martedì 25 gennaio 2022

Che cosa faceva alla mia età... uno dei più amati volti Disney?

Buon martedì gentili lettori, eccoci di nuovo alle prese con la rubrica compleannistica un po' auto-referenziale in cui spulcio nella carriera dei personaggi del cinema.

Vi informo che oggi è il compleanno di Toni Servillo di cui però non è uscito nessun film quando aveva la mia età, anche se stava probabilmente girando "La ragazza del lago" (che è uscito l'anno dopo) e che all'epoca avevo visto al cinema. Quel film non mi ha particolarmente esaltato: non mi pigliano molto i gialli più o meno truculenti tra montanari taciturni, ma comunque è un gusto mio, il film non è brutto.

Visto che il film non soddisfa il requisito dell'età, passiamo al prossimo attore, nato per l'appunto il 25 gennaio, del 1931 per la precisione. Un nome e forse ancor di più, un volto indimenticabile per tutti e soprattutto per gli amanti dei film Disney classici. So parlando di Dean Jones:

Eccolo con Hayley Mills in "FBI operazione gatto",
primo ruolo Disney per l'attore



Scelto da Walt Disney in persona, Dean Jones ha interpretato dieci film della casa del Topo, ma prima aveva girato diversi film soprattutto drammatici. Ma è naturalmente con la Disney che ha avuto il successo planetario, d'altronde sembrava proprio tagliato per quel genere di film. Con quella faccia giusta da bravo ragazzo, i ruoli Disney erano perfetti per lui. Lo stesso Walt glielo aveva detto un giorno mentre pranzavano assieme: "Sei perfetto per questi film, sei proprio un bravo uomo di famiglia."

Ma il vecchio Walt non sapeva che in realtà quell'aspetto da bravo ragazzo era tutta apparenza. Oddio, magari all'inizio Dean era davvero un bravo ragazzo, ma poi ha avuto qualche problemino nella gestione del successo. A cavallo tra gli anni '60 e '70 conduceva una vita a quanto pare dissoluta, tra donnine e alcol a go-go, soffrendo nel mentre di periodi di depressione. Però tutto questo lo viveva di nascosto, dunque praticamente nessuno sospettava il suo tormento.

Altro ruolo iconico

Ma verso il 1973 le cose cambiano: anche in seguito a degli incidenti di moto e macchina che avrebbero potuto essere fatali, la vita di Dean Jones ha una svolta religiosa che influisce non solo sulla sua vita privata, ma anche sulla carriera professionale, poiché negli anni successivi, Jones lavora in diverse produzioni che hanno a che fare con la Bibbia o comunque a sfondo religioso. 

Tra questi lavori c'è appunto quello del 1978, intitolato "Born Again", basato sulla biografia religiosa di Charles Colson, uno dei collaboratori di Nixon all'epoca dello scandalo Watergate.

Questo Colson, che nel periodo in cui lavorava per Nixon aveva una certa fama di individuo che persegue il suo obiettivo a qualsiasi costo e che ha pure detto più o meno: "Camminerei sopra mia nonna se servisse a far rieleggere Nixon", in seguito allo scandalo Watergate è finito in prigione dove ha vissuto una conversione religiosa.  

Una volta uscito di prigione, Colson ha fondato una associazione cristiana per i carcerati e si è dedicato massicciamente alla divulgazione dell'Evangelismo, cioè questo movimento di risveglio correlato al concetto della rinascita, del "born again".

Evidentemente, Dean Jones si sentiva affine al tipo di conversione di Colson. Jones si era sentito come il peccatore dissoluto, dalla vita vuota (che vita vuota, che vuota vita, cit.), che improvvisamente scopre Gesù Cristo e dà una svolta totale alla sua esistenza.

Il film dura 1 ora e 45 minuti e vi dico subito che non sono riuscita a guardarlo per più di un'ora. È di un noioso oltre misura e non mi stimola nemmeno l'invenzione di battute o cazzate assortite.

Lo scandalo Watergate è praticamente solo accennato, perché tutto il film (o almeno fin dove ho visto) si concentra sul tormento personale di Colson, tutto preso a iniziare una nuova vità all'insegna di Gesù Cristo.

Il film sembra praticamente uno spottone evangelico, che forse può essere appassionante per chi professa tale religione, ma per gli altri spettatori è difficile trovare un interesse, anche perché è un po' tutto superficiale, semplicistico, senza troppe sfaccettature.

Il personaggio di Colson, che nel film inizia il suo percorso religioso già prima di andare in prigione, viene descritto quasi come un santo, come uno che si è trovato implicato in una faccenda di cui non capiva bene la portata, un ingenuo, uno che pensava di fare bene. Uno che si dichiara non colpevole per le intercettazioni al Watergate, ma che per far vedere che lui è in buona fede, si dichiara colpevole di un reato per cui non era stato accusato ma che aveva davvero commesso (il furto delle cartelle psichiatriche di un esponente liberal, allo scopo di screditarlo). La moglie, per questa auto-accusa, lo definisce perfino un martire!

