giovedì 9 dicembre 2021

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Buondì dal 7 dicembre 1978, anche se probabilmente con il fuso orario -24, magari quello di qualche isola della Papuasia.

Ebbene, stasera belli, pronti e carichi per la tv! Ci sono anche gli incentivi se si cambia televisore.


Viene la tentazione di cambiare subito tv, perché fino a Natale ci danno anche il telegioco! Non capisco bene che consolle sia, una che probabilmente fa concorrenza al Polistil qui di seguito.

Non capisco perché il punteggio sia sempre 15 in tutti i giochi! Comunque, vedo sotto 7 tasti, chissà se i giochi erano proprio 7? Chissà quali erano.

Ma bando alle ciance, stasera serata da brivido! Dribbliamo il quiz di Mike Bongiorno sul primo canale e ci fiondiamo sul secondo perché c'è il ciclo "Sette storie per non dormire" con il film "Trilogia del terrore"! Paura, paura, sul secondo canale!

Ci dobbiamo preparare allo scopo e siccome era un po' che non si beveva, tiriamo fuori dal frigobar qualche bel liquorino che ci darà il coraggio per affrontare il terrore televisivo!

Il primo è per uomini veri, uomini forti. Eccolo:


Che poi, cosa vorrà dire: "Il regalo dell'uomo forte"? È il regalo adatto all'uomo forte o è l'uomo forte che fa il regalo? Non potevano dire: "Il regalo PER l'uomo forte"? Comunque notare che c'è scritto "L'amarissimo che fa benissimo". Mitico slogan (con il solito sottotesto della bevanda alcolica che fa bene) che però viene 'smontato' dalla seguente pubblicità:

Purtroppo credo non si riesca a leggere bene il testo, comunque dice: "Chinamartini non è solo un amaro molto salutare. È anche un amaro con un gusto ricco e piacevolissimo. Proprio il contrario di tanti altri amari che, con la scusa di far bene, hanno un gusto, diciamo molto... discutibile."

Ah! È forse una stoccata agli amarissimi di cui sopra!?

Non importa, beviamoceli tutti e due e sediamoci a guardare il film. Vabbè, film è una parola grossa, dura poco più di un'ora ed è composto da tre episodi.

Comunque, la locandina promette bene: donne strillanti e mostri ghignanti, vortici risucchianti e caratteri sanguinanti...

Parte il primo episodio che si intitola "Julie". La Julie in questione è un'insegnante, tutta vestita a modo, capelli a crocchia, occhiali da professoressa, modo di fare serio e forse un po' nervosetto. Da certe scene successive, sembra di intuire che la donna deve aver subito qualche trauma.

Ma durante una lezione, si siede sulla cattedra e inaspettatamente lo spacco della sua gonna si apre in modo quasi inguinale. Dev'essere quello che in America chiamano "malfunzionamento del guardaroba", una esposizione incidentale, avvenuta in questo caso senza malizia. Infatti, finita la lezione, la professoressa prende i suoi libri e se ne va goffamente.

Ma quello stacco di coscia, quasi mutanda, accende la fantasia di uno studente che prima spia la professoressa sottocasa e poi le chiede di uscire. Lei accetta, ma durante l'appuntamento lui le mette di nascosto del sonnifero nella bevanda, poi la porta in un motel dove abusa di lei. Non contento, fotografa tutto.

Il giorno dopo inizia a ricattarla e lei non sa come comportarsi. Ma le cose staranno veramente così? Lui è davvero un porco maniaco criminale? Non lo rivelerò.

Episodio bah, niente di che, livello di terrore non pervenuto. Segnalo la breve presenza di Jim Storm, con capelli stile parrucchino. Forse chi guardava Beautiful se lo ricorda come Bill Spencer, avido magnate senza scrupoli.

