martedì 22 dicembre 2020

CineAvventario #22

È arrivato il momento della pauva... del tevvove...



Spero che vi siate ripresi dalla locandina perché fa veramente "fear" in tutti i sensi!

Ma pure il personaggio di cui parliamo oggi ha avuto una discreta paura quando è stato arrestato per partecipazione a una società segreta con scopi sovversivi. Lui era lì solo per ascoltare, non era proprio un partecipante, forse avrà cercato di difendersi dicendo: "Passavo di qua per caso...", ma niente, le forze dell'ordine lo hanno arrestato e imprigionato nella fortezza di Pietro e Paolo.

Di chi sto parlando? Di Fedor Dostoevskij, che dopo l'arresto è stato condannato alla fucilazione. E possiamo immaginare di che umore fosse Fedor, il 22 dicembre 1849, quando è stato portato davanti al plotone di esecuzione.

Ma invece di venire ucciso, gli è stata letta una lettera che dichiarava che lo zar Nicola I gli aveva concesso la grazia e mutato la pena in lavori forzati.

La notizia era bella, ma tutta la situazione ha scioccato parecchio il povero Fedor che ha iniziato, in seguito a quell'episodio, a manifestare crisi di epilessia sempre più frequenti.

E pensare che lo zar aveva deciso già giorni prima di commutare la condanna, ma mica dirglielo prima, no, ha dovuto fare l'annuncio coreografico, ha dovuto. Il povero Fedor ha rischiato di morire di coccolone seduta stante.

Di Dostoevskij ho letto un po' di cose e fino a oggi non avevo mai visto nessuna trasposizione di qualche sua opera. Avevo iniziato a vedere "Il sosia", ma poi mi sono ricordata che ci aveva già pensato Lucius a demolirlo.

Allora mi sono buttata su un titolo che nessuno ha ancora demolito, dunque lo farò io! E il titolo è appunto "Fear" del 1946!

Si tratta di una rivisitazione di "Delitto e castigo". Non è ambientata in Russia, bensì da qualche parte in America. La prima scena ci mostra una stanza avvolta nella semioscurità e in sottofondo sentiamo le note di una musica suonata col sassofono. La tipica musica che si sente nei film noir, quando la bellona di turno fa la sua comparsa nell'ufficio di un investigatore privato per proporgli qualche caso.

Ma noi non siamo nell'ufficio di un investigatore, bensì nella camera di uno studente: probabilmente l'unico studente al mondo che in camera sua sta in giacca e cravatta. Lo studente, che rappresenta dunque il Raskol'nikov protagonista di "Delitto e castigo", sta leggendo una lettera che gli comunica che tutte le borse di studio, compresa la sua, verranno sospese.

Si può capire quindi il suo disappunto. Il suo sconforto è tale che proprio non riesce a sopportare quella musica di sassofono che continua a suonare in sottofondo... no, non è metacinema, lo studente non sta rompendo la quarta parete. La musica di sassofono non fa parte della colonna sonora: c'è proprio un dannato musicista che suona nel palazzo di fronte! Il nostro studente non lo sopporta e chiude la finestra.

Musicista, smettila di suonare,
che qua si sta consumando la tragedia

Forse per lo studente è ora silenzio, ma per noi spettatori attacca un'altra musica, stavolta credo sia veramente musica di sottofondo, a meno che non ci sia un'orchestra nascosta dentro un armadio della stanza.

Comunque, lo studente è già depresso di suo, ma ci si mette pure l'affittacamere che viene a rompergli le balle a proposito dell'affitto da pagare. Lui disperato va allora da un certo professore, che come mestiere collaterale gestisce un banco dei pegni in casa. Lo studente gli dà un orologio di pregio, pensando di ricavarne chissà quanto, invece il professore gli dà solo 10 dollari. Anzi, gliene dà 8, i due rimanenti sono gli interessi.

"Ho bisogno di quei 10 dollari!"
"E io non ho bisogno del tuo orologio!"

Insomma, le cose vanno male per il povero studente, non sa come tirare fuori i soldi per tutto quanto, dunque avete capito qual è la soluzione: accoppare il professore semi-usuraio. Quindi, una sera, lo studente va dal professore e compie il misfatto. Ma non è nemmeno riuscito a mettere le mani sui soldi, che viene quasi sorpreso sul fatto da alcuni studenti che avevano un appuntamento col professore. A stento riesce a fuggire senza farsi vedere, ma nella fuga gli si macchia di vernice la manica della giacca, perché proprio quel giorno un pittore stava ridipingendo le pareti interne del palazzo.

