mercoledì 15 dicembre 2021

**** ** ****


Oh, oggi è il giorno della consegna dei premi Nobel! Sulla Stampa è apparso un colorito articolo che senza giri di parole asserisce che i premiati, magari dopo aver studiato tutta la vita, approfittano del viaggio pagato a Stoccolma per spassarsela il più possibile. Testuali parole.

Non solo, nell'articolo si fa riferimento a un famoso premiato per la letteratura di qualche anno prima, che è arrivato a Stoccolma con la moglie e l'amante, infervorandosi perché voleva un letto a tre piazze e facendo inoltre in modo che entrambe le sue donne fossero invitate ai ricevimenti previsti. Donne, che andavano così d'accordo da andare a far spese assieme usando la macchina a disposizione e lasciando appiedato il povero anzianotto premiato, il quale ha dovuto procurarsi un'altra macchina e un interprete che doveva assolutamente di sesso femminile.

Nell'articolo non si citava il nome di questo letterato, allora ho provato a fare una ricerca relativa ai premi degli anni precedenti e mi pare che gli unici che potrebbero essere protagonisti dell'episodio sono Samuel Beckett e Jean Paul Sartre. Il primo comunque lo escluderei, perché se è vero che aveva una moglie e un'amante fissa, non sono sicura che le due donne passassero del tempo assieme.

Il più papabile mi pare il secondo e cioè Sartre, che oltre a stare con Simone de Beauvoir, aveva altre amanti, con cui comunque faceva dei menage a trois. Quindi era lui il "povero anzianotto" descritto nell'articolo? Il problema sarebbe che Sartre non era sposato con la de Beauvoir, mentre nell'articolo una delle donne viene definita moglie. 

Ma lasciamo perdere queste congetture alla tenente Colombo e dedichiamoci al film della sera che naturalmente non ha nulla di natalizio. 

Del resto, neanche guardando il resto della programmazione, si respira spirito festivo. Oltre a Remì, Napo orso capo e Happy Days, abbiamo una trasmissione sulle prospettive di riforma della scuola, un corso televisivo di cibernetica e poi c'è anche il mitico mago Tony Binarelli che quest'oggi, nella sua trasmissione "Con un colpo di bacchetta", ci piegherà una grossa chiave senza toccarla.

 

Arriviamo dunque a sera e ci guardiamo "La donna del bandito" primo film di Nicholas Ray. 

La storia narra di un ragazzo, soprannominato Bowie, che viene fatto evadere da alcuni rapinatori di banche, che erano anch'essi in prigione con lui. 

Questi rapinatori lo portano a casa di un parente dove Bowie conosce una ragazza che subito si innamora di lui. 

Bowie ritiene di essere stato mandato in carcere ingiustamente e vorrebbe avere i soldi per potersi pagare un avvocato e annullare la sua condanna. Accetta dunque di participare a una rapina in banca ordita dai suoi compari.

La rapina va bene, però lui finisce sui giornali figurando addirittura come capo della banda. Dunque Bowie capisce che non riuscirà più a dimostrare la sua innocenza e decide quindi di allontanarsi da tutti insieme alla ragazza con cui poi si sposa.

Solo che i componenti della banda riescono a rintracciarlo e lo costringono a partecipare a un'altra rapina, ma le cose vanno a schifio e il tutto finisce in tragedia.

Il film è uno dei capostipiti del genere "amore in fuga". I protagonisti che già partono da una situazione non molto rosea, proseguono la loro storia sempre con questa sensazione di ansia, di paura di essere scoperti, cercando al contempo di strappare al destino qualche attimo di felicità.

Il film è anche fatto bene e nonostante ne dia un giudizio positivo, devo ammettere che non mi ha preso proprio più di tanto e non capisco bene il perché. Forse sono gli attori principali, lui in particolare, che non mi hanno emozionato molto. Lui tral'altro, nel ridoppiaggio del 1988, ha la voce di Claudio Capone che, nonostante le mille cose che ha doppiato, ormai non riesco a scindere da Ridge di Beautiful.

