiedi se lo stalker sia attendibile o se stia invece mentendo. Vorresti liquidare le sue ammonizioni, eppure sei combattuto: vorresti avere un segno, per poterti fidare, ma allo stesso tempo vuoi che tutto vada liscio per poter arrivare a destinazione e svelare, forse, il mistero.

Ecco, se il film fosse fatto oggi e soprattutto non da un regista-autore, probabilmente i protagonisti sarebbero di etnie diverse, ci sarebbe qualche donna, forse un adolescente nerd e un altro fighetto. La maggior parte di questi soggetti ci lascerebbe le penne nel tentativo di raggiungere la misteriosa stanza realizza-desideri e infine è probabile che ci sarebbe un finale con inverosimili rivelazioni aliene, eroi che salvano il salvabile e riescono a fuggire in un tripudio di esplosioni roboanti.

E questo sarebbe un film di intrattenimento, invece Stalker non è per niente un film di intrattenimento. Non è un film che serve a farti passare due ore, ma è bensì un film che serve a farti impiegare molte ore pensando a tutte le cose che ti sono state presentate. Un'opera d'arte di solito non ti dà risposte, bensì ti presenta delle domande alle quali tu ci devi pensare bene per cercare di arrivare a delle risposte.

Intendiamoci, non ho niente contro i film di intrattenimento, ci mancherebbe. E ci sono anche film capaci di intrattenere, ma non sono per questo privi di significato. Solo che spesso l'aspetto spettacolistico rischia di mettere in ombra quello più significativo. Stalker è invece un film spogliato di tutti quegli elementi superflui e accattivanti che potrebbero distrarre il pensiero da quello che è davvero importante.

C'è del vero nel fatto che la prima volta che si vede il film percepiamo una sorta di tensione sempre più crescente man mano che ci avviciniamo al finale. Attendiamo il momento in cui riceveremo l'illuminazione, la Risposta Finale, siamo come Joliet Jake, in attesa di venire avvolti da un fascio di luce azzurra e poi gridare che abbiamo capito tutto.

Non credo di spoilerare dicendo che il finale non ci darà delle risposte definitive e il film lo dobbiamo vedere e rivedere per poter carpire e capire gli elementi che dovremo poi noi elaborare al fine di trovare delle risposte soddisfacenti. Risposte che possono essere anche del tutto personali e soggettive.

Lo stalker non vi sembra la versione russa di Woody Harrelson?
Chi è lo stalker? È un personaggio positivo, portatore disinteressato di speranza e di felicità? Oppure è uno che agisce per soldi e a cui piace detenere un certo potere presso coloro che, disperati, si rivolgono a lui?
Cosa rappresenta la figlia dello stalker? E il cane?

E inoltre, conosciamo davvero i nostri desideri? Avremmo il coraggio di realizzarli o ne saremmo spaventati? Che cosa sappiamo (e possiamo sapere) veramente di noi stessi e di tutto quanto?

Gli interrogativi sono molti e il film sembra essere pieno di simboli. Uno di questi è rappresentato certamente dal treno che si ode in tre punti (se non sbaglio) del film: all'inizio, a 4/5 circa, e alla fine. Il rumore del treno è ogni volta accompagnato da una musica: la prima volta si sente un frammento della Marsigliese, la seconda volta si ode il Bolero di Ravel, mentre alla fine c'è il coro che canta l'Inno alla gioia, tratto dalla nona sinfonia di Beethoven.

Perché questi pezzi? Il primo e l'ultimo sono musiche di forte impatto emotivo, essendo il primo l'inno francese e il secondo è dal '72 l'inno dell'Unione Europea. Non so quale fosse l'intenzione di Tarkovski, ma ci vedo un qualcosa in comune tra i due pezzi, dal punto di vista musicale, se non altro. Come parole magari differiscono un po'.

Ma il Bolero? È un pezzo emotivo sì, ma di carattere sensuale, molto diverso dagli altri due. E tra l'altro appare in un punto criptico mica poco, accompagnando immagini di pesci e oggetti vari immersi nell'acqua. Cosa mi sta a significare il Bolero? Non sono certo in grado di dare una risposta, però questo fatto mi ha incuriosito e ho deciso di vedere come lo stesso pezzo musicale fosse stato trattato in altri film (ho però escluso 10 con Bo Derek).