Il percorso religioso di Colson inizia grazie a un amico
che gli fa conoscere il libro "Mere Christianity" di C.S.Lewis
(autore de Le cronache di Narnia). Il titolo italiano è
"Il cristianesimo così com'è" ma ha anche un bizzarro
titolo alternativo: "Scusi... qual è il suo Dio?", che mi fa
venire in mente "Scusi dov'è il west"!
 
Poi, mi verrebbe da dire che Dean Jones non è molto credibile nel ruolo di cattivo, ma visto che alla fin fine nel film Colson non è proprio così cattivo, allora dico che Jones non è nemmeno molto credibile in un ruolo drammatico. Non credo sia del tutto colpa sua però, è proprio il film in sè, girato con colori sgargianti e con fotografia da film tv senza pretese a render il tutto un prodotto grondante di zucchero e buoni sentimenti ma al tempo stesso moscio e privo di qualunque pathos.

Tipiche facce da film serio di conversione religiosa

C'è pure l'impersonatore di Nixon. Forse sta bevendo
l'amaro Ramazzotti, come gli ha consigliato
un altro impersonatore?

Vi ripropongo il noto sosia.

Bene, ora vi saluto e vado a vedere "Tutti gli uomini del presidente", che è meglio.

martedì 18 gennaio 2022

Nuova rubrica: cosa faceva alla mia età?

Buon frizzante anno nuovo a tutti voi, amici lettori, lettrici e bloggeurs.
Purtroppo non sono riuscita a terminare il calendario dell'Avvento, complici i vari impegni e forse la mia vecchiaia avanzante. Per non chiamarla anche pigrizia.

Il calendario riprenderà a data da destinarsi, ma nel frattempo vi propongo una nuova rubrica, che ha a che fare appunto con la vecchiaia avanzante. La rubrica si intitola: cosa faceva alla mia età quel tale o tal'altro personaggio del cinema?

È una rubrica che celebra dunque i compleanni e mi serve anche per decidere quasi a caso e forzatamente un film da guardare. Quando guardo le liste di film su Prime o Sky, mi viene lo svenimento  per le troppe icone su cui cliccare e non riesco a decidere nulla. Con questo sistema, invece, mi auto-impongo delle scelte quasi obbligate che mi portano anche a fare delle piacevoli scoperte.

Partiamo dunque con la prima celebrazione e vi informo che oggi è il compleanno di Kevin Costner che alla mia età ha girato (o comunque è uscito) "Il segno della libellula", film che avevo visto al cinema e che mi aveva lasciato alquanto perplessa perché il fantasma (o la presenza invisibile) della moglie morta del personaggio di Costner gli inviava per tutto il film la stessa immagine, cioè il simbolo che si vede in locandina:

Gli faceva vedere questo simbolo in tutti i modi possibili immaginabili e lui naturalmente per tutto il film non capiva che cacchio significasse, fino a quando ha avuto l'illuminazione, a dieci minuti dalla fine. E io mi ricordo di aver pensato: ma visto che questo fantasma poteva muovere oggetti, fare forme, far disegnare il simbolo ad altre persone ecc, ecc... ma non gli poteva dire a Costner, a chiare lettere, il messaggio che gli doveva dare, invece di menarla con 'sto simbolo???

Ma non è su questo film e su Costner che ci concentriamo oggi. Passiamo dunque ad un altro personaggio famoso.

Oggi è anche il compleanno di Takeshi Kitano che alla mia età ha girato il suo quinto film: "Getting Any?", che vi giuro che avrei voluto proporvi perché ho letto la trama ed è qualcosa di allucinante all'ennesima potenza. Il film pare sia difficilmente trovabile, comunque leggetevi pure la trama su Wiki.

E allora accantoniamo pure Takeshi e ci concentriamo sul festeggiato del giorno. È lui: Paul Freeman!

Praticamente il fratello di Carneade: chi è costui? 

Ammetto che forse il solo nome potrebbe non far accendere nessuna lampadina, ma vi do subito un aiuto che vi farà capire immediatamente chi è il soggetto in questione.

Immaginate dunque di essere in un tempio peruviano e di aver tolto un idolo dorato da un piedistallo, mettendoci al suo posto un sacchetto di sabbia. Voi pensate che tutto sia andato liscio, invece il tempio comincia a crollarvi addosso. 

Allora voi fuggite, schivando ottomila frecce avvelenate, ma il vostro assistente vi ruba l'idolo e se ne va lasciandovi da solo a superare un abisso infinito senza l'ausilio della vostra fedele frusta. 