Devo dire però divertente la scena nella casa dei matrimoni 24 ore su 24, dove l'allegro officiante propone sposalizi per 30 dollari "compresa la registrazione della cerimonia su disco". Rimane un po' deluso quando gli aspiranti sposi gli raffreddano l'entusiasmo rifiutando tutte le offerte, perfino quella della musica. Loro vogliono sposarsi e basta. L'officiante prova almeno a piazzare le fedi: 1 dollaro per il noleggio, 5 dollari per l'acquisto.

Nemmeno con le fedi, l'officiante ha qualche soddisfazione.
Il futuro sposo decide per l'acquisto, ma di solo UNA fede!

 

Bene, anche per oggi è tutto, ma sono ispirata dal piglio dell'officiante di matrimoni 24h su 24, che propone anche alloggiamenti per la luna di miele ed è in grado di procurare anche mezzi di trasporto. Cosa ne dite di questa proposta, in caso vogliate cambiare macchina?




martedì 14 dicembre 2021

**** * ****

Questa volta siamo andati ancora più indietro nel tempo, proprio all'inizio del decennio. Com'era la situazione? Tanto per cambiare, sempre molto "frizzantina".

Il presidente della Jugoslavia Tito sta per partire per una visita in Italia, dove dovrebbe incontrarsi con il presidente italiano Saragat, con i ministri e con il papa Paolo VI. Ma il viaggio è ancora in forse perché l'allora presidente degli Affari esteri, Aldo Moro, ha fatto delle dichiarazioni che non sono tanto piaciute in Jugoslavia. Si rischia l'incidente diplomatico.

Nel frattempo, a Trieste, avviene una manifestazione violenta ad opera di fascisti provenienti da varie parti del nord Italia. Sono armati di manganelli e bastoni e portano in testa elmetti delle SS. Sono contrari alla visita di Tito, fanno danni e malmenano passanti, giungendo anche a dare l'assalto a una chiesa al grido di "Viva il duce".

La situazione nelle scuole, poi, non ne parliamo. Scioperi e occupazioni continue. Mancano insegnanti, attrezzature, aule. Si verificano eventi di tutti i tipi. Nella facoltà di architettura di Roma, estremisti di sinistra addirittura tengono chiuso a chiave in aula, per un'ora, un professore che aveva bocciato un loro compagno.

Tutti protestano. A Londra, tre consiglieri comunali hanno annunciato che si presenteranno nudi in municipio per protestare contro l'uniforme che sono costretti a portare, cioè una toga color blu brillante che secondo loro è poco dignitosa per il loro ruolo.

E anche il campione in carica di Rischiatutto ha i suoi grattacapi. Ha la bronchite, ma se non vuole perdere il titolo, deve presentarsi in trasmissione lo stesso... 

E a proposito di apparati respiratori, che ne pensate di questa pubblicità?


Come funzionerà il prodotto? Quanto costerà? Per fortuna, il "raguaglio" è gratuito...

E nemmeno la seguente pubblicità ho capito bene:


Dalla descrizione, si evince che il prodotto non è un giocattolo, ma un vero strumento per lavorare. Ma allora, perché hanno messo una bambina nell'immagine? La macchina è così facile da usare che potrebbero farlo anche i bambini? Massì, facciamo lavorare pure loro e sforniamo pullover come se piovesse.

Comunque, nel 1970 noto un po' meno pubblicità di liquori e più di lavastoviglie, lavatrici e detersivi. 


Si affacciava l'idea della disinfezione. Ve le ricordate le mitiche figurine Mira Lanza? Io le trovavo nei bidoni di detersivo di mia nonna.

Ma è ora di guardare il film della sera, che va in onda sul secondo canale, perché sul primo c'è la trasmissione di attualità "Sotto processo" condotta da Piero Ottone.

Invece sul secondo abbiamo "Il delitto di Monsieur Lange" di Jean Renoir, addirittura del 1936.

Un film di grande intrattenimento che vi vado subito a narrare. La storia inizia con una coppia (raffigurata a sinistra nella locandina) che giunge in una locanda di campagna e si ritira in una camera da letto.