Passiamo al secondo episodio: Millicent e Theresa.
Le due donne del titolo sono due sorelle, una è mora e casta, l'altra è bionda e mangiauomini. La prima odia la seconda e la accusa di crimini ignominiosi. Decide quindi di farla fuori con una bambola voodoo. Ci riuscirà? Il dottore di famiglia troverà un cadavere, ma di chi sarà?

Il dottore di famiglia. Chi se lo ricorda?
In Tootsie interpretava l'attore-cane che
baciava tutte le donne della serie e lo
chiamavano "La lingua"
 
Anche per questo episodio il livello di terrore è pari a zero. Parlano, parlano, parlano... L'elemento più horror che c'è è la bambola voodoo.

'mmazza che brutta


E arriviamo al terzo atteso episodio, l'episodio la cui sceneggiatura è stata scritta da Richard Matheson in persona! I primi due episodi sono semplicemente stati tratti da sue storie, invece in questo ci ha proprio messo la mano.

Il titolo è Amelie che è anche l'unico personaggio dell'episodio. La vediamo rincasare nel suo appartamento da single con un pacco. Lo apre e dentro c'è una statuetta raffigurante un malvagio spirito cacciatore, dall'aspetto poco rassicurante la cui immagine vi agevolo qui:


Mentre la donna osserva attentamente la statuetta, suona il telefono. È la madre, una donna a quanto pare intrusiva e manipolativa. Amelia ha una lunga conversazione al telefono da cui lo spettatore intuisce i problemi che intercorrono tra le due donne. Per cambiare argomento ed evitare le continue critiche materne, Amelia le racconta della statuetta e le legge le istruzioni sull'acclusa pergamena. Le istruzioni dicono che uno spirito malvagio è rinchiuso nella statua ed è la catena che porta legata in vita a ingabbiare lo spirito. Dovesse la catena cadere, lo spirito uscirebbe. 

E naturalmente, quando Amelia appoggia la statuetta sul tavolo, la catena è la prima cosa che cade e la statua prende vita...

E qui inizia la lotta cruenta tra la donna e il bambolotto impazzito. Come andrà a finire?

Oh, almeno in questo terzo episodo abbiamo una certa suspense, sia prima che la lotta inizi, che durante. Naturalmente, la tecnica dell'epoca non permetteva di indugiare troppo nel mostrare il feticcio mentre aggredisce, per cui le immagini tendono a essere confuse e molto movimentate, ma tutto sommato l'effetto non è male. E il finale è inquietante. Certo, oggi non è niente di nuovo, ma immagino che per l'epoca potesse essere sorprendente.

E ora, stemperiamo un po' l'adrenalina, con il liquore Zabov! Perché siamo dei ghiottoni!


15 commenti:

  1. Ah, queste maratone di Natale che costringono a pubblicare a orari improponibili... spero di non ritrovarmici anch'io, comunque grazie.
    I due amari li ricordo benissimo, China Martini puntava appunto sul fatto di non essere troppo amara, mentre Petrus aveva una pubblicità che ha sdoganato l'ouverture del Coriolano di Beethoven, che apre con una serie di colpi ritmati nello spot da un pugno di armatura che batte sul tavolo - forse per chiedere con fermezza che gli venga portato il Petrus, e subito!

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    1. Ma grazie a te per i bei commenti.
      Sono appena andata a guardare le pubblicità del Petrus perché volevo proprio vedere come batteva quel pugno! ahah l'ho trovata eccola qua
      https://www.youtube.com/watch?v=scxtPpy48J8
      che poi mi fa ridere l'uomo alla fine come tiene il bicchierino, dai è ridicolo.
      Poi ci sono altre pubblicità che indugiano sui sapori genuini dell'Olanda e si vede il pescatore in barca, con la bottiglia di Petrus in mano e il bicchiere nell'altra... immagino come guiderà la barca dopo.
      Negli anni '80 invece c'è l'uomo di successo che evidentemente ha pestato i piedi a qualcuno e una tipa cerca di farlo fuori con una balestra, ma colpisce il Petrus e parte lo slogan: "Il successo ha il gusto amaro". Immagino la dessero tra una puntata di Dallas e una di Dynasty.

