lunedì 14 dicembre 2020

CineAvventario #14

Buon inizio settimana cine-esploratori. Seguitemi, che oggi vi porto là dove fa freschetto...e non è a casa di Babbo Natale.



Bensì a casa dei pinguini!
Il 14 dicembre del 1911, l'esploratore norvegese Roald Amundsen e la sua troupe sono i primi uomini a raggiungere il Polo Sud.

Mi viene freddo al solo pensarci.

Amundsen aveva architettato il viaggio in gran segreto, non aveva detto niente nemmeno agli uomini del suo equipaggio (se non a viaggio già iniziato), perché temeva che se avesse pubblicizzato l'impresa, qualcun altro avrebbe potuto precederlo. E così, zitt zitt, quatt quatt, ha battuto tutti ed è arrivato primo!

L'unico film non documentario con Amundsen protagonista principale è quello di cui ho messo il poster sopra. Un film recente, del 2019. Non l'ho visto, ma i critici norvegesi hanno detto che è noioso. Potrei sbagliarmi, ma da quello che ho letto qua e là a proposito del voler descrivere l'Amundsen uomo (amore, rapporti familiari ecc.), mi sono fatta un'idea che il film non è che uno sceneggiatone stile fiction che potrebbe tranquillamente trovare posto in prima serata nei palinsesti delle principali reti tv nazionali.

Ma esiste un altro film, di produzione parzialmente russa, in cui Amundsen viene interpretato da un noto, ma che dico noto, notissimo attore. Vediamo un po' se riuscite a decifrare il suo nome scritto in caratteri cirillici (nella prima riga c'è scritto "Amundsen":
Invece questo è il nome in cirillico di una attrice nostrana che fa la bella in minigonna tra i ghiacci.
Ora vi mostro la locandina del film, il cui titolo è: "La tenda rossa"
Locandina che sinceramente non mi esalta molto, perché mi fa pensare a un film romantichello/d'azione tra i ghiacci. Invece il film è serio forte, perché narra di una tragedia forte.

La storia narra dell'impresa compiuta nel 1928 dal generale Umberto Nobile che, con la sua troupe, raggiunse il Polo nord a bordo del dirigibile "Italia" da lui stesso progettato. Alla spedizione non partecipò Amundsen perché i rapporti tra lui e Nobile non erano molto buoni. Insieme avevano fatto una spedizione due anni prima, ma avevano litigato a proposito di chi dovesse avere i meriti di quel viaggio.

La spedizione del '28 di Nobile si è conclusa in tragedia, perché a causa delle cattive condizioni meteo, il suo dirigibile si è schiantato tra i ghiacci. Qualcuno si è salvato, tra cui Nobile, e altri no. Tra i soccorritori di tutte le nazioni (meno che l'Italia) c'era anche Amundsen che aveva deciso di dare una mano con le ricerche dei dispersi tra i ghiacci, ma l'idrovolante su cui era salito è affondato in mare e di Amundsen non si è più saputo niente.

Il film inizia con una breve scena in cui Amundsen (interpretato dall'attore che poi vi dirò) spiega del perché non ha preso parte alla spedizione di Nobile. Poi Amundsen sparisce dal film, per riapparire soltanto dopo un'ora e venti. E non lo avevo neanche riconosciuto perché era truccato da vecchio.
È lui o non è lui? Cerrrto che è lui: Sean Connery!
Comunque, indipendentemente da Sean Connery, ho guardato il film con una certa passione perché la drammatica storia mi è sembrata ben narrata e ricostruita. Certo, si son presi qualche licenza cinematografica, tipo la modalità della morte di Amundsen e il personaggio della Cardinale, nei panni di una infermiera che ha una relazione con uno dei componenti della spedizione. Francamente, il suo ruolo mi è sembrato piuttosto inutile e un po' appiccicato lì. Poi lei, tutta stilosa, coi capelli perfetti e in abito corto che va in giro a cercare soccorsi... poco verosimile e fuori contesto.

Oltre alla parte prettamente legata all'incidente, il film cerca di trasmettere anche quello che ne è venuto dopo. Nel film, tutta la storia viene narrata tramite flashback durante una notte concitata in cui Nobile si trova al cospetto dei fantasmi delle persone che sono morte durante la tragedia. Nobile è tormentato dai sensi di colpa (e nella realtà non ha avuto vita facile dopo l'incidente, perché gli è stata addossata una certa responsabilità di quanto successo) e i fantasmi gli rinfacciano errori e mancanze. Amundsen, presente tra i fantasmi, ha il ruolo di lenire in qualche modo le colpe, facendo vedere che un po' tutti avevano le loro responsabilità e mancanze e che in definitiva errare è umano.

