La civetta svolazza nel cupo cielo notturno, partecipando così all'iniziativa "NOTTE HORROR", giunta addirittura alla tredicesima edizione!
Dopo essere rabbrividiti sulla Bara Volante, dal Zinefilo, su Solaris, dal promotore dell'iniziativa The Obsidian Mirror e su Vengono fuori dalla fottute pareti, siete pronti a continuare sul filo della tensione?
Cos'è che ci spaventerà questa volta? Quale nuovo orrore ci impedirà di prendere sonno, costringendoci a nasconderci sotto le coperte, tremanti come foglie, nonostante la calura estiva? Lo scopriremo in "Il cibo degli dei", film del 1976 parzialmente ispirato a una storia di H.G.Wells, sì proprio lui, quello della macchina del tempo, dell'uomo invisibile, della guerra dei mondi!
Ma bando alle ciance, tuffiamoci immediatamente nel fulcro della storia, ché negli anni '70 non avevano tempo e voglia di star lì a raccontare la rava e la fava, e conosciamo subito Morgan, il nostro protagonista, che di mestiere fa il giocatore di football e per riprendersi dalle fatiche della stagione decide di andare a riposarsi "in campagna", insieme a un compagno di squadra e una specie di allenatore.
| Sono certa che anche voi immaginate la campagna così: come una oscura e nebbiosa isola... |
Mentre si avvicina a questo cupo paesaggio, Morgan pensa alla natura e ogni volta che pensa alla natura, proprio subito subito, si ricorda di quello che soleva dirgli sempre il padre e cioè che l'uomo sta inquinando la natura, la quale prima o poi si prenderà la rivincita. Non si sa come, né quando, ma prima o poi lo farà.
| Eccomi! Sono la natura che ti presenta il conto! |
Assistiamo dunque a una concitata scena con telecamera traballantissima che segue ravvicinatamente la lotta tra uomo e ape, illustrandoci il dramma della battaglia e assicurandosi di muovere tantissimo le riprese in modo da non svelare troppo la plasticosità dell'ape sulla schiena del malcapitato. Come adoro questi effetti speciali fatti in cucina! Sono fantastici!
| La signora è interpretata da Ida Lupino, una delle pochissime donne regista della Hollywood classica |
Ma ecco che si ode uno strano suono di svolazzamento dal pollaio lì vicino. Il nostro protagonista, curioso come George, deve per forza andare a vedere cosa diamine è. Dunque apre la porta e si ritrova al cospetto di un'enorme gallina con cui ingaggia immediatamente una lotta rabbiosa. Per meglio dire, la lotta è ingaggiata con una testa gigante di gallina, che si getta ripetutamente contro di lui e contro la telecamera, per non far capire bene la dinamica dell'azione. Naturalmente, il nostro Morgan ha la meglio e con un forcone sconfigge il pennuto. Da ridere la scena successiva, dove un abile fotomontaggio ci mostra il nostro uomo accanto a delle galline, decisamente più piccole di quella "mannara" appena uccisa, e soprattutto per niente turbate dalla scena cruenta svoltasi poco prima.
| Anche la gallina defunta si è pure rimpicciolita nel frattempo |
Mi ha scompisciato ancora di più quando lui, infuriato, va dalla signora, che ora gli si è finalmente palesata, e le dice: "Ma di che razza sono quei maledetti polli? Mi hanno quasi ucciso". Cioè, il fatto che ci siano delle galline giganti non sembra incuriosirlo più di tanto. È "solo" imbufalito perché ci ha quasi lasciato le penne. Aveva lo stesso atteggiamento di uno che dice: "Ehi! Perché non hai messo il cartello ATTENTI AL GRADINO! Mi sono quasi ammazzato!"