Su imdb scopro che il pezzo viene usato nientepopodimenoche in Rashomon! E così, balzellon balzelloni, passo da un maestro all'altro e mi fiondo in direzione Giappone, a sentire un po' questo "Borero".

A proposito, lo sapevate voi che Rashomon è la struttura all'interno della quale i protagonisti del film si ritrovano a raccontarsi la storia del delitto? Che domande, sono certa che voi lo sapevate, ma io no: credevo fosse una parola giapponese che voleva dire qualcosa del tipo Anatomia di un omicidio, oppure La verità ti fa male lo sai, insomma, qualcosa del genere.

Pur essendo Rashomon diverso da Stalker, penso che ci siano degli elementi non così distanti tra loro. Quando in Rashomon si parla della menzogna, di come essa faccia parte della natura umana e di come la maggior parte delle volte non riusciamo a essere onesti con noi stessi, beh, frasi del genere non sarebbero state fuori luogo se pronunciate in Stalker.

Ma torniamo al nostro Bolero. Ebbene, vi annuncio che il Bolero, in Rashomon, NON c'è. C'è invece una musica simile - nella ritmica e nel tipo di melodia - ma decisamente non è il Bolero. A quanto pare, Kurosawa aveva chiesto al compositore della colonna sonora di scrivere una musica sullo stile del Bolero e il risultato è qualcosa di molto, molto simile, ma non identico e, secondo me, con qualcosa di marzialmente asiatico.

La musica si sente in particolare in due momenti: durante la camminata dell'uomo subito prima che questi trovi il cadavere del samurai e durante il racconto della moglie del samurai. Il ritmo incalzante sottolinea la tensione e il senso di tragedia e in qualche modo fa stare col fiato sospeso, in attesa di quello che verrà rivelato. Ecco, credo che l'aspetto fisico della sensualità sia sostituito, o sublimato, da un desiderio intellettivo di scoprire il prosieguo della storia.
Sembrerebbe comunque che diversi spettatori che associano automaticamente il Bolero alla performance di Bo Derek abbiano provato una strana sensazione durante la visione di Rashomon, sentendo quella musica così simile. Si spera che non abbiano avuto visioni di Toshiro Mifune con le treccine.

Ma passiamo ora a un film dove il Bolero c'è per davvero e per giunta in tutta la sua completezza. Chi vi fa venire in mente il signor Rossi? Chi ne è l'autore?

Mr. Rossi

Ma certo, lui, il mitico e pluripremiato Bruno Bozzetto, le cui animazioni ho visto per la prima volta nelle puntate di Quark, negli anni '80 (e all'epoca avevo una fissazione per Quark e mi venivano le crisi di nervi se in vacanza non saltava fuori una tv su cui vederlo).

Diversi anni fa avevo acquistato un cofanetto di film di Bozzetto (e a casa avevano letto male e mi avevano chiesto come mai avessi preso dei film di Pozzetto) e in esso c'è pure "Allegro non troppo", definito "la risposta italiana a Fantasia" (sempre 'sta frase fatta della risposta X a qualcosa Y). Sì, come Fantasia è composto principalmente, ma non solo, da segmenti animati aventi l'accompagnamento sonoro di pezzi famosi di musica classica, ma penso che i toni generali del film siano ben diversi da quelli disneyani e di certo non particolarmente adatti o comprensibili da un pubblico infantile.

Cofanetto di Bozzetto
(o Pozzetto?)
Il film è molto bello e intelligente (e Pozzetto canterebbe "iattatta tà") e presenta molte sfaccettature: riesce a essere comico, irriverente, satirico, ma anche commovente (oh, a me lo spezzone del gatto mi fa venire un groppo alla gola). Il connubio tra immagini, ritmo dell'animazione e musica lo trovo molto ben eseguito.

