Non solo il caldo ci terrà svegli quest'estate! Si aggiungono anche i filmoni horror che ci faranno mangiare le unghie dalla tensione! Di seguito la locandina del programma che ci terrà compagnia fino a settembre! Appuntamento ogni settimana con il brivido, a partire da stasera!
martedì 7 luglio 2026
mercoledì 25 marzo 2026
Only You - Un altro viaggio nell'Italia amata dagli americani
Qualche anno fa, nei commenti del blog, si era accennato a "Only You" film del 1994 con Marisa Tomei e Robert Downey Jr. Regia di Norman Jewison. È un film che avevo già visto molti anni prima, ma siccome all'epoca non avevo il blog e ora ce l'ho, ho deciso che era il momento di rivederlo e farci su un post della categoria "Americani in Italy".
Bene, siete pronti a inforcare gli americani occhiali rosa dell'ammore per vedere com'è realmente il paese in cui viviamo? Via che si va!
Il film inizia con una ragazzina che sta costringendo il fratello a fare una seduta spiritica tramite tavola ouija, con lo scopo di farsi rivelare dai fantasmi il nome della sua anima gemella. E i fantasmi davvero cacciano fuori un nome: DAMON BRADLEY!
E lo stesso nome le viene fatto qualche tempo dopo da Madame Divina, la maga del luna park che, nella sua sfera di cristallo retroilluminata da una torcia collocata sotto il tavolo, vede che una persona chiamata Damon Bradley sarà, in futuro, molto, molto importante per la ragazzina.
Finalmente la storia arriva al presente e la ragazzina è ora cresciuta e ha le fattezze di Marisa Tomei che di mestiere fa l'insegnante di... boh... filosofia romantica? La vediamo infatti di fronte a dei perplessi studenti mentre racconta animatamente del destino, della predeterminazione, di Platone che diceva che gli déi hanno diviso le creature in due con un fulmine e poi le hanno sparpagliate in giro per il mondo così che ognuno deve passare la vita a cercare la sua metà... È proprio una fissata dell'amore questa ragazza, una che beve vino a lume di candela sognando cuori palpitanti e poi sospira guardando in tv Ezio Pinza che gorgheggia parole d'amore all'orecchio di Mary Martin nell'opera South Pacific.
| Non esattamente la prima cosa romantica che mi veniva in mente, comunque, nemmeno negli anni '90... |
Insomma, questa benedetta ragazza è fidanzata con un podologo, ma si capisce che non è che sia proprio così innamorata di 'sto tizio. Lui è troppo poco romantico, è uno che parla dei diamanti come di carbonio cristallizzato in ottaedri, non si è messo nemmeno in ginocchio per farle la proposta e, invece di mormorarle sospiri d'amore all'orecchio come faceva il vecchio Ezio, le dice che al matrimonio deve indossare il vestito da sposa già usato dalla propria madre.
mercoledì 24 dicembre 2025
Natale (vintage) 2025
Purtroppo, sono lontani i tempi dei cinecalendari dell'avvento, comunque per il momento ritorno con un post natalizio approfittando dell'invito del buon Lucius all'iniziativa festiva a blog unificati (Lucius, sei tu il puppetmaster dietro tutto questo?)
Naturalmente partecipo molto volentieri e per l'occasione ho preso spunto proprio da un mio vecchio post dell'avvento dove parlavo, anzi, in realtà solo accennavo a un vecchio film del 1964 che però non avevo visto. Dunque, qual miglior occasione per visionare quest'opera e verificare se è vera la definizione che gli è stata affibbiata e cioè che è un film così brutto da diventare bello?
Prima però direi di immergerci un pochino nell'atmosfera del dicembre del 1964.
| Giuseppe Saragat |
Non so bene come all'epoca si potessero seguire le elezioni, però alcuni lettori della Stampa si lamentano del comportamento poco consono degli onorevoli impegnati a votare. A quanto pare, questi ultimi devono essere continuamente richiamati all'ordine e ridono un po' troppo al termine degli scrutini. Ma i cittadini italiani hanno poco da ridere, invece!
Sarà soltanto il 28 dicembre, alla 21esima votazione, che finalmente i partiti riusciranno ad accordarsi e a eleggere Giuseppe Saragat, che diventa così il quinto presidente della Repubblica Italiana.
