Qualche anno fa, nei commenti del blog, si era accennato a "Only You" film del 1994 con Marisa Tomei e Robert Downey Jr. Regia di Norman Jewison. È un film che avevo già visto molti anni prima, ma siccome all'epoca non avevo il blog e ora ce l'ho, ho deciso che era il momento di rivederlo e farci su un post della categoria "Americani in Italy".
Bene, siete pronti a inforcare gli americani occhiali rosa dell'ammore per vedere com'è realmente il paese in cui viviamo? Via che si va!
Il film inizia con una ragazzina che sta costringendo il fratello a fare una seduta spiritica tramite tavola ouija, con lo scopo di farsi rivelare dai fantasmi il nome della sua anima gemella. E i fantasmi davvero cacciano fuori un nome: DAMON BRADLEY!
E lo stesso nome le viene fatto qualche tempo dopo da Madame Divina, la maga del luna park che, nella sua sfera di cristallo retroilluminata da una torcia collocata sotto il tavolo, vede che una persona chiamata Damon Bradley sarà, in futuro, molto, molto importante per la ragazzina.
Finalmente la storia arriva al presente e la ragazzina è ora cresciuta e ha le fattezze di Marisa Tomei che di mestiere fa l'insegnante di... boh... filosofia romantica? La vediamo infatti di fronte a dei perplessi studenti mentre racconta animatamente del destino, della predeterminazione, di Platone che diceva che gli déi hanno diviso le creature in due con un fulmine e poi le hanno sparpagliate in giro per il mondo così che ognuno deve passare la vita a cercare la sua metà... È proprio una fissata dell'amore questa ragazza, una che beve vino a lume di candela sognando cuori palpitanti e poi sospira guardando in tv Ezio Pinza che gorgheggia parole d'amore all'orecchio di Mary Martin nell'opera South Pacific.
| Non esattamente la prima cosa romantica che mi veniva in mente, comunque, nemmeno negli anni '90... |
Insomma, questa benedetta ragazza è fidanzata con un podologo, ma si capisce che non è che sia proprio così innamorata di 'sto tizio. Lui è troppo poco romantico, è uno che parla dei diamanti come di carbonio cristallizzato in ottaedri, non si è messo nemmeno in ginocchio per farle la proposta e, invece di mormorarle sospiri d'amore all'orecchio come faceva il vecchio Ezio, le dice che al matrimonio deve indossare il vestito da sposa già usato dalla propria madre.
Però, insomma, nonostante le premesse non ottime, la Marisa ha deciso che se lo vuole sposare lo stesso, 'sto dottorino, perché si sa che la vita non è un film, bisogna essere pratici e non pensare troppo alle colombe che tubano. Ma proprio mentre si sta provando l'abito da sposa della futura suocera, riceve una telefonata da parte di un ex compagno di scuola del fidanzato che vuole avvisare che non sarà presente al matrimonio perché sta andando a Venezia per lavoro. Ma c'è un colpo di scena: il nome di questo tizio è DAMON BRADLEY!
La Marisa non capisce più niente, va in fibrillazione, e con tutto il vestito nuziale addosso parte in bomba e va all'aeroporto, perché lei lo deve assolutamente incontrare questo uomo misterioso che certamente è la sua anima gemella! La corsa matta e disperatissima non ha esito positivo, l'uomo è già partito e a lei tocca prendere l'aereo successivo. Lo fa in compagnia della cognata, una tipa ben contenta di allontanarsi dal marito che la tratta come una serva e la tradisce pure.
Ma bando alle ciance, finalmente è terminato tutto questo preambolo e possiamo sbarcare nella nostra adorata patria e precisamente a Venezia!
Venezia! Venezia! Quale canzone accompagnerà la visione di canali solcati da gondole e vaporetti? Quale pezzo canoro udiremo mentre saremo deliziati dalle immagini dei palazzi della Serenissima, "the most serene", come dice la Marisa? È chiaro come il sole: sentiremo naturalmente "O sole mio", ma d'altronde è ovvio, se i turisti vogliono O sole mio, i gondolieri la devono cantare, insieme ad altri classici napoletani quali Funiculì Funiculà e Torna a Surriento.