Uno di questi segmenti animati si svolge, appunto, al ritmo del Bolero e mostra un processo evolutivo che parte da qualche goccia di Coca Cola e si trasforma progressivamente in creature sempre più sviluppate fino ad arrivare a un finale che a me ha ricordato un famoso film con Charlton Heston (non dico quale).

I personaggi cartoonistici di Bozzetto sono incredibilmente espressivi. Io ammiro chi riesce con pochi tratti e fotogrammi a trasmettere così tante emozioni. Nella fattispecie di questo segmento boleresco, assistiamo a questa moltiplicazione di creature via via più numerose e complesse, che pur tuttavia mantengono una capacità empatica con lo spettatore.

L'animazione incalza, segue il ritmo crescente della musica e propone fantastiche invenzioni visive, come fossero a tutti gli effetti coreografie di un balletto. È una animazione da guardare e riguardare perché contiene un gran numero di dettagli e microsituazioni, anche crudeli, ma d'altronde nessuno ha mai detto che il processo evolutivo è una tranquilla passeggiata in un sentiero di campagna.

E il Bolero accompagna questa marcia inarrestabile e la musica stessa è così, un continuo spingere in avanti, è come una forza vitale che trova - e deve trovare - una strada per proseguire, anche se poi il finale non porta i più rosei pensieri ed è interessante l'interpretazione che viene data da Bozzetto relativamente alle ultimissime battute del pezzo musicale.

Devo dire che questo segmento mi colpisce nel profondo e certamente la combo audiovisiva è potente. Se non lo conoscete, guardatelo!

Chiudo qui questo pezzo, altrimenti diventa illeggibile. Avevo intenzione di scrivere altre cose, ma forse ne farò un seguito.



55 commenti:

  1. Quando vidi "Stalker" per la prima volta, nel 1979, mi sembrò di sognare, più che di guardare, il film, per la gran parte della sua durata. Fu l'inizio della mia storia d'amore per il cinema di Tarkovsky, di cui ho visto e rivisto tutti e sette i lungometraggi. Li amo tutti, anche se considero "Nostalghia" un po' più debole degli altri, nonostante sia ambientato nella mia terra.

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    1. IN effetti, in "Stalker" c'è questa strana commistione tra realtà e sogno, questa sospensione temporale che ti trasporta davvero in qualcosa di imprecisato.
      Voglio guardare anche gli altri film suoi perché questo modo di fare cinema è affascinante. Certo, non è di facile comprensione, ma a parte questo c'è anche un aspetto emotivo che va oltre quello intellettuale.
      Davvero ambientato nella tua terra? Sarebbe stato bello assistere a qualche ripresa!

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    2. Per l'esattezza è ambientato a poco più di cento chilometri di distanza da dove abito, in luoghi che ho comunque frequentato in passato.
      Tarkovsky ha trascorso gran parte dell'ultimo periodo della sua vita a Firenze, la mia città, ma non ho mai avuto modo di conoscerlo. Ho invece avuto occasione di parlare con suo figlio.

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    3. Hai parlato con il figlio di Tarkovsky? Ma non puoi dirci questa cosa senza raccontarci di più! Dicci, dicci! (Sempre che la cosa non debba rimanere in ambito privato)

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    4. Non sembrava parlare molto volentieri di suo padre. Ricordo comunque che parlammo dell'edizione dvd di "Solaris", appena uscita in italiano per la prima volta in versione integrale, e che condividevamo la stessa opinione sulla pessima qualità del doppiaggio in italiano delle scene inedite.

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    5. Ma pessima in che senso? dal punto di vista sonoro, recitativo o proprio linguistico?
      Scusa se ti tarmo di domande ma la cosa è interessante!

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    6. Recitativo... le voci sembravano nettamente fuori contesto.

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    7. Che bella quell'edizione digitale estesa. Appena comprata mi sono gustato il film in lingua originale, ignorando le vici italiane dell'epoca, troppo fortemente caratterizzate, quasi a macchietta. (Come si usa oggi per alcuni film comici asiatici)
      in tre ore hai tutto il tempo di entrare nell'oceano di Solaris e capire le sue scelte: un'opera meravigliosa, non a caso subito scopiazzata dal cinema di genere. (Guarda caso da quel momento c'è un esplosione di navi abbandonate in cui i protagonisti vedono materializzati fantasmi del loro passato...)