Ma hey, voi non siete forse l'archeologo più tosto (e figo) sulla piazza? Certo che lo siete e dunque con abili mosse riuscite a levarvi d'impaccio, riprendervi la frusta, riagguantare l'idolo, fuggire a perdifiato inseguiti da una palla gigante che vi rotola alle spalle e dopo un tuffo attraverso la ragnatela di un ragno zannuto gigante probabilmente nascosto nell'ombra, riuscite a mettervi in salvo. 

Non vi siete però nemmeno a ripresi dall'impresa pazzesca che avete appena compiuto, che vi si para di fronte codesto individuo:

BELLOQ! Al secolo: Paul Freeman!


Ve lo dicevo io, che lo conoscevate!
"I predatori dell'arca perduta" è il quinto film di Belloq aka Freeman, il quale negli anni '80 ha recitato in numerose produzioni sia cinematografiche che televisive. Tra quest'ultime, c'è anche la soap opera "Falcon Crest", in cui lui interpretava un personaggio (figlio di criminale nazista) che si infiltrava nella tenuta vinicola teatro principale delle vicende, perché aveva scoperto che sotto la tenuta c'era segretamente sepolto un tesoro artistico. Personaggio proprio degno di un infido archeologo filonazista qual era Belloq!

Ma arriviamo al film che Freemanoq ha interpretato nel 1990, cioè "L'esercizio del potere" diretto da John Irvin. Il protagonista principale non è il nostro Freeman bensì Donald Sutherland e io non dico quasi mai di no a un film col vecchio Donald. 

Nonostante il film sia del 1990, è ambientato nella Polonia del 1979. Tuffiamoci allora in quest'atmosfera retrò dell'est Europa, dove tutti quanti hanno sempre il cappotto e in qualche caso il colbacco!

Eccolo qua, il nostro Casanova preferito,
in tenuta oltrecortina!


Nel film, il nostro Donald è un componente influente del Politbüro, uno che muove le pedine, uno che viene preso a braccetto dal pezzo grosso durante le foto di rappresentanza. Uno che attualmente è definito il "numero 6" e con buone probabilità di ascesa.

Ma un brutto giorno, dopo una serata di successo passata a casa del pezzo grosso, nonché capo supremo, per Donald c'è un brutto risveglio: va in ufficio e scopre che glielo hanno chiuso; il portinaio gli sequestra addirittura il permesso per entrare nel palazzo. Sconvolto, va in un telefono pubblico e chiama la moglie nel posto di lavoro di lei e le dice:

"Non dire niente, stammi solo a sentire.
Qualcosa è andato storto.
Dovresti chiamarlo e dargli un messaggio: Shampoo e piega"

Chi sarà il destinatario di questo criptico messaggio? Ma certo, è proprio lui, il nostro Freeman.

Il "parrucchiere" ha la faccia preoccupata

Freeman interpreta un amico di Donald, nonché uno inserito nelle dinamiche del partito. Egli ispeziona la casa di Donald e trova che ci sono delle microspie un po' dappertutto e il telefono è sotto controllo. Donald lo implora di aiutarlo a scavare nella faccenda, lo prega di accedere alle informazioni riservate che possano aiutarlo a capire perché tutto a un tratto si è ritrovato estromesso dal partito e privato di tutti i suoi privilegi.

Nel frattempo, Donald si accorge che oltre alle microspie in casa, c'è sempre qualcuno che lo sorveglia e lo pedina, ovunque lui vada. Mitica la scena di lui che prende un taxi e il tassista gli dice che c'è qualcuno che li sta seguendo. Donald fa spallucce, ma il tassista si impunta e vuole a tutti i costi seminare gli inseguitori. Nonostante Donald lo inviti a non fare pazzie, al tassista piglia il matto: prima passa col rosso e poi con una sgommata supera una 126.

Ecco che sta per avvenire il sorpasso

Il tassista deve aver visto troppi film americani, perché guida come un pazzo, prende le curve a tutta birra e poi si esibisce in una ardita derapata in piazza.

Poi per un pelo non si schianta contro un carro trainato da cavalli, quindi fa inversione sul marciapiede quasi investendo un gruppo di anziani e poi finisce in gloria con la fusione del motore.

Ecco come va a finire il glorioso tentativo di seminamento!

La storia prosegue con Donald sempre più sorvegliato e anche avvicinato da individui che gli fanno strane proposte lavorative. Pure un giornalista francese lo abborda e gli chiede di scrivere una autobiografia dove potrà raccontare i molti segreti scottanti in cui lui si è sicuramente imbattuto nel corso della sua carriera.

Solo dopo che la tragedia si sarà abbattuta sulla sua famiglia, Donald riuscirà a venire a capo del mistero: cosa c'è dietro alla sua estromissione dal partito? Come reagirà dopo aver fatto la scoperta? E c'entrerà mica anche Belloq...? Lo scoprirete solo se vedrete il film.