Gli economisti dicono che sarà un Natale austero e ne sanno sicuramente qualcosa gli operai in protesta delle fabbriche Fiorentini e Milanex, vittime di licenziamenti, decurtazioni di salario, riduzioni di orario e quant'altro.
Naturalmente le difficoltà economiche non fermano generalmente la corsa al regalo, anche se i commercianti dicono che c'è stato un avvio lento. I giornali sono prodighi di consigli: anche con 500 lire si può far felice un bambino regalandogli una scatola di soldatini o un'autopompa dei vigili del fuoco. Con 1500 si può comprare i fortini per simulare battaglie e si può arrivare fino a 5000 lire per un microscopio.
Le cronache mondane dell'epoca ci mostrano Jackie Kennedy che va a sciare coi figli, mentre Jane Fonda forse sposerà Roger Vadim, ma è più importante ricordare che il 10 dicembre 1964 Martin Luther King riceve il Nobel per la pace.
Al cinema troviamo tra gli altri "Baciami stupido" con Kim Novak e Dean Martin, "Questo pazzo, pazzo, pazzo, pazzo mondo" con Spencer Tracy, un film di Elvis Presley e "L'oltraggio" con Paul Newman.
Strano il consiglio visibile sulla pubblicità apparsa sulla Stampa: "È necessario vedere il film dall'inizio".
| Prima o poi guarderò il film per vedere COSA c'è all'inizio |
In tv invece abbiamo il mitico commissario Maigret con Gino Cervi.
Ma ora basta con le reminiscenze della vita reale, è il momento di gustarci il film, dunque mettiamoci in poltrona e agguantiamo un bicchiere di Capitan Pipa, il liquore del vecchio lupo di mare!
Perché se il film è proprio così brutto ci vuole qualcosa per risollevarsi il morale.
Il titolo della pellicola è Santa Claus Conquers the Martians. Pare che non esista una titolazione italiana e che il film sia uscito soltanto in DVD, ma non doppiato, solo sottotitolato. Ma non temete, che se proprio avrete voglia di vederlo, non dovrete acquistare nulla perché è visibile liberamente su Wikipedia e YouTube.
Quindi, renne in spalla e partiamo!
Una musichetta stile sigla di Sesame Street ci intrattiene mentre leggiamo i titoli di testa (che, come s'usava una volta, ci mostrano una sfilza di nomi, da quello dell'attore principale a quello dell'ultimo dei costumisti), al termine dei quali ci ritroviamo davanti a una TV che sta trasmettendo un programma certamente pazzesco, incredibbole!
Come faccio a essere certa della stupendezza del programma? Ma non può che essere così, viste le facce che hanno i due giovani e strani spettatori, mentre guardano ipnotizzati lo schermo con occhio a palla.
In tv c'è infatti una trasmissione, chiamata KID TV, che propone un servizio in esclusiva, roba che i maggiori telegiornali si sognano: un infreddolito inviato speciale, tal Andy Anderson, si trova nientemeno che al polo Nord e precisamente presso il laboratorio di Babbo Natale!
Al vedere la scena, pensavo che il tutto fosse una semplice ricostruzione cartonata all'interno di un programma tipo Albero azzurro, invece no! Lo sfondo è davvero un cartonato, ma è anche davvero il laboratorio di Babbo Natale! E Andy Anderson, per sfuggire al freddo glaciale, ci si tuffa dentro, osservando ammirato gli elfi indaffarati a costruire giocattoli.
Ben contento di essere intervistato, il gioviale Babbo Natale rassicura Andy Anderson che non userà una razzo-slitta, come qualcuno ha ipotizzato, ma si servirà delle sue consuete renne, che procede subito a elencare, solo che si sbaglia e conclude la lista con: "Prancer and Dancer, Blitzen and Vixen and... Nixon!"