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    8. Oddio, i doppiatori avevano un accento?

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    9. Sono passati tanti anni e non ho mai più voluto risentire quelle voci, ma ricordi nel film "Totò, Peppino e la malafemmina" il bandito Ignazio detto Il Torchio? Ecco, ricordo che il capo della stazione parlava in quel modo :-P
      Stasera ti mando dei campioni...

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    10. Ma guarda che bello! Sono contento di avere involontariamente suscitato questa nuova collaborazione tra cinefili :-)

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    11. Con Tarkovskij e Solaris vai sul sicuro e ogni cuore prende a battere più forte ^_^

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    12. A questo punto, chissà se questo discorso potrebbe entrare nel raggio di azione dei doppiaggiitalioti? Dopo i mondiali russi, anche Evit mette il colbacco e conquista nuovi territori!

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    13. Se non lo avete ancora visto, e sempre per restare in tema di "ritmo", durata e atmosfere tarkovskiane, merita la visione anche "Mishen". 158 minuti ed ecco la tagline: "In the year 2020, a group of wealthy Moscovites travel to an abandoned astrophysics complex, rumoured to have enough power to halt the process of ageing".

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    14. Quando ho letto "wealthy Moscovites" non so perché mi immaginavo tutt'altri personaggi rispetto a quelli che si vedono nel trailer! :D
      Il film sembra interessante, ma è passato anche in Italia? Non sembra un film di nicchia, beh forse per la durata magari. A parte che film stile hobbit e compagnia bella durano anche di più.

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    15. No, in Italia non è mai arrivato e sembra anzi che la sua diffusione estera sia stata limitata ai festival del cinema.

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    16. Strano però, dal trailer non sembra un film così strano e anche come genere mi sembra attuale.

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    17. Ho guardato adesso il trailer, che non avevo mai visto, e devo dire che è piuttosto ingannevole. Dà l'impressione che si tratti di un film ricco di dinamismo mentre in realtà il ritmo nell'insieme tende decisamente allo stalkeriano.

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    18. Ah ecco, dal trailer sembrava quasi un film d'azione. Praticamente chi ha fatto il trailer ha stravolto lo stile del film. Mi vengono in mente quei trailer fatti per ridere dove film commedia, come ad esempio Mrs Doubtfire, sembrano dei film thriller horror e viceversa i drammoni sembrano commedie scanzonate.

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    19. assolutamente d'accordo sul doppiaggio di Solaris, e la stessa cosa vale anche per il doppiaggio di Stalker...
      ed infatti l'ho sempre voluto vedere in lingua originale...
      cioè, avevo provato a vederlo una volta in italiano, ma dopo i primi 5 minuti sono tornato sul menù e ho cambiato la lingua...
      la durezza della parlata russa è un fattore fondamentale di Stalker, forse ancor più che in Solaris...

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    20. Eppure, chissà, un doppiaggio moderno..però dovrebbero essere dei signori doppiatori, con le voci adatte e che non recitano né troppo enfaticamente, né come se leggessero.
      Peccato però che il doppiaggio di quella volta non fosse buono, in quel periodo c'erano spesso delle perle di doppiaggio.

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    21. Ho caricato sul mio GoogleDrive un filmatino con il capo della stazione spaziale. (E' in bianco e nero perché parla al protagonista attraverso un videomessaggio registrato)
      Prima c'è la voce italiana poi parte quella originale sottotitolata: è così il DVD perché ha riattaccato le tantissime scene tagliate. Anche per questo è inutile guardare il film con l'audio italiano, perché almeno metà è comunque sottotitolato, visto che da noi per proiettarlo al cinema l'hanno massacrato!
      Il video è tratto dalla mitica edizione General Video 2002
      https://drive.google.com/file/d/113ySiaD2BFeGZ96cRcx1_TX1KrrlRcHq/view

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    22. Grazie mille per questo spezzone. IN effetti il doppiaggio non ci sta molto. C'è troppa accentazione nella voce per questo film e non ha senso se è inframmezzato con parti in russo. Ma invece di ridoppiare (male) Indiana Jones, non possono fare un lavoro (bene però) su questo film? Oddio, alla fine si può guardare anche coi sottotitoli, ma insomma, se proprio si vuole ridoppiare qualcosa, meglio questo che Indy.