Ho guardato il film piacevolmente, magari non sarà un capolavoro ma è ben fatto, ben filmato (proprio in Polonia) e naturalmente si vuole sapere come andrà a finire. La storia pare che sia tratta da vicende davvero accadute al padre dello sceneggiatore.

Vediamoci qualche altra immagine del festeggiato.

Dagli incontri nei locali sciccosi...

...a quelli nei cessi pubblici...
Attento che il cappotto ti va nell'orinatoio...

Il nostro eroe se la passa male nelle carceri polacche.
E non ha nemmeno rubato una statuetta d'oro!

Chiudo il post non con un'immagine di Freeman, ma con la biblioteca di Donald, dietro i cui libri è nascosta una cassaforte.

Ci sono più di 40 volumi di Lenin...
ma cosa sono? Il diario giornaliero del celebre politico?
Sono tantissimi!

Grazie per l'attenzione, cari amici e alla prossima!

giovedì 23 dicembre 2021

****** * ******

Buondì, amici lettori! Come al solito siamo in ritardo, ma parafrasando Marty McFly, quando si viaggia nel tempo e si può impostare una data, si può mettere quella che si vuole. Quindi eccoci qua, nella Santa Lucia del 1972!

Tra le varie agitazioni che pullulano negli anni '70, ne ho scelta una tra le più leggere. Insomma, siamo pur sempre sotto Natale. Bene, la notizia arriva da Francoforte dove i proprietari di cani stanno organizzando una rivolta e soprattutto hanno in mente di fare una marcia sul municipio. Intendono inoltre bloccare il traffico nell'ora di punta e protestare presso il sindaco, reo di aver indetto un'ordinanza che ai proprietari di cani non è piaciuta.

Il sindaco ha infatti disposto che ai cani sarà proibito l'accesso a due parchi del centro cittadino. (Io sospetto che sia per una questione di cacca canina).

I proprietari di cani hanno già scritto dei cartelli con slogan quali: "Diamo ai cani gli stessi diritti che diamo ai bambini", "Niente ghetto per gli animali nostri amici".

Un cinofilo sostiene che il comune dovrebbe preoccuparsi piuttosto di multare le madri che permettono ai propri figli di fare la pipì nei parchi e di occuparsi dei capelloni che affollano le piscine...

L'assessore comunale che ha firmato l'ordinanza è diventato bersaglio di lettere e telefonate minatorie. Gli telefonano in piena notte dicendogli "povero pazzo" e gli consigliano di farsi internare. Quelli più imbufaliti gli promettono un sacco di botte.

Non so come sia andata a finire la diatriba, se hanno vinto i cinofili o il sindaco. Mi auguro che non si siano lasciati troppo ispirare dalle parole di un meccanico che ha detto che è meglio calpestare una cacca di un cane che respirare l'aria ammorbata dei tubi di scappamento. Indubbiamente è meglio, ma è ancora meglio che il padrone raccolga nei sacchetti appositi la cacca del suddetto cane, così il cane sarà libero di andare in ogni dove.

Bene, è il momento di metterci davanti alla tv, con un bel bicchierone di ibirra da due litri circa:

Con un boccale del genere, quante pause pipì bisogna fare? Menomale che il film di stasera non dura troppo. Ma che film è quello che ci propone il secondo canale? È un film del 1937 di Ernst Lubitsch: "Angelo" e fa parte del ciclo "Un mito per due dopoguerra: Marlene Dietrich".

La storia inizia con una donna elegante, dalle fattezze di Marlene Dietrich, che arriva in aereo a Parigi e va a trovare una sua amica, una granduchessa che in pratica gestisce un bordello super super super super lusso.

Nel bordello della granduchessa, Marlene fa la conoscenza di un uomo, che è appunto venuto sperando di trovare qualche donna che lo aiuti a divertirsi a Parigi. Marlene gli propone di andare al Louvre. Lui, perplesso: "Dove!?" e lei: "Ma avrete sentito parlare della Monna Lisa?" Lui, sempre più perplesso e con lo sguardo smarrito: "Sì... mi pare..."

Dopo l'ulteriore proposta di lei di visitare Notre Dame, lui mette finalmente in chiaro il tipo di divertimento che va cercando. Un divertimento di genere notturno.

I due si danno appuntamento per cena in un locale di gran lusso e dopo poche battute di dialogo, lui è già innamorato perso. Alla fine della serata le dice: "Io vi amo. Voi siete ormai nel mio cuore assoluta signora." Vabbè.

Il consueto violinista che suona a
cinque centimetri dalle orecchie

Lui è innamorato cotto come una pera, mentre lei non si capisce. Un po' si fa avanti, un po' fa la ritrosa e soprattutto fa molto la misteriosa. Rifiuta persino di dirgli come si chiama; allora lui, con gli occhi a cuore, le dice: "Ecco come vi chiamerò: Angelo".