A mettere in riga Babbo, incalzandolo a lavorare, ci pensa nientemeno che sua moglie, e stando a ciò che dice imdb, questo è il primo film in cui appare il personaggio della consorte del magico vecchio.
| Nonostante l'apparente pugno di ferro, la signora Natale si intimidisce davanti al cameraman |
Insomma, com'è come non è, tutto questo clima festoso, gli elfi, Babbo Natale e soprattutto i giocattoli sono una fonte di turbamento psichico per i due piccoli spettatori di cui sopra, che sono nientemeno che due bambini marziani che passano le giornate a guardare cose per loro incredibili sulla tv terrestre. È tale il turbamento che faticano a dormire e il padre è costretto ad addormentarli usando sonnifero spray.
| Non è che magari non vogliono dormire perché il letto è un tantino scomodo? Coi cuscini parallelepipedi poi.. |
Non solo, i bambini sono diventati pure inappetenti, nonostante la mamma vada regolarmente al mercato a comprare tante belle pilloline nutrienti. Il padre, che sarebbe poi una specie di comandante marziano supremo, è dunque preoccupatissimo: come distogliere i marzianini dalle insane proposte della tv terrestre e farli uscire dalla fase Mamma, tu non mi compri mai balocchi?
| Ecco qua pillole di hamburger, purè e torta multistrato al cioccolato! |
La risposta sarebbe facile: stacca la tv. Invece no, bisogna per forza andare a chiedere a un vecchio saggio che darà certamente il consiglio giusto.
Il vecchio saggio, con voce rotta dall'emozione, spiega che i bambini di Marte sono fanciulli solo esteriormente, perché già da quando sono nella culla gli vengono attaccate al cervello macchine elettroniche che gli passano flussi continui di informazione che impediscono loro giocare e divertirsi. Dunque, bisogna che i bambini tornino e essere bambini e affinché ciò avvenga anche Marte deve avere il suo Babbo Natale.
| Secondo me si voleva candidare lui |
L'accorato appello del vecchio saggio trova però un denigratore: uno dei marziani sottoposti, con i baffi un po' alla Hulk Hogan, non esita a bollare il tutto con un disgustato: "Blahh, what nonsense!" ma se avesse potuto, sono certa che avrebbe detto: "Blahh, what fucking bullshit!"
| Su Marte vogliamo la guera! |
Astro Hulk, che in realtà si chiama Voldar e che vi svelo essere il villain della storia, deve controvoglia ubbidire agli ordini del capo e dunque si unisce alla spedizione in direzione pianeta Terra allo scopo di rapire Santa Claus e portarlo su Marte. Però gli rode a Voldar tenere a freno la sua indole guerrafondaia: non appena dal "cannocchiale" dell'astronave vede i grattacieli di New York, esprime il desiderio di blastare tutto.
Ma è proprio il viaggio in generale che gli scoccia a morte, tanto che mugugna tra i denti: "Tutti questi fastidi per un ciccione vestito di rosso!"
Una volta atterrati sulla Terra, i marziani sono confusi perché vedono che ci sono molti Babbi Natale in giro per la città, allora approcciano due bambini, che se ne stavano belli tranquilli sotto un albero, e chiedono delucidazioni. I bambini spiegano che ci sono molti aiutanti, ma di Santa Claus ce n'è solo uno e abita al polo Nord. I marziani allora partono alla volta del Polo Nord, ma Voldar esige di portarsi dietro anche i bambini, perché sia mai che vadano poi dalle autorità ad avvisare del loro arrivo.
| Praticamente la radar box è una specie di bagagliaio |
Insomma, tutta la truppa arriva al Polo Nord, ma l'umore non è dei migliori. Voldar è sempre più supponente e sbruffone nei confronti del capo e per di più i bambini riescono a scappare da soli tra i ghiacci. Per catturarli, il gran capo decide di sguinzagliare la misteriosa entità Torg.
E poi quando l'orso sta per catturarli, arriva Torg che non è altri che un
Forse è perché la moglie gli faceva una capa tanta, che Babbo non sembra così triste di seguire i marziani.