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    23. Purtroppo dobbiamo già ringraziare se ci è arrivata la versione estesa, in Italia: chiedere che sia anche doppiata a quanto pare è da gargarozzoni :-D
      In compenso hanno doppiato 4 minuti aggiuntivi per il Blu-ray di "Star Trek" e una manciata di nano-secondi per la versione estesa di "Alien", sia al cinema che in home video, ed essendo morti alcuni degli storici doppiatori hanno scelto persone non molto somiglianti. Diciamo che tutto si può fare, ma solo se dietro c'è una grande casa e un grande merchandise...
      P.S.
      Ma hanno ridoppiato anche gli Indiana Jones storici? Non rivedi più quei film da quando ero ragazzo, e li adoravo da impazzire. Poi però sono andato avanti e invece Spielberg è rimasto lì...

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    24. Certo, dietro a Solaris non ci sono grandi interessi.
      Hanno ridoppiato il primo Indy, con Pino Insegno doppiatore di HF. Che ci può anche stare, ma altri personaggi come Marion o Bellocq si sono notevolmente appiattiti, hanno una recitazione insulsa.

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    25. Pensa che ho scoperto che il cattivo nazista del primo film Spielberg l'aveva proposto a Klaus Kinski, ma l'attore - racconterà nella sua biografia - trovò la storia «shitty» e rifiutò... Visto che Kinski valutava i lavori esclusivamente su quanti soldi avrebbe guadagnato, mi sa che non è stata una scelta saggia :-P

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    26. Uh, non la sapevo questa, menomale che non ha accettato. KK mi fa troppa paura, mi dà una sensazione di ansia simile a quella di Vigo della Carpazia! :D

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    27. mamma mia nun se po' ssentì... ma la stessa cosa vale per il doppiaggio di Stalker...
      e poi trovo il russo una voce così bella, nonostante la sua durezza...
      un po' come l'ungherese (i film di Bela Tarr per fortuna non sono doppiati)...
      no, no, tutta la vita i Tarkovskij in originale!!!

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    28. Ho letto ora su wiki questa cosa:"Con il copione "riadattato" da Dacia Maraini, si è fatto uso di un doppiaggio dialettale e contadino, tipico della filmografia di Pasolini (il quale, con un marcato accento friulano, presta la voce al padre di Kelvin, mentre quest'ultimo parla con accento nuorese), in accordo con la sua idea di ridurre la distanza intellettuale tra l'opera e lo spettatore. "
      Incredibile. E cosa si vorrà dire con "copione riadattato"?

      Secondo me dipende molto da chi parla. Ho sempre pensato al tedesco come a una lingua dura, però sentendolo parlare soprattutto da donne, ne emerge una certa dolcezza. Poi è vero, si presta bene a tutta una serie di ordini: "SCHNELL! AUF! KOMM!"

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    29. sta cosa dei doppiaggi dialettali non mi è mai andata giù più di tanto...
      cioè, sta benissimo nei film di Pasolini o nei gangster movie per ovvie ragioni, ma su un film di Tarkovskij che senso ha??
      poi, ti dico: non ho approfondito la questione, ma non credo proprio che l'idea del doppiaggio dialettale sia stata di Tarkovskij (Kubrick si occupava di supervisionare le voci dei doppiaggi stranieri, ma non credo che lo facesse anche T.)...
      più probabile che sia stata una pasolinata, del resto il film era sovietico (non lo avrebbe mai fatto con un film americano)...
      insomma, insieme al barbaro taglio del minutaggio operato dalla versione italiana è uno dei motivi per cui Solaris va visto in versione estesa in lingua originale con sottotitoli, senza se e senza ma...