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  2. Karen Black ha un che di inquietante pure lei e anche una capacità trasformistica non da poco! Tutto merito della Rai!

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  3. Vedi che anche all'epoca c'erano varie offerte per cambi di televisori? ;)
    Accidenti, ma quanto si beveva... una cosa incredibile. "L'amarissimo che fa benissimo" è un vero cult!

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    1. Infatti, infatti, ho inserito la pubblicità proprio per quello, per i soliti corsi e ricorsi storici :D
      E allora a quanto pare si iniziava a parlare di trasmissioni via satellite perché l'anno prima a ogni paese era stato assegnato un satellite!

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  4. Mai sentita quest'opera, ma la bambola voodoo amigurumi mi mancava.
    Proprio un "meh" ma forse all'epoca poteva avere il suo perché, e i film a episodi andavano forte.
    W l'alcool del Petrus, dello Zabov e del China Martini^^

    Moz-

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    1. ahaha la bambola amigurumi! :D in effetti!
      cmq l'episodio migliore mi pare quello del feticcio assassino, certo oggi abbiamo visto di tutto di più, ma allora era forse abbastanza nuova come idea. Quel segmento ha avuto successo e in "Trilogy of Terror 2" il feticcio ritorna per uccidere ancora.

      Ahahaah, anche tu sei entrato in modalità alcolica! Lo Zabov devo dire che non lo conoscevo, ero rimasta al Vov, cmq pare sia ancora attivo!

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  5. Mia madre faceva il Vov in casa e ha dovuto smettere perché glielo prosciugavo... Era troppo buono

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    1. Vecchio intenditore :D c'era una signora che conoscevo, che proponeva il VOV (forse anche quello era fatto da lei) a ogni occasione per tirarsi su. :D

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  6. Oh, che bello, una pubblicità natalizia vintage!
    Il telegioco non lo capisco neanche io ma mi sa che hai ragione, è simile a quello dopo della Polistil. Comunque a parte il punteggio, anche i vari sport sembravano sempre la stessa cosa 😆 Da un amico ho giocato solo al tennis.
    Sto ridendo come un matto per le pubblicità alcoliche... sia per lo slogan che non ha molto senso, come sottolinei tu, sia per la controfigura di Clint Eastwood ma soprattutto per "L'amarissimo che fa benissimo" 😂 È un po' come il whisky che veniva spalmato tramite dito all'infante al quale stavano spuntando i dentini o quando li facevano addormentare col gas dei fornelli accesi (qualora dovessi diventare papà, userei entrambi i metodi, quelli delle nonne e bisnonne sono i migliori e sono venuti su tutti sani... e alcolizzati!).
    Lo Zabov sembra un po' il Vov e un po' l'egg nog americano... perfetto per il periodo natalizio!

    Mi è uscito fuori un commento più lungo dei miei post... la chiudo qui con la locandina. Per restare in tema natalizio, a me sembra quella di un episodio del Muppet Show 🤣

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    1. Mi sa che erano davvero tutti uguali quei giochi. Ma la pelota in cosa consiste? _nel giocare da soli contro un muro??
      Queste pubblicità liquoresche ci fanno venire istinti alcolici, mi sa :D Certo slogan sono veramente pazzeschi, non c'era anche l'Unicum: "forte come il tuono ma buono"? Eh, oggi non ci sono più gli slogan memorabili di una volta (ahah modalità vegliarda on)
      E lo Zabov esiste ancora! Ho visto che da non molto ha festeggiato i suoi primi 70 anni, dai provalo per le feste e poi mi dici se è buono. Alan Ford lo berrebbe, ne sono certa.
      Non sapevo della tecnica del whisky sui denti degli infanti, ma praticamente lo scopo era di ubriacarli un pochetto in modo da anestetizzarli??