Un paio di giorni dopo il delitto, un poliziotto si presenta alla porta dello studente. Il poliziotto è piuttosto bizzarro perché per tutto il tempo della conversazione giochicchia con un mazzo di chiavi, lanciandolo in aria per poi riprenderlo. Giochicchia così tanto, che le chiavi gli vanno a finire sotto una poltrona, la stessa poltrona sotto cui lo studente aveva nascosto la giacca macchiata di vernice. Lo studente trattiene il fiato, temendo che il poliziotto scopra la giacca, ma non succede.

Insomma, nonostante non ci siano prove su di lui, la polizia inizia a stargli addosso e lui inizia ad andare in paranoia, gli sembra che tutti gli stiano col fiato sul collo e dunque è sempre nervosetto.

Comincia a uscire con una ragazza e insieme vanno a fare un picnic. A un certo punto, lei gli legge la mano e dice: "Ah, le linee sulla tua mano formano una M! Cosa potrebbe voler dire? M come...Medicina, oppure Money, Magazines, oppure... cosa potrebbe essere? Ah, ho capito!", però lo dice con una faccia strana e allora lui subito pensa che lei intenda "M per Murder", quindi si innervosisce e fa per andarsene. Ma lei gli dice: "Intendevo solo dire... Matrimonio!"

Che per molti potrebbe essere un buon motivo di fuga!

Matrimonio Mai: sono 2 M!


La situazione si fa sempre più angosciosa per lo studente, tutto gli ricorda continuamente l'omicidio e la polizia gli fa addirittura domande su un articolo che lui ha scritto per una rivista, articolo in cui dichiara di ritenere che alcuni delitti sono giustificabili in nome di un fine più elevato.

Insomma, le cose volgono al peggio, una rete si sta stringendo su di lui e la sua coscienza lo tormenta sempre più, ma qui succede il disastro. Non il disastro per lo studente, ma per lo spettatore, perché la storia si conclude con un finale che più idiota di così non potrebbe essere. Ovviamente non lo rivelo, ma è uno di quegli espedienti narrativi degni dei peggiori filmacci. Il film di per sé è passabile, niente di che, guardabile, un po' moscio magari, ma il finale proprio è del tutto indegno, principalmente perché toglie senso a tutta la storia.

Vabbè, niente, lo dovevo capire dalla locandina.

E voi? Avete visto film tratti dalle opere di Dostoevskij?

Io vado, sento una musica di sottofondo, forse è un musicista sotto il tappeto...

15 commenti:

  1. Non ricordavo minimamente di aver recensito "Il sosia", pensa quanto mi è rimasto nel cuore: grazie per la citazione.
    Ho amato tantissimo Fëdor e da ragazzo immaginai quanto dovesse essere profondo l'ultimo racconto scritto prima dell'esecuzione, che non sapeva sarebbe stata poi annullata, invece poi scoprii che era un raccontino molto semplice: possibile che la notte prima della fine della sua vita non avesse altro da scrivere? Ci rimasi malissimo :-P

    Ho visto parecchie versioni filmiche delle opere di Dostoevskij e mi pare ovvio che siamo lontani da qualsiasi soddisfazione, è un autore troppo anti-filmico: troppi si focalizzano sulla trama perdendosi il succo del romanzo.
    Però porto nel cuore "La divina commedia" (1991) di Manoel de Oliveira, visto all'epoca grazie a Tele+ che credo lo doppiò in esclusiva. L'autore portoghese si immaginò un manicomio dove divertirsi ad inserire personaggi da romanzi famosi, così tra le vicende raccontate assistiamo al rapporto tra due giovani ospiti dell'istituto: un certo Raskol'nikov che ha fatto qualcosa di grave e una certa Sonja con cui condivide un amore travagliato, e a un certo punto Dmitrij Karamazov riceve la visita di uno dei suoi fratelli, che ha da raccontargli la storia del Grande Inquisitore.
    Una spremuta di amore per Dostoevskij che considero insuperabile.
    Ah, se non ricordo male tra i ospiti della clinica c'è uno con i capelli lunghi che dice di essere Gesù, anche lui personaggio di un romanzo abbastanza famoso :-D