Tutto fiero del soprannome che le ha dato, la porta al parco e la sbaciucchia su una panchina. Ma dall'ombra si materializza una vecchia fioraia guardona. Mentre lui va dalla fioraia a comprare un fiore, Marlene fugge e sparisce. 

(E la vecchia fioraia, vedendo che i due sono spariti abbandonando il fiore per terra, lo raccoglie, soffia via la polvere e se lo rimette nel cestino.) 

Brava, un fiore riciclato è un fiore guadagnato!


La scena poi si sposta a Londra, dove scopriamo che l'angelo Marlene è sposata. Suo marito è un diplomatico che viaggia molto per lavoro, lasciandola spesso da sola. Quindi capiamo che il rapporto tra i due coniugi è cordiale ma un po' superficiale, un po' fintamente zuccheroso.

Orbene, Marlene e il marito vanno insieme a una corsa di cavalli, ma appena arrivati all'ippodromo, lei nota, tra trilioni di persone, il suo "amante" parigino, che naturalmente vuole evitare a tutti i costi. Quindi con una scusa torna a casa, lasciando il marito da solo a seguire la corsa.

Il problema è che al termine della corsa, il marito e l'amante fanno conoscenza. In realtà, i due uomini si erano già conosciuti superficialmente anni addietro e si mettono subito a parlare dei vecchi tempi, di quando erano giovani e frequentavano a Parigi la casa di una certa Paulette... e com'era bella Paulette, e com'era brava Paulette... insomma, quei discorsi lì.

Brindiamo a Paulette... eh com'era bella Paulette...


I due uomini fanno così amicizia, che il marito invita l'altro a casa sua, a conoscere sua moglie. 

Colpo di scena! Cosa succederà quando i due psuedo-amanti si riincontreranno proprio davanti al marito di lei? Che faccia faranno? 

Non fanno nessuna faccia, entrambi fingono l'indifferenza più profonda. Ma una volta rimasti da soli, lui riattacca a fare il provolone e ricomincia con le sue litanie: "Mio angelo, che sopresa vedervi qui", "Non posso dimenticarvi" eccetera eccetera. Lei però impassibile. Con una faccia di bronzo straordinaria, finge di non conoscerlo. Lui sulle prime insiste, ma poi siccome vede che lei è così glaciale, inizia a venirgli qualche dubbio. 

Alla fine lei cede e ammette di essere Angelo. Lui le dà appuntamento a Parigi la settimana successiva, lei inizialmente dice di no, ma... cosa succederà? Andrà all'appuntamento? E il marito cosa farà quando inizierà ad avere dei sospetti?

Non posso dire che il film mi abbia preso tantissimo. (Di Lubitsch ho sicuramente preferito "Scrivimi fermo posta"). Questo "Angelo" è un film che parla di sentimenti, ma alla fin fine non me ne sono arrivati molti. La diva Marlene è bella e glaciale e non mi smuove particolarmente nei panni della riccona annoiata. Il suo pretendente, che dopo tre secondi si innamora e inizia a sproloquiare frasi zuccherose, mi fa venire il latte alle ginocchia. 

Lei ha probabilmente una storia avventurosa alle spalle e probabilmente lavorava nel bordello super lusso, ma non scopriamo quasi nulla e poco traspare dall'espressione enigmatica della bella Marlene. 

Almeno i maggiordomi di Marlene e marito sono simpatici. Uno è patito di opera e canta il Barbiere di Siviglia; quando gli viene chiesto che tempo fa lui vede che piove a dirotto e risponde: "Non è male".

Un altro maggiordomo invece si fidanza con una tipa e fa vedere il biglietto di annuncio del suo matrimonio:

I futuri sposi

Poi però lo si sente litigare al telefono con lei. Sdegnato le dice: "Sono furioso! Se non mi dici chi ti ha insegnato la rumba, tra noi è tutto finito!"

Bene, anche per oggi è tutto, vado anche io a ballare la rumba!

martedì 21 dicembre 2021

**** **** ****


"È vero, sono anni di crisi e di incertezza; la violenza e la paura modificano antiche abitudini, alimentando un generale malessere. Ma Natale è sempre Natale."

Così inizia un articolo apparso sulla Stampa che parla di come l'8 e il 10 dicembre (domenica), la gente si sia riversata numerosa per le strade del centro a guardare le vetrine. Attenzione, solo a guardare, perché i negozi erano chiusi. L'apertura in un giorno di festa crea problemi. I titolari dei negozi di abbigliamento, ad esempio, incontrano la resistenza dei dipendenti. Gli alimentaristi invece temono di restare senza lavoro.

 
Mi sembra quasi impossibile pensare, oggi, che c'è stato un tempo in cui i negozi erano chiusi la domenica e durante le feste...