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    30. Se da una parte potrei capire che un doppiaggio dialettale potrebbe risultare più vicino ad alcuni spettatori, magari come per dire che la storia raccontata è universale, quindi che potrebbe riguardare direttamente gli spettatori stessi, forse proprio per questo motivo, sarebbe meglio usare un italiano neutro. Altrimenti si rimane anche distratti pensando al criterio con cui si è fatta l'associazione accento/personaggio.
      Un italiano neutro rimane quasi sempre la scelta migliore.
      Questo "copione riadattato" mi dà da pensare. Chissà se ci sono state proprio delle modifiche significative nella traduzione/adattamento.

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    31. Non dimentichiamoci che è stato lanciato all'epoca come "la risposta sovietica a 2001". Che darei per vedere la faccia degli italiani del '74 appassionati di "2001", che vanno in sala, pronti a pregustarsi lo spazio siderale e gli astronauti promessi dalla locandina italiana... e assistono a "Solaris" in una versione tagliata a machetate per stringerla in ben cinque proiezioni giornaliere! Poveri connazionali del passato... :-D
      Sono con Kukuviza, proprio perché un film dovrebbe essere universale andrebbe doppiato in italiano, a meno che non ci siano ragioni più stringenti. Registi come Pasolini - citato più su - ritraevano volutamente un certo tipo di situazione e quindi aveva un senso, ma lo stesso tutto il discorso rischiava fortemente di rimanere legato al contesto. Io che sono di Roma, nato a cresciuto a due passi da alcuni quartieri ritratti dai film di Pasolini, sento i suoi film roba lontana nel tempo, quasi un fantasy di una realtà passata che potrei anche credere mai esistita. Perché nessuno a Roma parla più così, o si comporta così o si veste così. Quindi qualsiasi discorso universale volesse fare è fortemente rinchiuso in un involucro regionale e temporale che lo blocca.
      Ricordo quando ho visto la Medea di Pasolini, annoiandomi a morte, e il capolavoro senza tempo di Lars von Trier (su sceneggiatura di Carl T. Dreyer): il secondo è un testo potente che non conosce lingua o età, è al di là del tempo e dello spazio e parla a chiunque. Il primo è un discorso fortemente locale e temporale, che quindi perde moltissimo della propria forza appena ci si allontana dal punto esatto in cui è stato girato.
      Penso che per il doppiaggio valga lo stesso: se un personaggio parla italiano, è un personaggio universale; se parla, che so, toscano, romano o siciliano, allora è un toscano, un romano o un siciliano. Quindi non è universale.
      Di sicuro a molti piace l'esclusività, mi pare sia stato il Wim Wenders di "Al di là delle nuvole" a dire nel prologo che quella storia l'avrebbe capita solo chi era di Ferrara. E io che sono di Roma? Che guardo a fare il film, tanto non lo capirò! :-D

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    32. Sono invecchiati così male (e troppo geolocalizzati :D) quelli di Pasolini? Devo dire che non ne ho visto neanche uno (quando mai..)
      Devo dire che questa cosa dei film specifici è un arma a doppio taglio (certo, troppo specifici è un'esagerazione). Ma io mi chiedo, Totò all'estero, viene/veniva capito?

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  2. Ehhhhh con un unico post ha lanciato così tanti ami da pescare a lungo! :-P
    Hai spiegato benissimo la "lentezza" di Tarkovskij ma anche di certo cinema d'autore a me molto caro: deve farti entrare nel personaggio, deve portarti a ragionare come lui e per questo ci vuole tempo.
    Non so se l'hai fatto apposta, ma molti hanno voluto vedere in "Annientamento" (2018) una ripresa di atmosfere stalkeriane, e i difetti che hai immaginato ci sono in pratica tutti!

    Assolutamente da approfondire la questione musicale, che onestamente non ricordavo bene nel film. Credevo fosse coevo del film lo sceneggiato "Bolero" (Les uns et les autres, 1981) che vidi da ragazzino, con il mitico balletto finale di Jorge Donn sulle note di Ravel dove conosciamo il destino di tutti i molti personaggi della storia. Visto che il film era francese ma anche molto europeo, chissà se ha scelto Ravel dopo aver visto "Stalker"...