Il locandiere e gli avventori riconoscono nell'uomo un ricercato per omicidio e iniziano a confabulare fra loro per decidere su come comportarsi. C'è chi vorrebbe allertare la polizia e invece chi è più permissivo: "Io nei miei sogni uccido sempre quelli che non mi vanno a genio".

Mentre gli avventori discutono la faccenda, emerge dalla stanza la compagna del presunto criminale, che sarebbe il monsieur Lange del titolo. La donna dice che ebbene sì, Lange ha veramente commesso un delitto ma lei racconterà tutta la storia agli avventori così essi potranno giudicare.

Questo Lange, in base a quello che dice la donna, è un sognatore, uno che passa tutto il tempo libero a scrivere storie western con protagonista Arizona Jim, sgominatore di banditi e salvatore di oppressi. Storie che nessuno gli vuole pubblicare. La donna gli suggerisce di chiedere al monsieur Batala di pubblicarle, visto che Batala pubblica qualsiasi schifezza. "Ah, grazie eh", dice lui, piccato.

Lange in effetti lavora per questo signor Batala che è un editore di una rivista di storie criminose. In una scena, vediamo Batala mentre dà istruzioni al copertinista e gli dice che deve accentuare tutti i particolari sanguinolenti, perché il pubblico ama e vuole avere tutti i dettagli più cruenti.

Questo Batala inoltre è proprio un personaggio: è un cazzaro, un maneggione, un insolvente debitore, nonché uno che ci prova con tutte le donne. Un tizio della peggior specie, ma siccome il film ha un tono leggero e l'attore che interpreta Batala è proprio bravo, il personaggio risulta cinematograficamente quasi simpatico.

Insomma, il signor Lange prova a proporre a Batala il suo Arizona Jim, ma questi sulle prime non ne vuole sapere. Invece poi, siccome deve tener buono un tipo con cui si era impegnato per fare pubblicità di pasticche sulla sua rivista criminosa, decide di pubblicare le storie di Arizona Jim, apportandoci però delle modifiche strategiche, senza dir niente a Lange. Le modifiche consistono nell'inserire, proprio all'interno delle storie, le pasticche da pubblicizzare. Ad esempio, se l'eroe Arizona Jim deve sgominare dei nemici, prima di sparare, ingoia delle pasticche Ranimox decantandone le proprietà; grazie a queste poi sconfigge i banditi. 

Il signor Lange quando scopre la cosa, va a lamentarsi con Batala che cerca di rabbonirlo dicendogli: "Insomma, tu sei un sognatore, ma l'arte richiede compromessi, ci sono le spese... e poi l'argent c'est l'argent!"

La storia prosegue con Batala che deve fuggire perché i creditori gli stanno col fiato sul collo. Ma il treno su cui era partito ha un incidente e lui viene creduto morto. Lange e gli altri lavoratori del giornale fondano una cooperativa e mandano avanti loro la rivista, ottenendo un grandissimo successo. Addirittura il cinema mostra interesse per il personaggio di Arizona Jim e vorrebbe farne un film.

Ma Batala non è morto e torna in incognito, travestito da prete, nella sede del suo giornale e ha intenzione di riprenderne possesso, visto che ora i soldi ci sono. O forse vuole solo intascare i soldi e mandare tutti al diavolo.

È allora che Lange lo uccide ed è supportato da tutti e aiutato a scappare. Nonostante il film sia praticamente una commedia, è comunque strano che il crimine non venga effettivamente né punito né criticato in qualche modo. Quando Lange dice a un socio di aver appena ucciso qualcuno, il socio mostra giusto un leggero stupore e poi dice: "Beh, immagino possa capitare di uccidere qualcuno"!

La storia è praticamente tutta ambientata in un unico palazzo dove vivono vari personaggi pittoreschi, dal portinaio che deve sempre fare lavori tipo riparare pavimenti o sturare gabinetti, alla proprietaria di lavanderia dalla vita sessuale apparentemente disinibita.

Il film l'ho visto in francese sottotitolato inglese per cui di sicuro ho perso molte battute, ma piuttosto assurda la scena di Batala morente, travestito da prete, che chiede: "Chiamatemi un prete!"

