giovedì 10 dicembre 2020

CineAvventario #10

Cari avventori avventizi, cosa ci porterà questa nuova finestrella? Oggi ci tuffiamo nella narrativa!

Il 10 dicembre 1884 veniva pubblicato "Le avventure di Huckleberry Finn".

Non molti anni fa, ho letto "Le avventure di Tom Sawyer" e "Le avventure di Huckleberry Finn", per mia fortuna non in quest'ordine perché penso che se avessi letto prima Tom, poi non avrei letto Huck. Infatti il libro su Tom non mi aveva molto esaltato, forse era anche "colpa" di una traduzione la cui prosa aveva uno stile che mi sapeva molto di antologia per ragazzi. Poco tempo dopo averlo letto, mi è capitato di sfogliare in libreria una traduzione diversa, che non aveva lo stesso stile di quello che avevo letto io. E nei dialoghi c'era perfino un tentativo di riprodurre le parlate dialettali. Forse se avessi letto quella traduzione, il romanzo mi sarebbe piaciuto di più.

Ma lasciamo perdere Tom e concentriamoci su Huck, le cui avventure mi sono piaciute moltissimo. Pensavo che fosse un libro indicato prevalentemente ai ragazzi, ma come mi sbagliavo. Credo sia un libro per diverse fasce di età, forse ciascuna età può leggerci cose diverse. Ecco, forse magari eviterei la lettura ai bambini, visto che ci sono diverse situazioni violente, tanto per dirne una il padre alcolizzato di Huck che tenta di accoppare il figlio. (Ma è anche vero che ci sono storie per bambini dove succedono cose bizzarre, tipo Hansel e Gretel che vengono abbandonati nel bosco dal padre).

Sono diversi gli aspetti che rendono grande "Le avventure di Huckleberry Finn": la rottura degli schemi, il desiderio di libera semplicità, l'amicizia al di là delle convenzioni sociali, la critica più o meno ironica ai comportamentamenti deprecabili degli esseri umani (bigottismo, morbosità nell'assistere alla sofferenza altrui, ipocrisia ecc.), per non parlare dell'aspetto meramente avventuroso e rocambolesco. Io direi che siamo veramente a un alto livello di letteratura.

Il libro ha avuto parecchie trasposizioni cinematografiche e io non ne ho vista manco una.

La prima è del 1920, poi ne abbiamo una nel 1931, un'altra nel 1939 dove nel ruolo del protagonista abbiamo di nuovo la nostra vecchia conoscenza Mickey "Rourke" Rooney.

A sinistra il vero Mickey Rourke da giovane. Forse come Edison
non sarebbe stato credibile, ma come Huck direi di sì, che dite?


Poi abbiamo un film del 1955, uno del 1960 di Michael Curtiz con addirittura Buster Keaton nel cast, non nella parte di Huck ovviamente, ma in quella di un domatore di leoni.

A seguire, un musical del 1974 e un altro film del 1975. Infine quello del 1993 di cui ho messo il poster sopra. Nel ruolo di Huck abbiamo Elijah "Frodo" Wood.

Un Elijah Wood quasi in fasce, insieme a Jim


Penso che prima o poi uno di questi film dovrò vederli, se voi lo avete fatto ditemi pure la vostra.

Comunque, il romanzo si è attirato subito diverse critiche. Dapprima era una questione di violenza: non è un libro per ragazzi, non è un libro per donne! Invece in tempi successivi, e anche fino a oggi, il libro viene criticato per una questione di razzismo. Da come ho capito, una delle critiche è che il personaggio dello schiavo Jim, che diventa amico di Huck, viene descritto con degli stereotipi razziali dell'epoca. Non solo: la questione maggiore sembra essere l'utilizzo ripetuto e continuo della parola "nigger".

Sul primo punto non ho abbastanza conoscenze per dire la mia, ma sul secondo punto, la questione mi sembra abbastanza assurda. Non vorrei semplificare troppo una faccenda complessa, ma se all'epoca in cui il romanzo è stato scritto si diceva così e le persone usavano quella parola, cosa avrebbe dovuto scrivere Twain? Il romanzo è una rappresentazione di un'epoca storica ben precisa e non mi pare che si possa leggerci un'approvazione o una promozione dello schiavismo o del razzismo. Anzi, il fatto che Huck passi dal considerare Jim un semplice schiavo acquistato da qualcuno (come peraltro è normale, dal momento che la società in cui Huck vive ha questo tipo di pensiero) ad amico, mi pare un messaggio contro il razzismo, non a favore. Eppure il libro è stato a più riprese proibito, censurato, epurato, riscritto (addirittura eliminando il personaggio di Jim!)

Mi ricorderò sempre una bella puntata di Saranno Famosi in cui i ragazzi dovevano mettere in scena appunto "Le avventure di Huck Finn", ma a un certo punto alcuni studenti avevano deciso di boicottare la recita perché ritenevano la storia razzista. Cercando un compromesso, l'avevano addirittura riscritta solo che i personaggi ne venivano fuori snaturati, irrealistici e parlanti in modo del tutto incongruo e fuori contesto.