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    1. E ti dirò di più, avevi scritto anche questo.
      Povero Fedor, era troppo messo male prima dell'esecuzione per produrre un racconto indimenticabile!
      Non conosco questo film che citi, mo' me lo segno. Vedo che c'è pure la pianista Joao Pires, devo avere qualche suo cd.
      Ma io penso che un romanzo come Delitto e Castigo potrebbe essere reso bene al cine, però dovrebbe avere una certa lunghezza il film che ne viene fuori, non certo un'ora come quello di questo post. Ci sono tanti temi e aspetti da trattare. Ho visto che ci sono anche un paio di miniserie, quando ho tempo proverò a guardarle. Anche se il rischio è di fare una specie di "compitino", senza nessun guizzo e allora non ha tanto senso, meglio leggere il romanzo.

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    2. ah, quando ho visto che il sassofonista non era nella colonna sonora, ho pensato al tuo post su "Fatal Instinct", col sassofonista che seguiva i protagonisti!

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    3. Visto che mi stai facendo pubblicità, anche quella mitica parodia l'ho recensita ^_^

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  2. Ah Fatal Instinct!!! Ho riso non so quanto ma chi era con me non la pensa allo stesso modo😂😂😂

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    1. beh, non è per tutti i gusti. ma lo hai visto al cinema?

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  3. Sono abbastanza ignoraate su Dostoieschi (non so manco come si scrive).
    Ahahah vada per il sassofonista, che fa già ridere così ma se ci avessero messo anche un'orchestra, sarebbe stata un film parodia fantastico, roba da Mel Brooks!
    Il finale lo potevi pure rivelare, dopo tutta 'sta fatica... 😝

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    1. Si scrive come si vuole perché tanto è una traslitterazione.
      MA guarda, la storia del sassofonista sembrava una roba da ridere. Cioè, senti una musica tipo colonna sonora e poi salta fuori che fa parte del film!
      ****SPOILER FINALE***
      In pratica salta fuori che lo studente aveva solo sognato di uccidere il professore. La prima parte della storia si svolge realmente ma dall'omicidio in poi è tutto un sogno. Anzi, si sveglia dal divano, bussano alla porta ed è il professore che gli dice: "L'altra sera ho notato che hai proprio bisogno di soldi. Ecco ti regalo 150 dollari" Verosimile come vedere zio paperone che fa una roba del genere. Una finale che è una boiata devastante.

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    2. In pratica è il finale di... temo di farti spoiler se non lo hai visto. Va be', un film del 2000 che ha lanciato un noto attore. Chissà se si sono ispirati a questa vecchia pellicola.

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    3. oddio, adesso mi ha scatenato l'istinto risolvi quiz. Ci penso un po' e poi se non mi viene ti chiedo un indizio!!
      Ma comunque credo che ce ne siano diversi di film (o storie) con quell'espediente. Non è una novità, ma è una presa per i fondelli!

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  4. L'attore che interpreta lo studente tra l'altro mi sembra vecchiotto. Sarà fuori corso? 😅

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    1. infatti, sembra tutto tranne che studente! invece pare avesse risultati brillantissimi ed è per quello che vinceva borse di studio, ma in effetti era poco verosimile onestamente.

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  5. Stavo giusto pensando mentre leggevo "secondo me salta fuori che si è sognato tutto". Raramente si rivela un buon espediente, ma con Delitto e Castigo proprio non funziona.
    Comunque i romanzi di D. hanno il difetto di base (agli occhi di chi vuole rifarli): la trama non segue mai le regole delle trame o le convenzioni letterarie, va dietro la storia e fa quel che vuole lei. A quel punto non puoi cambiare niente, e quindi passare da un medium espressivo all'altro è quasi impossibile.
    E grazie per la segnalazione, lo eviterò con ogni cura 😄

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    1. ma infatti, se già normalmente quell'espediente fa venire nervoso, perché sembra sempre una roba del tipo: "come lo facciamo finire? ma sì, facciamo che era tutto un sogno." e già ti cadono le palle. Figuriamoci con Delitto e castigo. Vuol dire proprio mandare a puttane tutta la storia.
      Mah, volevano proprio il lieto fine e allora sono andati in quella direzione.
      Sì normalmente i romanzi di D sonoparticolari e difficili da trasporre, ma secondo me questo in particolare potrebbe essere fatto decentemente, perché tutto sommato la trama è abbastanza raccontabile. Già "il sosia" è molto più onirico, surreale, di sensazioni più che di avvenimenti.
      Evita, evita, non ti perdi niente a non vederlo :D

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