Bene, anche per oggi è tutto.

Ma mettiamoci un tocco di Natale in questo calendario dell'Avvento dai ritmi lumacheschi. Cosa fa Babbo Natale passate le feste?

Sbarbo Natale

E ora passate da Lucius su Non quel Marlowe a leggere il suo bel post su questo film.

venerdì 10 dicembre 2021

**** ****


Eccoci qua, di nuovo nel 1976. 

Qualche giorno fa eravamo rimasti ad Andreotti che era andato in America a batter cassa. Tutto è andato bene, Andreotti è tornato "con le spalle coperte". Sia il governo uscente Ford, che quello entrante di Jimmy Carter hanno promesso di aprire i cordoni della borsa.

E a proposito di presidenti americani, guardate questa incredibile pubblicità:


Siccome non credo si legga, vi trascrivo la descrizione che, dopo le solite decantazioni sulle proprietà benefiche del liquore di turno, dice: "Ve lo conferma anche il signore qui ritratto, noto sosia di un importante uomo politico. Del resto... chi può dire che 'quello vero' non se ne beva un goccetto di tanto in tanto?"

Nixon adesso è pure testimone involontario! Nuove frontiere della pubblicità!

Ma lasciamo perdere i presidenti americani veri e finti e parliamo della prima della Scala, che come sapete avviene ogni anno il 7 dicembre. Ma nel 1976 le cose non vanno del tutto lisce perché il giorno dopo, i giornali raccontano in prima pagina degli scontri violenti tra la polizia e alcuni collettivi giovanili che volevano dare l'assalto al teatro. Lacrimogeni da una parte e bombolette incendiarie dall'altra hanno segnato una serata di devastazione e feriti. E pur senza venire ferite, nemmeno le signore impellicciate sono rimaste immuni dai tafferugli e sono state oggetto di lancio di uova. 
 

Niente lanci di uova, invece, per la diva Liz Taylor che, fresca di settimo matrimonio è in luna di miele a Tel Aviv. Il suo sesto marito è il futuro senatore John Warner. Il matrimonio durerà pochi anni, la vita a Washington sarà noiosa per Liz e poi nel suo cuore ci sarà sempre Richard Burton, di cui lei ha detto che dopo di lui, gli uomini erano lì solo per tenere il cappotto e aprire la porta. Solo per compagnia.

Ma decidiamoci orsù ad accendere la tv! Ma mica vorremo sederci in poltrona? No, troppo borghese. Optiamo invece per la moquette Sit-in:

Molto più comodo, no?

Dunque, accendiamo la tv e scopriamo che sul primo canale c'è teatro. Nientemeno che "Le allegre comari di Windsor", riprese televisive dal Teatro Romano. Sul secondo canale, abbiamo invece il film di oggi e cioè "L'incidente" che fa parte del ciclo "Oppressori e vittime nella giungla di Losey".

La storia inizia nel cuore di notte, nella campagna inglese. Vediamo una casa, di quelle tipiche, avvolta nel silenzio.

A un certo punto, un rumore di schianto. Dalla casa esce un uomo che va a vedere cosa è successo e trova un ragazzo e una ragazza, dentro una macchina ribaltata.

Il ragazzo è morto, invece la ragazza è in stato semi-confusionale. L'uomo la porta in casa, ma quando arrivano i poliziotti da lui allertati, nasconde loro la presenza della ragazza.

Parte dunque un flashback da cui capiamo la storia dei personaggi. L'uomo è un professore e la ragazza una sua studentessa, fidanzata del ragazzo morto in macchina, anch'egli suo studente. (Uno dei motivi per cui l'uomo ha nascosto la presenza della ragazza è che aveva capito che era stata lei a guidare, pur non avendo la patente, perché il ragazzo era ubriaco fradicio). 

L'uomo, che dunque abbiamo capito che è un professore, nutre una fascinazione nei confronti della ragazza, ma non osa farsi avanti, anche perché è sposato con figli. 