    Per Rashomon rischierei di parlare per mezz'ora, mi limito a chiedermi se un giorno scopriremo se la storia originale Akutagawa l'abbia copiata da Pirandello o da Ambrose Bierce :-P
    Se ti ho incuriosito, ne ho parlato qui.

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    1. Sento sempre più spesso l'esigenza quasi fisiologica di una certa lentezza nei film. Io mi sento frustrata dalla velocità sempre più crescente dei film. Non parliamo poi dei film d'animazione anche per bambini/ragazzi: è tutto alla velocità della luce. Ci sono un milione di gag al secondo, come si fa ad apprezzarle?
      CHiaro che c'è film e film e mica sempre ci deve essere il ritmo di Tarkovsky, però davvero si sta esagerando, credo. Poi sarò io che invecchio e non riesco a reggere certi ritmi, può essere anche questo. COmunque ci sono volte che ho proprio l'esigenza di un ritmo contemplativo.

      Mi ricordo del tuo articolo su Annientamento (che non ho ancora visto, quando mai, ho i miei tempi biblici :D) ma ritorniamo al discorso che non basta pigliare un elemento di un capolavoro per farne un gran film. Se mi si fa un film lento tanto per fare i grandi intellettuali ma non c'è contenuto, allora c'è da sfrangiarsi le palle (citazione).

      Ah beh, non è strano che non ti ricordi del Bolero in Stalker, se ne sentono poche note, fluttuano nell'aria, davvero una cosa sognante, tanto per tornare alla sensazione del sogno accennata da Ivano.

      Non sapremo mai la verità e chissà se possiamo dire che, essendo il primo, Bierce non si è ispirato a nessuno? Perché poi magari salta fuori una storia simile scritta nel '700...

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    2. Con annientamento garland ci ha provato a fare uno Stalker 2.0 all'americana, peccato che il paragone sia impietoso!

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    3. Comunque, a quanto pare, Annientamento ha un sacco di fans che si sperticano in lodi del tipo bellezza sconfinata ecc.

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    4. Non avevo dubbi. Ora che hai visto Stalker dovresti vedere Annientamento: scoprirai una forte voglia di andare a rispondere ad uno ad uno a quei fan sperticati per offenderli in vari modi :-D :-D :-D

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    5. Annienterò i complimenti!

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    6. Purtroppo "Annientamento" è un figlio dei tempi, di un cinema che ha fatto della totale mancanza di contenuti il nuovo contenuto, potendo poi contare su una nuova generazione di spettatori immemore di cosa possa offrire quest'arte. E' come se la pittura venisse giudicata solo dai turisti: guarda quel quadro, ricorda quello delle due barche che ho visto in quel bell'alberghetto, quindi è un quadro stupendo...
      "Annientamento" è appunto il "nuovo cinema": totale superficialità priva di un qualsiasi contenuto, splendide immagini prive di alcun significato, elementi concettuali trasformati in vuoti pixel dagli splendidi colori. L'autore si è impegnato al massimo per creare immagini di una bellezza mozzafiato, stando attento a fare in modo che non significassero assolutamente niente: l'importante è che sembrino significare qualcosa, così lo spettatore può sentirsi "intellettuale" a farne i complimenti.
      La scena delle ossa sulla spiaggia è paradigmatica: è un capolavoro di composizione, un quadro astratto vivente ma... perché ci sono ossa sulla spiaggia? Che vuol dire? Che c'entra nel film? Troppe domande: non è che a Dalí qualcuno ha detto "Oh, Salvador, bello quel quadro, ma perché ci sono gli orologi ammosciati?" :-D
      Tarkovskij non ha buttato sullo schermo vuote immagini per pura estetica, per tirarsela da regista fighetto: noi spettatori potremmo interrogarci a lungo su ogni singolo elemento, ma sappiamo che c'è un motivo. Sappiamo che è una composizione, che noi la capiamo o meno. Perché c'è un cuore pulsante dietro, ed è perfettamente avvertibile. Lo dimostra che in tempi recenti un regista russo ha rifatto "E' difficile essere un dio" dei fratelli Strugatskij esagerando al massimo lo stile tarskovskijano, fino a diventare sgradevole e volgare, senza dire una mazza di niente...
      Finisco lo sfogo sottolineando come ovviamente i fan entusiasti sono sempre esistiti, in qualsiasi genere cinematografico, ma il forte rischio è che in un periodo così dolentemente superficiale lo spettatore si senta "entusiasta" solo perché delle belle immagini sono apparse su schermo, e non sente più l'istinto a pretendere che ci sia un significato dietro quelle immagini. Se manca la spinta dal basso, il cinema sarà solamente un bel salvaschermo...