A fine puntata, l'indimenticato Leroy, che doveva appunto interpretare Jim, aveva una specie di visione in cui incontrava proprio Jim stesso che gli spiegava che la grandezza e la dignità del personaggio non avevano nulla a che fare con il tipo di linguaggio che esso usava.

Ok, anche per oggi è tutto!


22 commenti:

  1. ma ora non capisco cosa faccia, Wood. Vedo che fa serie, corti, video, narratore... mi pare che abbia un po' abbiandonato il mainstream e si sia buttato sull'alternativo. Il signore anelluto mi sembra non gli abbia procacciato ruoli di richiamo.

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  2. Confesso che non ho letto il libro, malgrado da ragazzo mi piacessero questi libri considerati (a torto) libri per ragazzi, né ho visto i relativi film. Ma ho amato il cartone giapponese (non so quanto fedele al testo) e ricordo benissimo quell'episodio di "Saranno famosi", serie con cui sono cresciuto e che penso d'aver visto ogni giorno per tutta la mia infanzia :-P
    Non credo che Twain fosse razzista, anzi, il problema è che viveva in un'epoca in cui il socialmente accettato era molto diverso da come lo è oggi. Era come per i dottori che consigliavano ai pazienti di fumare "perché distende i nervi", non è che erano cattivi: è che si pensava così!
    Recentemente il celebre comico David Chapelle ha ricevuto un premio molto importante per i comici americani, il Mark Twain, e ovviamente non è passato inosservato il fatto che un nero ricevesse un premio intestato a un noto utilizzatore della "parola che inizia per N". Nell'introdurlo, un suo amico e collaboratore (bianco) ha tirato fuori Huck e ha cominciato a leggere un passo... fermandosi una volta arrivato alla N word, giusto per ricordare il paradosso di quel premio :-P

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    1. No, non credo proprio che Twain fosse razzista, infatti. (Tra l'altro si era esplicitamente espresso contro). E al di là di quello che all'epoca era socialmente accettabile, se scrivi un romanzo ambientato in quel periodo, come ti devi esprimere? Anche in "12 anni schiavo" mi pare che la parola con la N abbondi, ma mi pare ovvio. Se tu racconti una storia di schiavi, sei razzista? Magari lo sei se dalla storia si evince che tu pensi che lo schiavismo vada bene e non mi pare che nella storia di Twain emerga un messaggio del genere, anzi, a me pare l'opposto.

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  3. Magari gli ha procacciato una barcata di soldi e adesso, ben sistemato, si dà alla sperimentazione :)

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  4. Gli americani sono strani, si sa - ma chi cura le biblioteche scolastiche lo è ancora di più, per non parlare di chi cerca di rifare le cose "per bambini". Qualche anno fa taluni politici avviarono una piccola censura di libri per bambini che sevondo loro "diffondevano l'ideologia gender" (qualsiasi cosa ciò volesse dire) per evitare che fossero inclusi nelke biblioteche scolastiche e si trattava di illustri classici pluridecorati ai vari premi Andersen - ne sortì una polemica ridicolissima ma anche piuttosto deprimente che infuriò sui giornali per qualche settimana. Tutti si preoccupano sempre molto di quel che leggono i bambini, anche oerché è un buon modo per finire sui giornali con poca spesa. Detto questo, non ho mai letto Huck Finn e sarebbe il caso di fare ammenda, magari già questo inverno 😃

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    1. Mi ricordo che avevi scritto a proposito di queste fissazioni che in maniera ricorrente affliggono certi curatori di biblioteche scolastiche. Ah, ma tu dici che è proprio un modo per attirare l'attenzione? Non sono proprio convinti delle loro bislacche idee?
      Mi piacerebbe davvero molto leggere un tuo post su Huck Finn, qualora tu decida di leggerlo e di scriverne!

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    2. SPERO che lo facciano per attirare l'attenzione, perché sarebbe triste scoprire che credono davvero alle sciocchezze che sostengono! 😳

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    3. Beh, quelli in cerca di attenzione ci sono di sicuro, ma mi sa che esistono anche quelli che ci credono davvero in certe loro idee bizzarre... purtroppo. E a dire il vero non so quali delle due categorie sia peggio.

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  5. Chissà se arriverò mai a Twain, ma non lo escludo.
    Ho letto alcuni passaggi di queste due opere ai tempi delle scuole elementari e sommariamente li ricordo ancora.
    Riguardo i film, invece, credo di non averne mai visto nessuno.
    Considerato il periodo la denominazione di nigger ci sta tutto poiché era consuetudine del tempo.
    Ho letto alcuni romanzi di quegli anni e salta fuori spesso quella parola, anche tradotta in italiano.
    Va solo contestualizzata come fosse un disclaimer odierno.

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    1. Generalmente non consiglio libri perché penso che siano una cosa molto personale, ma direi che Huck Finn vale la pena, indipendentemente dai gusti personali. Credo che abbia dei meriti oggettivi notevoli.
      Infatti, è come dici, è una parola che va contestualizzata, non è una giustificazione né un avallo, è una contestualizzazione e veramente non capisco tutto questo scalpore. Perché veramente hanno scatenato l'inferno su quel libro!