A quanto pare, una quindicina d'anni fa, un consigliere della Lega si era lamentato di questa troppa napolitanità canora, proponendo una reintroduzione di classici padani quali "Ninetta monta in gondola". La lamentela aveva attirato addirittura l'attenzione di Nino D'Angelo che ovviamente aveva perorato la causa napoletana dicendo che quelle canzoni sono belle e famose in tutto il mondo dunque va bene se le si canta anche in gondola.
| Anche in "Paperino turista veloce" (1963) di Barks il gondoliere predilige il repertorio partenopeo |
Non solo all'epoca di Barks i gondolieri cantavano la famosa canzone, perfino nella Ricerca del tempo perduto di Proust c'è un passo in cui il Narratore si perde nei suoi pensieri sulla terrazza di un albergo a Venezia e sente un gondoliere cantare O sole mio.
Dunque, a conti fatti, mi sa che O sole mio è cantata più a Venezia che a Napoli e si può capire che la lamentela del consigliere leghista è finita in un nulla di fatto. E secondo me, pure la canzone che quest'anno ha vinto a Sanremo scalerà la hit parade sotto il Ponte dei sospiri.
Ma torniamo al film. Una volta che le due sono arrivate a Venezia, come fanno a trovare il misterioso Damon Bradley? Facilissimo, la Marisa già dagli USA aveva chiamato alcuni hotel veneziani e al sesto tentativo un receptionist le aveva detto "Sì, Damon Bradley alloggia qui!". Negli anni '90, non c'erano problemi di privacy.
Le due protagoniste si recano dunque all'hotel Danieli dove però vengono a sapere che Damon Bradley ha già fatto il checkout e in qualche modo scoprono che si è diretto presso un certo negozio a Roma. Quindi la Marisa, tutta eccitata, esprime l'intenzione di andare a Roma l'indomani. E il receptionist (interpretato da Gianfranco Barra che ha lavorato anche nel film con Jack Lemmon di cui ho parlato qui), risponde con soddisfazione:
| Tomorrow?! Tomorrow is SCIOPERO GENERALE! |
Nonostante l'intoppo dello sciopero, che ci fa pensare che le protagoniste rimarranno bloccate nella città lagunare ancora per un po', le scene a Venezia sono già finite. La loro durata è esattamente di sei minuti e, a parte tutta l'incongruenza a livello temporale (Damon Bradley prende un aereo poche ore prima delle donne e quando loro arrivano lui se ne è già andato, dopo aver comunque usato una stanza? Praticamente ha preso l'hotel Danieli, che avrà tipo tremila stelle, per un motel a ore) mi chiedo che senso abbia tutto ciò a livello narrativo. Non potevano fare tutta la storia direttamente a Roma?
Vabbè, non ci poniamo troppe domande e seguiamo le due donne che noleggiano una 500 rossa e, mentre si lamentano di un paese in cui la gente osa scioperare, riescono a perdersi in autostrada, dunque pensano bene di uscire a Poggibonsi e di andare a Roma passando per i paesi. Idea geniale, infatti, non solo si perdono ancora di più, ma finiscono pure la benzina e per disperazione si mettono sotto un albero a bere Chianti direttamente dalla bottiglia.
| Chianti leggermente annacquato? |
A trarle d'impaccio ci pensano delle suore senesi che circolano su un polveroso camioncino da meccanico e che a quanto pare dispensano preghiere e carburante in egual misura. Dunque, in quattro e quattr'otto le due donzelle giungono a Roma, sulle note di Libiamo ne' lieti calici. In piazza Navona restituiscono la 500 poi prendono un taxi per andare alla pelletteria "Il monastero", che in qualche modo dovrebbe avere a che fare con Damon Bradley. Il tassista le rassicura dicendo che sa perfettamente dove si trova questa pelletteria e infatti... basta fare il giro della piazza... ed ecco che si è già arrivati a destinazione! E sapete quanto chiede??? 50.000 lire! Le donne pagano senza far storie, però una dice all'altra: "Non dargli la mancia!"