Il tragitto di ritorno verso Marte è molto più allegro dell'andata, perché a quanto pare Santa Claus è una specie di stand up comedian che fa sbellicare dalle risate tutti i marziani. Tutti tranne ovviamente Voldar, il quale commenta disgustato il comportamento dei compari: "State diventando dei martian-mellow, morbidi e deboli!"
https://ilzinefilo.wordpress.com/2025/12/24/asylum-il-principe-del-natale-2022/
https://labaravolante.it/taron-e-la-pentola-magica-1985/
Cannibal Kid di “Pensieri cannibali“
https://www.pensiericannibali.com/2025/12/che-spasso-i-film-di-natale.html
Kris Kelvin di “Solaris”
https://www.solaris.news/2025/12/silent-night-natale-blogtour-2025.html
SamSimon di “Vengonofuoridallefottutepareti“
https://vengonofuoridallefottutepareti.wordpress.com/2025/12/24/home-alone-recensione-del-film/
Catia di "Catia in cucina"
https://blog.giallozafferano.it/catiaincucina/ricetta-girelle-alla-cannella-cinnamon-rolls/
venerdì 31 ottobre 2025
Halloween 2025
L'amico Lucius Zinefilo Etruscus è riuscito nell'impresa impossibile di farmi togliere un po' di ragnatele dal blog e farmi partecipare all'iniziativa halloweenesca a blog unificati (comunque visto che è Halloween, qualche ragnatela la lascio su, per fare atmosfera).
Per partecipare, Lucius mi ha detto di scegliere un qualsiasi film horror e io sono andata su Raiplay e ho digitato per l'appunto "horror". Mi sono apparsi 42 risultati, un numero per fortuna non troppo alto, perché ogni volta che devo scegliere un film da guardare mi perdo nella pletora di offerte delle varie piattaforme e dopo un'ora sono ancora lì che devo decidere.
Tra i film che mi sono stati proposti, ho dribblato quello dei bambini posseduti nel messinese, quello di un fantasma boschivo abruzzese, quello delle mutazioni fisiche indotte in Ciociaria, per non parlare di quello dei ragnoni francesi e dei demoniaci Krampus austriaci... e uno dice: "Ma non ti va bene niente, scarti tutto!"
Ma il fatto è... che poi io mi impressiono! Mi toccherebbe guardare i film a mezzogiorno, a basso volume, per evitare di sognarmi poi le cose di notte!
Ero tentata di giocarmi l'escamotage dell'horror comico con Bela Lugosi (Zombies on Broadway), quando mi sono imbattuta nella trama di un film dalle suggestioni vagamente à la Jane Eyre e ne sono rimasta incuriosita. E così, mi sono tuffata nella visione di questo "Anima persa", film italiano del 1977.
Sopra le cupe immagini notturne di un canale veneziano, accompagnate da musiche elettroniche un po' deprimenti tipiche dell'epoca, partono i titoli di testa. E già qui abbiamo un problema: "Film di Dino Risi, con Vittorio Gassman e Catherine Deneuve". Sarà abbastanza horror? Ho qualche dubbio, ma vediamo.
Il giovane protagonista di nome Tino arriva in barca presso la casa degli zii che non vede da anni.
Aggiungiamo un punto di horror per l'ingresso piuttosto fatiscente della magione.
Ad accogliere Tino è Catherine Deneuve che gli dice: "Oui, se juis ta tante" e dopo i convenevoli di rito lo conduce in sala da pranzo, dove l'anziana domestica sullo stile Tina Pica gli ammannisce una lauta cena. Dalla conversazione che fanno, capiamo che Tino è venuto a stare dagli zii per poter studiare arte alla scuola di Venezia.
Finito di mangiare, Catherine fa fare a Tino un tour della casa: dopo aver visitato ampi saloni e stanze riccamente decorate, si passa alla parte disabitata.
| Ragnatele! |
| Teatri in rovina! |
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| Androni pieni di calcinacci! |
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| Ma se salgo aumento i punti horror? |
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| Chi non ama il risveglio sotto un cipiglio da ammiraglio? |
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| Tino, a destra, deve rispondere al quesito che gli pone un altro allievo: "Ma ste modelle nude, fanno anche un po' le putane, o no?" |
Con questa modella c'è una piccola sottotrama, piuttosto inutile per la storia nel suo complesso. Infatti, nel romanzo di Giovanni Arpino "Un'anima persa", da cui è stato tratto il film e che io sono andata a leggermi, non c'è nulla del genere. Tra l'altro il romanzo è ambientato a Torino e il personaggio di Tino è ospite dagli zii perché deve sostenere gli esami di maturità.