Una domenica, il professore invita a casa i due ragazzi, ma si aggiunge in modo inaspettato anche un suo collega. Il professore rimane un po' stupito ma comunque il collega è uno di casa, uno che non si fa problemi a sbevazzare e mangiucchiare la roba che trova, a buttarsi sui divani, a essere come uno di famiglia, insomma.

La giornata trascorre un po' tesa, si intuisce che ci sono diverse cose non dette nel gruppo. E il giorno dopo, il professore scopre che il collega e la ragazza hanno una relazione già da qualche settimana e perfino la moglie del collega lo sapeva.

Il professore reagisce alla scoperta con fastidio e invidia e non si comporterà in modo irreprensibile...

Film tutto ambientato a Oxford, in parte nell'ambito universitario, in parte in quello domestico. Ambiti entrambi composti e formali, ma che nascondono in realtà pulsioni represse. Il professore in particolare, sembra essere un padre e marito fedele, ma non è proprio così.

E in tutto questo, i personaggi bevono, bevono, bevono... non c'è quasi scena in cui non hanno il bicchiere e la bottiglia accanto.

Non c'è da meravigliarsi dunque di tutte queste pubblicità alcoliche... 

Alla prossima!

giovedì 9 dicembre 2021

*******

Buondì dal 7 dicembre 1978, anche se probabilmente con il fuso orario -24, magari quello di qualche isola della Papuasia.

Ebbene, stasera belli, pronti e carichi per la tv! Ci sono anche gli incentivi se si cambia televisore.


Viene la tentazione di cambiare subito tv, perché fino a Natale ci danno anche il telegioco! Non capisco bene che consolle sia, una che probabilmente fa concorrenza al Polistil qui di seguito.

Non capisco perché il punteggio sia sempre 15 in tutti i giochi! Comunque, vedo sotto 7 tasti, chissà se i giochi erano proprio 7? Chissà quali erano.

Ma bando alle ciance, stasera serata da brivido! Dribbliamo il quiz di Mike Bongiorno sul primo canale e ci fiondiamo sul secondo perché c'è il ciclo "Sette storie per non dormire" con il film "Trilogia del terrore"! Paura, paura, sul secondo canale!

Ci dobbiamo preparare allo scopo e siccome era un po' che non si beveva, tiriamo fuori dal frigobar qualche bel liquorino che ci darà il coraggio per affrontare il terrore televisivo!

Il primo è per uomini veri, uomini forti. Eccolo:


Che poi, cosa vorrà dire: "Il regalo dell'uomo forte"? È il regalo adatto all'uomo forte o è l'uomo forte che fa il regalo? Non potevano dire: "Il regalo PER l'uomo forte"? Comunque notare che c'è scritto "L'amarissimo che fa benissimo". Mitico slogan (con il solito sottotesto della bevanda alcolica che fa bene) che però viene 'smontato' dalla seguente pubblicità:

Purtroppo credo non si riesca a leggere bene il testo, comunque dice: "Chinamartini non è solo un amaro molto salutare. È anche un amaro con un gusto ricco e piacevolissimo. Proprio il contrario di tanti altri amari che, con la scusa di far bene, hanno un gusto, diciamo molto... discutibile."

Ah! È forse una stoccata agli amarissimi di cui sopra!?

Non importa, beviamoceli tutti e due e sediamoci a guardare il film. Vabbè, film è una parola grossa, dura poco più di un'ora ed è composto da tre episodi.

Comunque, la locandina promette bene: donne strillanti e mostri ghignanti, vortici risucchianti e caratteri sanguinanti...

Parte il primo episodio che si intitola "Julie". La Julie in questione è un'insegnante, tutta vestita a modo, capelli a crocchia, occhiali da professoressa, modo di fare serio e forse un po' nervosetto. Da certe scene successive, sembra di intuire che la donna deve aver subito qualche trauma.

Ma durante una lezione, si siede sulla cattedra e inaspettatamente lo spacco della sua gonna si apre in modo quasi inguinale. Dev'essere quello che in America chiamano "malfunzionamento del guardaroba", una esposizione incidentale, avvenuta in questo caso senza malizia. Infatti, finita la lezione, la professoressa prende i suoi libri e se ne va goffamente.

