martedì 4 luglio 2017

Duel

Viste le ondate di caldo che in questi giorni imperversano sulla italica penisola, non dovrebbe essere difficile immaginarsi di essere in California, e precisamente nel deserto del Mojave, il più arido dell'America settentrionale, patria degli alberi di Yucca, quelli che nel film Rango si mettevano a camminare in direzione dell'acqua.

Ma cosa ci facciamo in questo deserto, sulle sue strade polverose e spaccate dal caldo, tra alture chiazzate di cespugli? Semplice, seguiamo le disavventure di un uomo, tale David Mann, che parte dalla sua casetta in un sobborgo di Los Angeles per dirigersi presumibilmente verso Palmdale, a parlare con un cliente.

Inforca gli occhiali gialli da guida e a bordo della sua macchina rossa si avvia verso la sua destinazione. Vi illustro il percorso con una immagine.


Siccome il film è stato girato nel 1971, l'autostrada gialla nr 14 (Antelope Highway) non era stata ancora completata, per cui il nostro protagonista usa la vecchia strada, chiamata Sierra Highway. Alcuni tratti di questa strada hanno diverse corsie, ma più ci si allontana da Los Angeles, più sono frequenti lunghi tratti in cui la highway ha solo due corsie. Questo lo specifico perché è una cosa fondamentale per lo svolgimento della storia.

Il nostro protagonista ha quindi un bel po' di strada da fare e devo dire che, abituata alle macchine spaziose di oggi, mi sembra sempre strano vedere come erano più piccole quelle di qualche decennio fa. Gli americani, tutto sommato, hanno sempre avuto macchine abbastanza ampie, ma in Italia, come facevano intere famiglie a star dentro una 500? E le persone panciute? Come facevano a mettersi alla guida di una 600? Per non parlare di un'Ape a tre ruote.

Come mi sembra angusta questa postazione di guida!
Insomma, nel bel mezzo del deserto, David Mann incontra il suo antagonista: un enorme mostro sbuffante e arrugginito, vale a dire una grande autocisterna con su scritto "Infiammabile".

Sulle prime, questa ingombrante presenza non è che una banale noia per David. Egli fa fatica a sorpassarla e, mentre aspetta il momento opportuno, si sente come un salmone affumicato a causa delle esalazioni dell'autocisterna che gli appestano l'abitacolo.

Ben presto però, si accorge che c'è qualcosa che non va. Il misterioso guidatore dell'autocisterna sembra divertirsi a infastidirlo: prima gli blocca la strada, poi si fa superare, ma in seguito lo risupera per intralciargli nuovamente la guida.

David inizia a turbarsi, ma il suo disagio si trasforma in terrore quando si accorge che il guidatore misterioso vuole attentare alla sua vita! Non è forse tentato omicidio tirare fuori il braccio dal finestrino indicando a chi sta dietro che il sorpasso è possibile, che la strada è libera, quando invece di fronte stanno arrivando macchine? Non è un assassino colui che tenta di speronarti, di mandarti fuori strada, o contro un treno in corsa? Le cose vanno davvero male per David Mann.

Duel è il primo lungometraggio di Steven Spielberg e la storia è basata su un racconto di Richard Matheson. Quest'ultimo è stato un autore molto prolifico e le sue opere sono finite spesso sul grande schermo, si pensi ad esempio al bellissimo Radiazioni BX: distruzione uomo o a Io sono leggenda. Ha inoltre scritto diversi episodi per il mai abbastanza lodato telefilm Ai confini della realtà.

Questo film riesce a rendere bene la sensazione di solitudine e smarrimento del protagonista. Egli si trova da solo, in mezzo al deserto e con pochissime possibilità di comunicazione, ad affrontare un individuo misterioso che ce l'ha inspiegabilmente solo con lui. 

Fanno un certo effetto le riprese - leggermente accelerate - che mostrano la gigantesca autocisterna mentre si avvicina pericolosamente alla macchina del protagonista. L'enorme mezzo sembra quasi possedere una faccia e non ci si stupirebbe se improvvisamente si aprissero delle fauci fagocitanti.

Non è semplice riuscire a mantenere una certa tensione (e anche momenti di sobbalzo) in una storia che si svolge interamente di giorno. Un motivo di curiosità e inquietudine è dovuto al guidatore misterioso, che non si vede mai. Potrebbe essere un'entità maligna, o un demone del destino avverso. Il povero David Mann stenta a rendersi conto che qualcuno (o qualcosa?) voglia eliminarlo. Perché? Perché proprio lui?

Ma anche se ci fosse una risposta a queste domande, non servirebbe a farlo uscire da questa terribile situazione. David è solo contro il gigante Golia. Il problema è trovare la fionda...

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Domanda finale esistenzial-metereologica:

Ma il tenente Colombo della polizia di Los Angeles non aveva caldo con
l'impermeabile? E il detective Steve McGarrett come poteva investigare
alle Hawaii vestito di tutto punto? Almeno le camicie a fiorelloni di
Magnum PI erano a maniche corte


2 commenti:

  1. Visto tanti anni fa, m'era piaciuto molto. Qualche anno fa ho letto anche il racconto di Richard Matheson da cui è tratto e devo dire che il film è stato molto fedele.

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    1. Eh, Spielberg non aveva ancora quel tocco hollywoodiano/zuccheroso di diversi suoi film successivi.

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