Nella pelletteria, chiedono di Damon Bradley alla commessa (Barbara Cupisti), la quale comincia a sclerare proprio di brutto. Inizia a dire, in italiano anche nell'originale: "È un porco, uno stronzo, una testa di cazzo...", ma la cosa importante è lo scoprire che lei dovrebbe incontrarlo quella sera a cena, ma non ci andrà perché è appunto troppo imbufalita.
Interviene un tizio, tal Giovanni, forse il padrone del negozio, e qui abbiamo subito la quota maschio piacione mediterraneo. Egli trova subito una sistemazione alle due donne, stanche per il viaggio, e inizia immediatamente a fare il cascamorto con la cognata della Marisa. In una scena più avanti nel film, la corteggia a suon di cantuccini e vino in un ristorante con vista Altare della Patria. Lei teme di distrarlo dal lavoro, ma lui la tranquillizza dicendole: "No, it's siesta" e poi aggiunge che in America tutti pensano solo a lavorare e non si fermano mai. Invece gli italiani danno importanza al cibo, al piacere, all'amore... E giù cantuccini!
La pensioncina presso cui le donne vanno a pernottare si chiama "Divino Amore", tanto per rimanere in tema zuccheroso, che però nella realtà non esiste, ma esiste l'edificio che è stato scelto come location ed è palazzo Maccarani Odescalchi.
| La fontana è vera? |
Dentro il cortile interno del palazzo, il film ci fa vedere questa fontana. Spulciando in rete non sono riuscita a vedere come sia davvero questo posto, ma mi pare tanto che la statua sia finta, ha un che di decisamente plasticoso. (Poi invece salta fuori che è una mirabile opera di qualche famosissimo scultore rinascimentale e io ci faccio la figura della gnurant, quale peraltro sono.) Questa, comunque, sarebbe la seconda statua finta che becco in questo genere di film. I cineasti non ne hanno a sufficienza delle opere d'arte di cui è piena Roma e sentono il desiderio di introdurne altre. (La prima era questa.)
Però le scene sono state davvero girate nel cortile del palazzo. Si noti la foto seguente:
Nei cerchi ho evidenziato due busti che nel 2013 sono stati decapitati e le cui teste sono state trafugate. Non sono riuscita a trovare notizie relative al ritrovamento. Gone for good, mi sa.
Nella scena si vede l'attore Sergio Pierattini che, nelle vesti di cameriere, "consola" la cognata della Marisa che gli sta confidando che suo marito ha un'amante. Il cameriere non dà molta importanza alla cosa, ma siccome la vede piuttosto sconvolta, finge interesse e le chiede se questa amante è per caso la sua migliore amica, sua sorella, la prima moglie del marito... insomma, immagina che si tratti di una tresca complicata stile Beautiful, dai risvolti emotivi più pesanti del normale. Invece, al sapere che l'amante è una generica donna sconosciuta, dice, in italiano: "Ma allora, secondo me il marito è proprio bravo! Bravo e discreto!"
Quindi capiamo che in Italia, tradire è non solo normale, ma è perfino una cosa apprezzata.
Ma ritorniamo dunque alla storia principale. Nella loro pensioncina, le donne si preparano per andare a cena nel ristorante in cui sanno che ci sarà Damon Bradley. Mentre si agghindano, il DJ alla radio dice che a Roma è una splendida giornata, la giornata ideale per andare a fare una gita fuori porta e poi mette "uno dei maggiori successi di Eros Ramazzotti", che risulta essere "Amore contro" (1991).
Al ristorante Galeassi di piazza di Santa Maria in Trastevere, le cose non vanno come previsto, succede tutto un ridicolo casino e la Marisa si ritrova a correre a perdifiato per le viuzze, all'inseguimento del misterioso Damon Bradley, che lei peraltro non è ancora riuscita a vedere in faccia. Un vecchio gelataio le grida dietro "Ammazza quanto sei bona" e dopo che lei è riuscita a non schiantarsi addosso a due zingare da operetta, finalmente, al minuto 45 di film, c'è ROBBERTO!!!!