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    2. La pelota boh? O è battimuro o una specie di squash, in entrambi i casi fanno molto bambino solo e triste 😆
      Non lo conosco lo sloga "forte come il tuono ma buono" ma è fantastico! 😂
      Lo Zabov alla fine non l'ho provato, sarà per l'anno prossimo!
      Ma che ne so sul whisky? Penso che fosse convinzione che anestetizzasse la gengiva ma non mi risulta che questa pratica abbia effetto, almeno non sugli adulti. Ecco, se ti ubriachi non senti più niente, quello sì, poi però l'indomani son cazzi per il mal di testa che non ti toglie nessun analgesico! 😆

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    3. Mi sa che prima o poi dovrò iniziare la rubrica specifica "Alcol al cinema"! S'impone! :D E la prossima volta che vado al supermercato voglio vedere se hanno lo Zabov!
      Comunque sì, gli effetti devastanti del post sbronza o comunque dell'alcol, da giovani si sentivano meno! Infatti ho praticamente smesso. Non so come facessero a Hollywood che erano sempre col bicchiere in mano. Forse nell'altra mano avevano gli analgesici bomba, altrimenti non si spiega come potessero reggere.

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  7. ahahah "L'amarissimo che fa benissimo"... ma pensa te, quindi Ezio Greggio citava questa pubblicità quando, nel "Drive In", presentava un forzuto definendolo "il Macistissimo che fa malissimo" :-D

    Pensa che il Petrus l'ho visto pubblicizzato per tutta l'infanzia ma non m'è mai capitato di assaggiarlo, tanto perché dicevano che la pubblicità induceva gli spettatori all'abuso di alcol. Invece sono i tuoi post alcolici a farmi venir voglia di cercarlo al supermercato. Potrei fare un Avvento Alcolico di Natale, assaggiando tutti i liquori che hai citato :-D

    Quel gioco del tennis con le stanghette ce l'ho avuto, non ho idea di come ma un giorno è apparso in casa poi è sparito. (Ipotizzo fosse stato prestato da qualche parente, ma ero troppo piccolo e non ricordo proprio.)
    Era appassionante come compilare un 730, ogni tanto ci giocavo perché ero attirato dalla magia informatica, ma dopo cinque minuti di stanghetta che si muoveva mi rompevo e mollavo: era un'anticipazione della mia storica poca pazienza per i videogiochi.

    Per finire, hai notato com'è cambiato il modello maschile negli anni? All'epoca il "maschio forte" beveva superalcolici e aveva la faccia scavata nel cuoio: oggi le pubblicità mostrano fotomodelli efebici dalla pelle molto più liscia delle colleghe :-P

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    1. Non capisco come sia possibile che vedo questo commento solo oggi! Più di due mesi dopo! E questo significa che mancano solo 10 mesi all'Avvento alcolico del 2022! E se il Petrus è così amaro come viene detto, mi sa che ci vuole proprio un pandoro vicino a fare da contraltare. E mi sa che Greggio faceva proprio riferimento al Petrus! :D

      Anche io ho un ricordo vago del tennis a stanghette, sono sicura di averci giocato ma non ce l'avevamo proprio noi a casa; i ricordi più definiti arrivano con giochi più evoluti, anche se non di tanto.

      Eh adesso i modelli sia maschili che femminili sono molto cambiati e sono aumentati anche i prodotti per la cura maschile. Il maschio dalla faccia scavata nel cuoio adesso deve mettersi un dopobarba che lo renda morbidoso! :D Andare dietro alle mode e alle estetiche è qualcosa di allucinante. Per carità.

      Comunque adesso che ci penso, riguardo ai superalcolici, mi pare che le pubblicità puntino molto sul far gruppo, fanno sempre vedere questi mucchi di ggggiovani che ballano e si dimenano e si divertono ecc ecc. Non è più una prova di forza bere un amarissimo!

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