Ma quello stacco di coscia, quasi mutanda, accende la fantasia di uno studente che prima spia la professoressa sottocasa e poi le chiede di uscire. Lei accetta, ma durante l'appuntamento lui le mette di nascosto del sonnifero nella bevanda, poi la porta in un motel dove abusa di lei. Non contento, fotografa tutto.

Il giorno dopo inizia a ricattarla e lei non sa come comportarsi. Ma le cose staranno veramente così? Lui è davvero un porco maniaco criminale? Non lo rivelerò.

Episodio bah, niente di che, livello di terrore non pervenuto. Segnalo la breve presenza di Jim Storm, con capelli stile parrucchino. Forse chi guardava Beautiful se lo ricorda come Bill Spencer, avido magnate senza scrupoli.

Passiamo al secondo episodio: Millicent e Theresa.
Le due donne del titolo sono due sorelle, una è mora e casta, l'altra è bionda e mangiauomini. La prima odia la seconda e la accusa di crimini ignominiosi. Decide quindi di farla fuori con una bambola voodoo. Ci riuscirà? Il dottore di famiglia troverà un cadavere, ma di chi sarà?

Il dottore di famiglia. Chi se lo ricorda?
In Tootsie interpretava l'attore-cane che
baciava tutte le donne della serie e lo
chiamavano "La lingua"
 
Anche per questo episodio il livello di terrore è pari a zero. Parlano, parlano, parlano... L'elemento più horror che c'è è la bambola voodoo.

'mmazza che brutta


E arriviamo al terzo atteso episodio, l'episodio la cui sceneggiatura è stata scritta da Richard Matheson in persona! I primi due episodi sono semplicemente stati tratti da sue storie, invece in questo ci ha proprio messo la mano.

Il titolo è Amelie che è anche l'unico personaggio dell'episodio. La vediamo rincasare nel suo appartamento da single con un pacco. Lo apre e dentro c'è una statuetta raffigurante un malvagio spirito cacciatore, dall'aspetto poco rassicurante la cui immagine vi agevolo qui:


Mentre la donna osserva attentamente la statuetta, suona il telefono. È la madre, una donna a quanto pare intrusiva e manipolativa. Amelia ha una lunga conversazione al telefono da cui lo spettatore intuisce i problemi che intercorrono tra le due donne. Per cambiare argomento ed evitare le continue critiche materne, Amelia le racconta della statuetta e le legge le istruzioni sull'acclusa pergamena. Le istruzioni dicono che uno spirito malvagio è rinchiuso nella statua ed è la catena che porta legata in vita a ingabbiare lo spirito. Dovesse la catena cadere, lo spirito uscirebbe. 

E naturalmente, quando Amelia appoggia la statuetta sul tavolo, la catena è la prima cosa che cade e la statua prende vita...

E qui inizia la lotta cruenta tra la donna e il bambolotto impazzito. Come andrà a finire?

Oh, almeno in questo terzo episodo abbiamo una certa suspense, sia prima che la lotta inizi, che durante. Naturalmente, la tecnica dell'epoca non permetteva di indugiare troppo nel mostrare il feticcio mentre aggredisce, per cui le immagini tendono a essere confuse e molto movimentate, ma tutto sommato l'effetto non è male. E il finale è inquietante. Certo, oggi non è niente di nuovo, ma immagino che per l'epoca potesse essere sorprendente.

E ora, stemperiamo un po' l'adrenalina, con il liquore Zabov! Perché siamo dei ghiottoni!


lunedì 6 dicembre 2021

******

Buon inizio settimana anche dal 6 dicembre 1976! Vediamo un po' cosa succede nel mondo.

In prima pagina, il giornale ci informa che Andreotti è andato in USA a chiedere soldi, mentre il ministro degli esteri Ossola è andato in Iran a cercare di vendere i prodotti dell'Italia.

Mmm, molto bene.

Per fortuna che alla Fiat sono arrivati 415 milioni di dollari dalla Libia! Ma niente aumenti di stipendio, comunicano dai piani alti...