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    7. Perché manca l'idea alla base. Prima deve venire il concetto e dopo l'estetica (meglio se personale e non scopiazzata alla cavolo via). Invece molti pensano di fare il contrario, senza naturalmente riuscirci, perché come puoi cavare un'idea dall'estetica? Ma per molti l'estetica o esteriorità è tutto o quasi.

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    8. sottoscrivo ogni parola di quello che hai detto, Lucius...
      quanto ai fan sfegatati di Annientamento, scommetto che la maggior parte di quelli che si sperticano in lodi non ha visto il film di Tarkovskij e che se anche lo vedessero sono ormai talmente compromessi dai ritmi del cinema contemporaneo che non tornerebbero indietro ammettendo che, in confronto, Annientamento è ridicolo...

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    9. Fans di Annientamento, palesatevi e diteci un po' se Tarkovski lo avete visto!

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  3. P.S.
    Anch'io negli '80 ho religiosamente seguito Quark in ogni sua forma, leggendo anche i libri di Piero Angela ^_^ Ancora nei Novanta non era estate se non c'erano i documentari in TV...

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    1. AHaha, vedi. E per non parlare anche delle trasmissioni di Attenborough!

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  4. grazie per la citazione e complimenti per l'analisi... sono contento di averti fatto scoprire questo film che tutti i cinefili dovrebbero vedere (e adorare)... personalmente, lo ritengo uno dei film più belli di tutti i tempi, l'ho visto un sacco di volte (anche se le successive non potranno mai essere come la prima) ma ciò nonostante la tua analisi mi ha aperto gli occhi su alcuni aspetti che non avevo considerato, ovvero, ad esempio, le parti del film in cui compare il rumore del treno e il possibile significato...
    segno che, per quanto pensi di conoscere un film, c'è sempre da imparare...
    Ciao
    Vincenzo

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    1. E a questo punto devo proseguire nel mondo tarkovsiano! Ora mi butterò su Solaris, ricordo di aver visto quello con Clooney, ma era - negli intenti - un remake o le premesse di partenza erano diverse? COmunque non mi ricordo niente neanche di quello con Clooney. Mi ricordo della McElhone che mi faceva continuamente pensare alla sua interpretazione nel Truman Show.

      Mi sa che Stalker potrebbe essere guardato all'infinito e ci sarebbe sempre qualcosa che non si era notato. Grazie ancora e anche per gli altri suggerimenti che sono emersi da quella classifica.

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    2. Diciamo che con il film con Clooney hai visto tutto ciò che Solaris NON è e tutto il male che può venire dai remake americani, quindi con l'originale andrai più rilassata :-D

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    3. Ah quindi proprio se ne voleva fare un remake. Della serie il coraggio (e l'incoscienza) non ci manca!

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    4. All'epoca Soderbergh ebbe il coraggio di dire che siccome l'originale era noioso allora l'ha rifatto più snello. Già solo per questo meriterebbe solo il peggio...

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    5. Oddio veramente? Senza vergogna. Ma come si è permesso di dire una cosa del genere? E quanto sfoggio di sicumera.

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    6. Il risultato è che ha fatto un film mille volte più noioso, e supponente...

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    7. non la sapevo quella di Soderbergh... l'ha detto veramente?...
      incredibile...
      comunque gli altri Tarkovskij assolutamente meritevoli, a mio avviso, sono Nostalghia e Sacrificio...
      che poi in realtà lo sono tutti ;-)

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    8. Dire una cosa del genere è veramente assurdo. Ma che figura ci fai? Dì piuttosto che dai un'altra interpretazione, una variazione tua, ma dare del noioso è proprio inqualificabile.

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