Ma quando i negozi sono aperti, cosa si compra? Nella fattispecie, quali sono i giocattoli più gettonati in questo dicembre del 1978? Senza dubbio furoreggia l'Ufo Robot, che però volendo si può forse avere acquistando una tv:


E forse, comprando la tv, si fa un affare, dal momento che il pupazzo di Goldrake è più grande del bambino e visto che un maxipeluche costa la bellezza di 260.000 lire. Mi pare una cifra veramente spropositata, cos'è, un terzo di stipendio? 

L'affermatissima Barbie costa invece 3.500 lire. A proposito, non me ne ero mai resa conto: ma quanto cavolo era lungo il collo delle Barbie?

Più lo guardo e più mi sembra pazzesco, sembra abbia un collare-tutore da collo.

Costano un po' di più (5-8 mila lire) le bambole stile '800, dal volto un po' ingenuo, dall'aria un po' romantica e monella.... purché non siano le solite bambole dalla faccia inquietante.

Bene, oltre ai giocattoli, sul giornale c'è spazio anche per un processo riguardante dei fatti avvenuti due anni prima. L'imputato è una donna accusata di aver tentato di avvelenare il famoso professore, antropologo, sociologo Carlo Tullio-Altan (padre di Francesco, creatore della Pimpa). Il professore era andato a trovare una vecchia zia che veniva accudita da una governante, la quale gli aveva offerto un caffè. A visita terminata, il professore ha preso la macchina per andare verso casa, ma durante il tragitto è stato colto da un malore. Prima di perdere conoscenza, è riuscito a scrivere un biglietto dove riferiva di aver preso un caffè dalla zia e di essere stato drogato. Poi aveva scritto "Infermiera" più un'altra parola indecifrabile.

Il professore se l'è vista brutta, è stato soccorso in tempo ma ha rischiato di morire, comunque fortunatamente si è ripreso. Non sono però riuscita a capire come sia andato a finire il processo. La governante è stata accusata di aver tentato di avvelenare non solo il professore ma anche un'altra parente della zia, forse per aggiudicarsi l'eredità della vecchia signora. Purtroppo non sono riuscita a capire come sia andato a finire il tutto.

È proprio un caso da tenente Colombo, che tra l'altro proprio il 12 dicembre 1978 esce al cinema con "Un amico da salvare", dalla strana copertina scaccosa (catalogata dal nostro amico Lucius nel suo blog di citazioni scacchistiche).


Ho detto "strana" perché in realtà gli scacchi non c'entrano nella storia. L'episodio con un assassino scacchista è un altro, non questo. Dunque qua gli scacchi stanno probabilmente a indicare soltanto una sorta di rompicapo che deve essere risolto dal nostro amato tenente. Solo in Italia la locandina era scaccosa.

Ma è ora di accomodarci davanti alla tv! O forse addirittura sulla tv! Dentro la tv!


E per una volta, molliamo l'alcol e ci buttiamo sulla Coca Cola, che a dicembre ci propone questa pubblicità piuttosto incongrua.


Cioè, praticamente il padre ha messo sotto i figli a lavare la macchina e li vuole tenere buoni con la famosa bevanda?

Non lo so, tiremm' innanz e guardiamo cosa ci propone il palinsesto televisivo odierno. Sul primo canale abbiamo teatro con Carla Gravina e Cochi Ponzoni. Quindi siccome il blog è a tema cinema, ci dirigiamo sul secondo canale dove abbiamo il film "Quelle due" con Audrey Hepburn e Shirley McLaine

Come si vede dalla locandina, il titolo francese è "Le rumeur" che penso sia più calzante con la storia del film.

Audrey e Shirley interpretano due donne che si conoscono da molti anni, hanno studiato assieme e sono molto amiche. Le due mettono su una scuola per ragazze. Sembra che tutto vada bene, le allieve sono molto contente e le famiglie pure, perché le due donne godono di ottima reputazione.

Senonché, una delle allieve, una ragazzina perfidissima, viperissima, bugiardissima, nonché bulla e che viene spesso punita per le sue bugie e cattivi comportamenti, sente delle conversazioni che le fanno venire in mente il modo con cui vendicarsi delle due insegnanti.

Mette in giro la voce che le due istitutrici siano amanti e che si incontrano segretamente di notte in camera di una delle due e dalla camera provengono strani rumori. In una scena, la ragazzina riferisce nell'orecchio di sua nonna alcune cose a cui ha assistito. Lo spettatore non sente quello che la ragazzina riferisce, ma dalla reazione esagitata nella nonna, come minimo la nipote deve averle detto di aver assistito a un'orgia.

La nonna inorridita ritira la nipote vipera dalla scuola e sparge la voce, col risultato che tutte le famiglie delle altre ragazze portano via le figlie dalla scuola. La reputazione delle due donne è rovinata ed esse diventano oggetto di curiosità e di scherno. Per non dire che sono trattate come ignobili appestate.