Questa parte con i fantasmi è forse un po' eccesiva e ridondante. Non so se mi ha convinta. Forse poteva essere fatta in altro modo, ma immagino che servisse appunto per far capire come i postumi della tragedia avessero avuto una portata molto a lungo termine.

Bene, dopo tutto questo, i miei piedi sono ghiacciati, quindi vi saluto e vi do appuntamento a domani!

10 commenti:

  1. Mi è venuto freddo leggendoti, ma non per il post, quello è bellissimo ;-) Cheers

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti ringrazio! E allora ci vuole un bel vin brulè, alè, alè!

      Elimina
  2. Ammazza che chicche stai beccando! Mi piacciono queste esplorazioni ai limiti delle condizioni umane, però è difficile renderle: ricordo un vecchio sceneggiato con Kenneth Branagh che mi fece sbadigliare alquanto. Magari ci provo con questo film interpretato da... Šon Connery! :-D
    Bellissima la resa cirillica "scrivi come si pronuncia", è come se noi scrivessimo "Scion" invece di "Sean", e in effetti dovremmo farlo, se ci ricordassimo ogni tanto di essere italiani e non itanglesi :-P

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ahaha, prova prova con Šon! che poi mi pare abbiano addirittura scritto Connory. Mitici i russi che dicono "noi scriviamo come ce pare"! Ma a livello di ingerenza anglofona come saranno? Blindati, immagino. Oppure l'inglese si sta insinuando subdolamente anche da loro?
      Nel film alla fine ci sarebbe anche una scena di scacchi. Oddio, "scena" è un po' troppo. Ci sono due che giocano, poi uno dà matto all'altro. Forse ha un livello simbolico, però si vede a distanza e non si capisce niente.

      Elimina
  3. Io Sean Connery non l'ho riconosciuto nella foto nemmeno dopo aver letto il suo nome... Comunque ti leggo e ho le mani congelate, non so se c'è una relazione di causa effetto qui! :--)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ahah, ma guarda, neanche io. Guardavo sto tipo che faceva sollevamento manubri e non capivo chi fosse. Quando hanno fatto il primo piano ho capito che era Connery. All'epoca aveva sui 40 anni ma lo avevano truccato con parrucca bianca e anche sopracciglia bianche, che gli cambiavano un po' lo sguardo.
      ahahah, allora un bel vin brulè o latte caldo col rum, a scelta, per scaldare le zampe! :D

      Elimina
  4. Per tutto il post ho letto Amusement, chiedendomi cosa ci fosse di divertente. Solo alla fine mi sono deciso a leggere correttamente il nome.
    Avrei scommesso che non avesse voluto dire niente a nessuno per scaramanzia, non per non essere preceduto 😆
    Nel secondo film, Amusement fa tipo vola Gigino, vola Gigetto 🤓

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ahaha Amusement... no infatti non c'era molto di divertente!
      Sarà anche stata scaramanzia, certo, però c'era già un tipo, un certo Scott che si stava preparando per andare al Polo Sud e quindi agire di nascosto era la cosa migliore, infatti è arrivato un mese prima dell'altro. L'altro (che poi nel ritorno ci ha pure lasciato le penne) è rimasto scornato perché non sapeva niente. E' arrivato in zona Polo Sud, tutto convinto di essere il primo, e ha trovato la bandiera nera di Amundsen, piantata nel ghiaccio. Mancava solo che ci fosse attaccato un biglietto con scritto: "Sei in ritardo".

      E anche per il polo nord c'era stata una questione. Un tizio è andato su dicendo: "Sono il primo", ma un altro gli ha risposto: "No, ci sono andato io l'anno scorso" e quindi non se ne veniva fuori su chi avesse il primato.
      Quindi Amundsen ha voluto fare alla chetichella per questi motivi.

      Elimina
  5. "La tenda rossa" l'avevo vista da ragazzina e mi aveva scioccato. Mi incuriosisce invece "Amundsen" anche se non sembra bellissimo. Bisogna comunque coprirsi per prepararsi alla visione. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eh, la storia è tragica forte, per cui ci credo che sei rimasta scioccata. A sapere inoltre che è una storia vera! Poi forse in quel periodo giravano meno film che parlavano di queste situazioni estreme, in cui i personaggi se la vedevano veramente brutta. Forse è un argomento che hanno iniziato a usare più spesso in tempi più recenti.
      Mi sa che Amundsen non ha avuto tutta questa gran distribuzione, forse deve ancora arrivare in Italia. Sai che non so se bisogna coprirsi poi tanto? In base a quello che leggevo sulle critiche, la spedizione antartica occupa solo gli ultimi venti minuti, il resto dev'essere più o meno tutto riguardante la vita privata dell'esploratore.

      Elimina