| Che gesticola in maniera incongruente, come fanno gli americani quando imitano gli italiani |
Robberto insegue la Marisa tentando di restituirle una scarpa da lei persa. Le grida dietro: "Attenzione, signora!" La insegue, la insegue, la insegue e finalmente riesce a raggiungerla e le dice: "Mi scusi signorella, è sua questa scarpa?" e subito si prodiga a infilargliela al piede. Lui si vede che è già affascinato, mentre lei, piangente perché non è riuscita a raggiungere Damon Bradley, lo guarda come se fosse uno scarafaggio. E non è particolarmente interessata nemmeno quando lui sfoggia una gran competenza nel settore calzaturiero e le descrive esattamente il tipo di scarpa, le sue caratteristiche e dove viene fabbricata.
| Ma è del mestiere questo? |
La bella Marisa continua a dare i numeri ed esprime il desiderio di acquistare un libro con tutti gli hotel di Roma, così da poter cercare Damon Bradley in ognuno di essi. (E questo passaggio lo dico a beneficio di Lucio l'etrusco, poiché la Marisa compra il libro presso una fornita edicola - minuto 48).
Per farla breve, Robberto, con un guizzo da venditore di fontane di Trevi, riesce a farle credere di essere proprio lui il Damon Bradley da lei tanto bramato e dunque lei, in un nanosecondo, passa appunto dal considerarlo scarafaggio all'innamorarsi perdutamente di lui. E così i due passano una romantica serata per le vie di Roma, slinguazzandosi appassionatamente, davvero in senso letterale. Ho scoperto che i due attori avevano avuto una breve relazione, all'epoca, ed ecco spiegato il motivo dei baci più appassionati del solito rispetto alla media classica hollywoodiana.
La serata però va a finire male, perché lui ha la bella idea di rivelarle di non chiamarsi esattamente Damon Bradley, bensì Peter Wright (sottilissimo e originalissimo gioco di parole con Right, perché ovviamente ,sarà lui l'uomo giusto per la nostra bella protagonista). Dunque lei passa, in un altro nanosecondo dalle frasi melense del tipo: "Ci siamo trovati, era il destino, chiamo il mio fidanzato per annullare il matrimonio", al "Vattene via non voglio più vederti."
E qui parte una fase di attapiramento, tutti i personaggi sono depressi e disperati per amore. Robberto ci informa che secondo lui i film di Woody Allen non sono divertenti quando sono doppiati in italiano (ma Allen stesso non aveva detto che Lionello lo rendeva più divertente dell'originale?) e poi veniamo intrattenuti dalla visione della statua di Nettuno in piazza Navona.
Finalmente, dopo minuti e minuti di depression, Robberto se ne esce con una grande scoperta: dopo qualche indagine, è venuto a sapere che Damon Bradley ha lasciato Roma e si è diretto a Positano e dunque via che si va tutti laggiù, a bordo della Ferrari Testarossa di Giovanni. Una volta giunti all'hotel Le Sirenuse, i nostri protagonisti scoprono dal receptionist che Damon Bradley è in piscina, riconoscibile con un medaglione d'oro al collo. D'altronde, essendo l'uomo sfuggente come un'anguilla, la piscina è proprio l'ambiente giusto per lui.
E dopo tanto penare... ecco a voi Damon Braley
| Cioè Billy Zane quando ancora aveva una chioma da Tarzan |
Pensavate eh, che il mistero fosse risolto... e invece no! Non solo Billy non è il vero Damon Bradley ma...
| Nemmeno la chioma fluente era vera! |
Ma insomma! Chi diamine è quest'uomo inafferrabile? Bisognerà andare all'aeroporto per scoprire tutta la faccenda!
Bene, a conti fatti, devo dire che questo film ha meno cose stereotipate del previsto. In definitiva, è un film romantico strazuccheroso anni '90 dove i personaggi si innamorano perdutamente a prima vista col favore di una bella ambientazione italica, ma alla fine, niente di esagerato. C'è la dicotomia filmica tra gli italiani che si godono la vita e gli americani produttivi ma tristi, ma alla fine non ci facciamo poi troppo la figura dei fancazzisti.
Però almeno vi posso dare una rassicurazione: oltre a due canzoni di Eros Ramazzotti, anche lo strumento principe della musica italiana c'è! Il mandolino c'è!
Altri film della serie:
Kristen Bell alle prese con magiche fontane romane
Amanda Seyfried alle prese con le segretarie giuliettose (così definite da MikiMoz)