Il tempo passa, ma la situazione non migliora. Una delle due donne si rende conto di provare per l'altra dei sentimenti omosessuali, ma questa presa di coscienza la prende veramente male. In questo clima tremendo di condanna sociale, il rendersi conto di avere sentimenti diversi da quelli ritenuti "normali", la fa precipitare in un senso di colpa in cui prova addirittura repulsione di sé. Gli esiti della storia non saranno positivi.

Il regista William Wyler aveva già portato sullo schermo questa storia anni prima, col film "La calunnia", solo che all'epoca era assolutamente proibito parlare di temi omosessuali per cui la storia (che proviene da un'opera teatrale a sua volta ispirata a un fatto vero) era stata modificata e il supposto affaire peccaminoso che veniva divulgato in giro non era tra le due donne, ma tra una di esse e il fidanzato dell'altra.

Interessante comunque il fatto che a teatro fosse permesso trattare temi omosessuali, ma al cinema fosse proibito.

Vediamo se riconoscete questa attrice famosa, che all'epoca era infante, e che interpreta non la ragazzina malefica, ma un'altra ragazzina da essa ricattata.

Bene, anche per oggi, il film drammatico di tempo natalino è servito!

venerdì 17 dicembre 2021

**** *** ****


Buondì, cari lettori. Proseguo il mio calendario avventizio ritardatario. Faccio come la tartaruga di Esopo e continuo, seppur a passi lenti, il mio percorso verso il Natale.

Oggi ci tuffiamo nel 1974 e io mi chiedo: cosa pensava la gente comune all'epoca? Quali erano i dilemmi, le paure, le speranze, i problemi? Lo possiamo scoprire leggendo le lettere che appaiono in opportune rubriche sui giornali dell'epoca.

Molti problemi sono simili a quelli di oggi. Scrivono ragazzi dubbiosi sul proprio futuro, qualcuno si chiede se con la sua laurea in economia riuscirà a trovare lavoro (e già allora gli viene risposto che non è una laurea rara e dunque è meglio se faccia qualche altra specializzazione). Una ragazza vorrebbe sapere quanto dovrebbe venire pagata quando farà il praticantato presso uno studio di avvocati. Chiede inoltre che il suo nome non appaia nella richiesta. Le viene risposto che ha fatto bene a voler rimanere anonima, altrimenti rischia che nessuno studio la assuma!

Ci sono donne che si lamentano di essere trattate come sguattere dai mariti, ragazze che vogliono poter scegliere il proprio futuro senza condizionamenti di genere.

I problemi sembrano molto simili a quelli di oggi, ma visto che siamo in clima festivo, vorrei andare più sul leggero e riportare le lamentele e i quesiti che hanno risvolti più ridanciani.

Nella rubrica avvocatesca ho trovato delle perle mica da poco.

Una donna racconta di aver dato, in buona fede, un nome insolito al suo cane. Un nome che è anche quello di un noto uomo politico. Del resto, al cane quel nome sta proprio bene. Questa donna sostiene però che la gente è maligna e che la guarda in modo strano quando la sente chiamare il cane con quel nome. La donna teme che la gente maligna possa farle qualcosa. 

Un altro lettore esordisce dicendo che non gli piacciono i bambini, ma riesce a simulare bene questo sentimento. Ma una sera, a casa di amici, ha commesso la leggerezza di prendere un bambino piangente, allo scopo di cullarlo. Il bambino era senza pannolino, dopo un po' è successo il patatrac e l'uomo si è ritrovato con l'abito macchiato. Vorrebbe ora sapere se può chiedere ai genitori il rimborso per le spese di lavanderia. Non lo farà, era solo curiosità la sua. Certo, certo...

Le questioni relative ai cani sembrano molto sentite. Un uomo si lamenta che ogni volta che mette su un disco con la sua musica preferita, i cani dei vicini iniziano tutti ad abbaiare e ululare e l'uomo sospetta, anzi ne è certo, che siano i vicini ad aizzare gli animali contro la sua musica. Come far smettere i vicini di aizzare i cani?

Un altro invece si lamenta perché ha per vicino un maresciallo che ce l'ha con lui a causa del suo cane che abbaia alla luna. Non solo, ogni tanto l'autore della lettera manda da solo in strada il suo mastino napoletano, a fare la cacca e la pipì, ma quel noioso di maresciallo ha osato fargli una denuncia per omessa custodia di animali pericolosi! Non verrà mica condannato?!

Nel post precedente ho accennato al fatto che il film "La donna del bandito" fosse stato oggetto di ridoppiaggio e il ridoppiaggio in sé è un argomento piuttosto caldo di questi tempi. Beh, anche nel 1974 pare che il tema fosse sentito. Un lettore inviperito scrive che la televisione italiana deve smettere con lo scempio di ridoppiare i fillm (ma è la televisione che ridoppia?). La televisione crede forse che "quei pezzenti dei doppiatori moderni possano rendere lo stesso tono drammatico dei doppiatori originali" dei film vecchi?