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| Saranno mica i topi che in soffitta suonano un pianoforte in decomposizione? Non si sa, ma intanto aggiungiamo 1HP (Horror Point) |
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| La domestica stira con la cicca sui panni e poi mangia zucchero con lo stesso cucchiaio che usa per offrirlo agli ospiti: ORRORE! |
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| Innanzitutto c'è una bambola horror! E, anche se non si vede, c'è pure un gatto nero: 2HP! |
Oppure che nella libreria non si può assolutamente mettere Joyce vicino all'olimpico Goethe. Joyce bisogna metterlo con gli altri pagliacci della lingua: Rabelais, Teofilo Folengo, Gadda!
Per non parlare di come gli stanno sulle palle i giovani capelloni frequentatori della scuola d'arte e che lui definisce "banditi e vagabondi senza patria, figli di Assalonne, ribelli al padre e vittime della capigliatura".
Lucius Etruscus de "Il Zinefilo"
Cassidy de "La Bara Volante"
Babol del "Bollalmanacco di cinema"
Madame Verdurin di "CineMuffin"
Lisa di "In Central Perk"
TOM di "The Obsidian Mirror"
Cannibal Kid di "Pensieri cannibali"
Kris di "Solaris"
Il Moro di "Storie da birreria"
Sam Simon di "Vengonofuoridallefottutepareti"
Catia di "Catia
in cucina"
A.M. di "Director's Cut"
Diamo un ultimo sguardo nell'occhio magico del professore...
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| Beh, dai, un ulteriore HP finale ci sta! |
giovedì 3 novembre 2022
Buon compleanno Dolph Lundgren
Allora, le cose stanno così: l'altro giorno, l'amico Lucio l'etrusco mi ricorda che il 3 novembre è il compleanno del nostro svedesone preferito Dolph Lundgren. Io penso: Bene dai, mi vedo un suo film che è un pezzo che non lo faccio e poi ci scrivo su un post.
Il problema è che il film che ho scelto è... come dire? Come dire, come dire... è meglio non dire! Come faccio a celebrare Dolph con un film del genere? Come faccio a presentarmi al compleanno con una torta che non è esattamente di cioccolato? Come faccio? (Lucio non odiarmi!!!)
Lo so, è colpa mia che ho sbagliato la scelta, però, insomma, a un certo punto, perché questi registi/sceneggiatori/autori mi scrivono un film che sulla carta ha delle intenzioni di un certo tipo, ma poi chiamano il Dolphone e non me lo fanno dolpheggiare? Se mi chiami Dolph, la regola numero uno è che lo devi assolutamente fare dolpheggiare e se non lo fai, vuol dire che hai sbagliato tutto.
Già mi parti con Dolph, agente FBI che dopo essersi spupazzato sottocopertura l'amante/schiava di un boss albanese si ritrova in questa situazione:
circondato dai gangster albanesi che gli puntano le pistole sul muso.
Tu pensi che adesso Dolph, anche se disarmato, metterà in riga i gangster prendendoli a schiaffoni, invece no: si limita a dire una parola d'ordine che farà capire agli agenti FBI che circondano la zona che è il momento di intervenire.
Quindi Dolph non alza un dito e l'unico schiaffone che vola se lo becca proprio Dolph ed è da parte dell'amante del boss, che nel frattempo si era innamorata di lui e c'è rimasta male allo scoprire che le tenere parole che lui sicuramente le aveva detto tra una spupazzata e l'altra erano solo finzione sottocopertura.
Poi, a dire il vero, ci illudiamo un attimo nel vedere dove vive Dolph: in una rude e maschia capanna in riva al fiume dove tra una grigliata e l'altra si allena facendo rudi e maschie attività coi pesi e coi sacchi.
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| Quella figuretta a destra è Dolph che ci da dentro |
E il suo atteggiamento gajardo lo si vede anche quando in ufficio prende a smanacciate un distributore automatico perché gli si è incastrato il suo snack preferito. Lui risolverebbe la situazione così:
ma purtroppo interviene il gran capo che mette a freno i bollori.