Da Milano c'è una buona notizia: è stato progettato un sistema che rende il polietilene biodegradabile, lo trasforma in polvere e successivamente in acqua e anidride carbonica. Il progetto è pronto, potrebbe essere messo in produzione già dall'indomani. E allora come mai, 45 anni dopo, siamo ancora sommersi di plastica? Perché a quanto pare, al momento del dunque, nessuno aveva più interesse per il progetto, manco il committente e quindi nessuno ha cacciato il grano per materializzarlo...

E a Milano non è l'unica delusione... gli appassionati hanno preso d'assalto il cinema Diamante, sperando di poter vedere l'edizione integrale di Gola profonda, ma niente... tutte le scene clou sono state tagliate. Gli appassionati delusi vengono descritti così: "Pochi i giovani, molte le tempie canute, torvi gli occhi, a volte uno stecchino in bocca per conferire un'espressione amara..." Che poesia.

Secondo me è meglio lasciar perdere le gole profonde e invece tuffarsi al cinema nelle acque profonde con:

Quando non c'erano ancora i cinepanettoni

Bene, è il momento di metterci davanti alla tv, stasera scegliamo una di queste Grundig (credo di aver avuto la nr 3):


E guardiamo un po' la programmazione. Sul primo canale, nel preserale abbiamo il mitico "Tre nipoti e un maggiordomo" e dopo la triade Almanacco del giorno dopo/TG/Carosello, ecco che abbiamo il film "La ragazza in vetrina" (1961) di Luciano Emmer. Tra gli sceneggiatori c'è pure Pasolini.

E vediamocelo un po'.

La storia è ambientata in Olanda, tra i minatori, tra cui un gruppo di italiani. Il protagonista è Vincenzo, un ragazzo timidino (ma non troppo) che arriva fresco fresco dal Veneto, per tuffarsi nelle viscere della terra. 

Al giorno 1, gli succede già un incidente e in seguito a un crollo nella miniera, rimane intrappolato in una nicchia insieme al minatore esperto Federico e a un certo Mustafà.

Federico è uno di quelli stile uomo di mondo, uno di quelli che la sanno lunga, a cui non manca mai la parola. Nell'attesa che arrivino i soccorsi (più di due giorni dopo), Federico intrattiene Vincenzo e gli dice che appena usciti fuori andranno ad Amsterdam ad affittare due di quelle ragazze che si mettono in vetrina.

L'inesperto Vincenzo ovviamente ignora chi siano queste ragazze, non è sufficientemente uomo di mondo per saperlo, comunque accetta.

Una volta tratti in salvo, Vincenzo decide che la vita di miniera non fa per lui e decide di ritornare in Italia. Fa la valigia e parte per Amsterdam insieme a Federico, per un weekend di festeggiamenti prima di prendere il treno e tornare in Italia.

Non so perché, ma il protagonista Vincenzo
mi sembra il fratello maggiore di Robin.

Una volta ad Amsterdam, Federico dice che ci pensa lui a tirare fuori due donne, lui conosce la lingua internazionale (versi, gesti e parole casuali), ma di fatto non combina granché, anche perché di fatto lui esce con una prostituta fissa, che però è anche una specie di partner visto che gli fa continue scene di gelosia.

Vincenzo invece è così inesperto che quella che lui pensa essere una prostituta è in realtà una religiosa che gli dice: "Ah, italiano. Italiano pregare poco" e gli rifila un volantino.

La serata poi finisce bene per Vincenzo, perché riesce ad agganciare una prostituta che poi lo porta addirittura nella sua casa di famiglia, dove non ha portato mai nessun uomo. Lei è anche affettuosa e dimostra interesse nei suoi confronti, lui invece è un po' più in balia degli ormoni in fregola. 

Però poi anche lui inizia a provare qualcosa e chissà se poi quel treno lo prenderà...

Film bello, un po' triste, un po' malinconico, un po' romantico, a tratti pittoresco nella rappresentazione di certi personaggi. Film dalla lavorazione travagliata. Ha subito parecchie censure, in particolare perché non era concepibile una storia d'amore tra un bravo ragazzo e una prostituta. Pretty Woman aveva ancora da venì...