Che toni amichevoli!

Ma è il momento orsù di guardare un film in tv! E finalmente un film commedia, perché qua siamo sempre sul serio andante. Nel film, che tra poco vi comunico, la co-protagonista è una donna emancipata, una donna che lavora e che non molla tutto sui due piedi per seguire il suo futuro marito a Parigi. 

Forse non sarebbe d'accordo con questo atteggiamento il creatore di questa pubblicità:


Allora, a parte lo slogan "Lei stira veloce, lui ammira felice", vi devo trascrivere i consigli sottostanti che spiegano come far felice un marito. Forza, donne, seguite:

"Preparandogli gustosi pranzetti? Anche! Ricevendolo ogni giorno con un bacio? Anche! Assecondandolo nei suoi piccoli hobby? Anche! Nella vita nervosa e frenetica di oggi, cercare di rendere felice il marito è per una moglie la mossa più furba per trasformare la casa in una deliziosa oasi di pace dove si sta e si torna sempre volentieri. Ecco perché è bene fargli iniziare la giornata nel modo migliore con una camicia fresca di bucato, stirata alla perfezione." 

Segue descrizione delle proprietà dell'appretto.

Una pubblicità di budino, propone addirittura il test per sapere se si è delle mogli perfette. Eccolo, se volete provarlo:

E anche se la donna lavora e non pensa al marito, c'è sempre qualcosa che la tormenta.


Per fortuna che c'è la lavatrice per la donna che lavora. Per un uomo è troppo difficile azionare i pulsanti della programmazione del lavaggio.

 

Ma bando alle ciance, ora è il momento del film e dovete subito preparare qualche bottiglia di liquore per accompagnare la visione, perché questo è un film in cui si beve come solo nella Hollywood classica sapevano fare. 

Il film è "Tre su un divano" con Jerry Lewis (pure regista) e Janet Leigh.

Jerry è un pubblicitario che riceve la proposta di andare a fare un lavoro a Parigi, mentre Janet è la sua fidanzata e di mestiere fa la psicologa. Il problema è che tre delle sue pazienti sono in forte crisi, tutte e tre a causa degli uomini che hanno incontrato e che hanno causato loro grandi problemi di fiducia e autostima.

Quindi la psicologa si sente responsabile nei confronti di queste tre ragazze e non vuole "abbandonarle" per andare a Parigi. Anche perché queste ragazze reagiscono male all'idea di non venire più assistite dalla loro dottoressa.

Jerry non prende bene la notizia, si incavola e dice alla fidanzata: "Allora non ci vado neanche io a Parigi e allora inizierò a odiarti, tu ti sentirai respinta e diventerai insicura e allora sarai tu ad aver bisogno di uno psicologo!"

La mette giù piano, insomma.

Per fortuna, un amico comune dà a Jerry un'idea bizzarrissima per salvare la situazione. Praticamente Jerry deve uscire con le tre ragazze/pazienti, separatamente è chiaro, e "guarirle" dalla loro insicurezza. Quindi, a una ragazza si presenta come cowboy perché lei adora i cowboy, con un'altra si spaccia per atleta perché lei è in fissa con lo sport e con la terza si finge un impacciato esperto in zoologia, dal momento che lei è appassionata di quell'argomento.

Naturalmente, la fidanzata psicologa è all'oscuro di questi magheggi, anche se ha qualche sospettino... Comunque tutto pare filare liscio, le tre ragazze superano le loro turbe, quindi la psicologa decide che può andare a Parigi con Jerry, ma cosa succederà durante la festa di addio quando nella stessa stanza saranno presenti sia Jerry che le tre ragazze?

Il film è piuttosto divertente, magari non dei migliori di Jerry Lewis, ma ha comunque i suoi momenti. Forse potevano esserci più scene in cui lui avrebbe dovuto barcamenarsi contemporaneamente con le diverse donne, invece di arrivare a incasinarsi solo alla fine, alla scena della festa, dove gli tocca cambiare voce e modo di fare a seconda della ragazza con cui sta parlando e dove cerca in tutti i modi di prendere un ascensore e fuggire dalla festa.

Comunque Jerry Lewis o piace o non piace. A me personalmente piace, più film suoi guardo e più lo apprezzo. Oltre a lui e Janet Leigh, nel film, c'è pure lo sceriffo Rosco di Hazzard e la mitica "pinguina" Kathleen Freeman, a volte autoritaria, a volte allegra, perché qui a Hollywood si beve, si fuma e ci si diverte assai!

Tipico momento allegro

E un brindisi anche a voi! Alla prossima!