Poi ci piace il suo piglio deciso mentre interroga un individuo sospetto, sfoderando il suo ghigno gajardo:
E poi quando lo convince a farsi proteggere da ignoti assalitori che interrompono l'interrogatorio:
Perché sì, a neanche dieci minuti di film c'è una piccola scena d'azione, in cui i cattivi prendono d'assalto il palazzo dell'FBI, spengono la luce e mitragliano all'impazzata. Ma Dolph, servendosi del distributore automatico come scudo, in quattro pistolettate risolve la questione e per chiarire definitivamente chi comanda, butta il distributore stesso sull'ultimo cattivo rimasto in piedi.
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| E poi si riprende pure lo snack |
Però, da qui in poi, è tutta una discesa libera, una discesa in picchiata dove si può star sicuri che in ogni situazione dove il dolpheggio è possibile, il dolpheggio viene accuratamente evitato.
La trama prevede che Dolph debba recuperare una chiavetta USB in cui un hacker ha copiato tutto il database di informazioni del programma di sicurezza testimoni dell'FBI. L'ultimo possessore della chiavetta è morto ma siccome faceva l'insegnante in una scuola dell'infanzia, Dolph si traveste da insegnante, con tanto di CV roboante, e si fa assumere dalla scuola, nel tentativo di scoprire dove si trova la chiavetta.
Qui il film prevede tutto l'impaccio in cui può trovarsi un marcantonio come Dolph alle prese con dei bambini, dunque mentre lui cerca sempre di portare il discorso sulla chiavetta USB, sperando di avere informazioni, i bambini viaggiano nella loro bambinesca direzione, facendo ben presto perdere a Dolph il controllo della situazione (che peraltro non aveva mai avuto, ovviamente).
La sua inesperienza lo porta da un estremo all'altro:
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| Prima annoia mortalmente i bambini leggendo con poco trasporto una storia |
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| Poi li rimpinza di cioccolato e i bambini gli impazziscono e gli vanno totalmente fuori controllo |
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| E pure il microonde gli si rivolta contro |
Per fortuna, per Dolph c'è una gioia: una delle insegnanti gli fa gli occhi dolci e lui ne approfitta per invitarla a cena e poi la porta nel suo covo in riva al fiume. Grigliata, birretta, lei è già conquistata, ma lui che fa? Tira fuori il suo snack preferito, che ora vi rivelo essere il Twix, e si mette a mangiarlo.
Lei gli chiede: come fai a smaltire tutti questi zuccheri? Già, come fa?
Prende a pugni il sacco?
No, no.
Solleva con mignolo tronchi di sequoia?
Macché.
Fa tremila addominali con un alce sulla panza?
Ci piacerebbe.
Niente di tutto questo. Dolph si mantiene in forma....
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| Ballando il country! |
In un locale in cui c'è pure un toro meccanico. Che uno dice, adesso Dolph ci sale su e chissà che numeri farà? Macché, sarebbe stata una scena troppo stereotipata e infatti lui si limita a guardare la sua bella che ci sale sopra.
E poi, quando a sorpresa arriva il big boss nel locale country e cerca di attaccare bottone con la bella insegnante, uno pensa: Forse adesso succede qualcosa, Dolph metterà il cattivo sul toro meccanicp o almeno glielo tirerà dietro... no, anche in questo caso rimaniamo delusi perché Dolph si limita a prendere la sua bella per un braccio e a portarla fuori dal locale. Scena smosciata al massimo.
Ed è tutto così, si arriva alla resa dei conti finale, col cattivo che si presenta nella scuola e punta le pistole su Dolph e altre persone e non succede niente... lui non alza un dito. Sono addirittura i bambini che a un certo punto prendono i cattivi a legnate e perfino la bella insegnante tira un pugno sul muso a uno dei brutti ceffi.
C'è proprio un'ultimissima scena finale in cui Dolph e il Big Boss si prendono stancamente a cazzotti, ma onestamente nessuno dei due ci fa una grandissima figura.
Niente, mi è andata male, ma probabilmente me la sono cercata, ma pensavo che sarebbe stato un filmetto simpatico, invece purtroppo già era moscio di suo, ma Dolph proprio fuori parte perché invece di usare la sua ironia fisica, gli autori si aspettavano che lui facesse una parte più da comico/caratterista che non è ovviamente il suo e le sue capacità non sono state per niente sfruttate.
Andatevi a leggere il post di Lucius, che è meglio.
Ma anche se col film mi è andata male, non importa, buon compleanno a Dolph il gajardo!



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