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    2. Ho preso nota del romanzo, se me lo trovo davanti alle bancarelle lo prenderò.
      Ora che ci penso ero un patito delle versioni animate delle opere di Twain che vedevo nel pomeriggio nei contenitori di Italia Uno, credo.

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    3. Andata! Sei già tentato, sei già tentato... :D

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  6. @Murasaki, potrebbe essere. C'è da dire che però nessuno di quelli che hanno fatto il signore degli anelli è aumentato in notorietà. Forse l'unico è stato Orlando Bloom che pur con una parte minore e in una produzione così vasta è riuscito a farsi notare. Dopo la trilogia ha lavorato molto da protagonista in grandi produzioni, anche se non sono molto convinta della sua pregnanza come attore. Come Legolas mi era piaciuto, ma in generale non mi pare un attore indimenticabile.

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  7. Il libro lo lessi in inglese una decina d'anni fa e lo trovai davvero spettacolare. Però ora che mi ci fai pensare non ho visto nessuna trasposizione cinematografica, e non sapevo di quella con Elijah Wood!

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    1. Veramente spettacolare, in inglese forse meglio. Sarebbe tutto da leggere in originale, in realtà.
      Se pensi che ha quasi 30 anni quelle con Wood! Forse è ora che ne facciano una per le nuove generazioni, ma mi sa che di questi tempi, vista la fama dell'opera, non è il momento giusto. O forse lo sarebbe, se servisse a far capire il senso dell'opera.

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  8. Adoro questa storia, ma ignoravo la versione cinematografica con quel magnifico piccolo Wood. Ricordo la puntata di Fame dedicata al romanzo! Ma quanto era bella quella serie?

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    1. La ignorano praticamente tutti mi sa! A sto punto, credo sia stato un film minore, passato in sordina.
      Saranno famosi era una serie stupenda meravigliosa! Riusciva a trattare con profondità e senza banalità un sacco di argomenti.

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  9. Ma parlata dialettale spero non usando quelli italiani! È molto difficile riprodurre lo slang quando si traduce, mi incuriosisce il risultato.
    Io anche non ne ho visto manco uno, forse quello con Frodo ma non ne sono certo. Però da piccolo adoravo l'anime, anche quello non risparmiava scene di violenza, quando si vedeva il padre mi prendeva sempre l'ansia.
    Il ritorno del mitico Mickey Rourke! E proprio per lui, voto per il suo film.

    Hanno rotto il cazzo con 'sto razzismo, lo vedono anche quando non c'è... e non chiudo con una bestemmia solo perché siamo vicini al Natale!
    Ci ha pensato una serie TV degli anni 70 a spiegare il libro... peccato sia passato un po' troppo tempo e lo ricordano in pochissimi.

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    1. ahah, sarebbe fantastico se Tom Sawyer avesse detto "non mi scassare i cabasisi"! :D Forse non avrei dovuto dire dialettale, ma colloquiale. Da quel che mi ricordo, i dialoghi erano un po' scorretti, come quando si parla, che magari fai errori di concordanza o di mancati congiuntivi, usi parole smozzicate... usi un linguaggio diverso da quello scritto, che invece rimane formalmente corretto.

      Ah, anche nel cartone ci mettevano dunque scene di violenza! Il padre proprio personaggiaccio, che se ne frega di lui fino a quando non scopre che Huck ha un sacco di soldi e allora lo riprende con sé, per poi cercare di farlo fuori. Ma era completamente in preda all'alcolismo senza ritorno.
      Anche in altri momenti della storia ci sono uccisioni e altre cose poco simpatiche. Negli anime però in effetti le tematiche erano spesso molto adulte. Gli anime avevano (forse hanno) standard diversi rispetto ai cartoni occidentali.

      ahahaah Mickey Rourke è diventato il nostro mito totale! Lo voglio in tutti i film! In tutte le parti! :D

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  10. Elijah "Frodo" Wood, caspita! Ammetto di non aver letto quasi nulla di Twain. Questa questione del "politically correct" è davvero assurda e sta cominciando a stufare: avevo letto che Disney+ ha censurato Dumbo perché i corvi nel cartone animato che fanno il coro sono una sorta di stereotipico nei neri d'America. Assurdo.
    P.S. Complimenti per l'effetto speciale con l'apertura delle finestrelle, mi fai tornare bambina! :)

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    1. non la sapevo la storia di Dumbo! Ma pure i corvi adesso! Ma allora è proprio l'atteggiamento, perché se uno vuole trovare qualcosa di negativo, lo trova per forza, che ci sia o che non ci sia!
      Nel caso di Twain mi pare ancora più assurdo perché lui descriveva la realtà com'era, e non aveva posizioni razziste. Sono già anni e anni che la menano con Twain.
      Grazie, sono contenta che l'effetto ti piaccia, questo qui specifico non l'ho fatto io, è uno script che ho solo incorporato.

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