Uno apre il giornale ai giorni nostri e vede un sacco di notizie negative. Pandemia a parte (facile a dirsi), uno pensa, il mondo va a rotoli. Ma se va a guardare il giornale il 4 dicembre del 1979, le cose non è che andassero poi molto meglio: crisi energetiche, scioperi, attentati, incidenti, questioni sui missili USA-URSS che bisognava decidere se dovevano essere prodotti di più o di meno.
Il giorno prima si era verificata la tragedia al concerto degli WHO a Cincinnati. Troppe persone in troppo poco spazio hanno causato la morte di 11 persone.
Di certo deve aver fatto sensazione, all'epoca, la notizia in prima pagina che parlava del suicidio dell'imitatore Alighiero Noschese, avvenuto il giorno prima.
Sulla Stampa c'è perfino un articolo che parla dell'aumento di anidride carbonica nell'atmosfera e di come sia auspicabile che in tutte le specie animali e vegetali si mantenga la maggior differenziazione possibile. In agricoltura e in allevamento vengono selezionate razze e piante, ma bisognerebbe preservare anche quelle originarie, perché se succede qualcosa, non è più possibile ritornare indietro, ha detto l'autore del pezzo. Ho percepito un certo allarme strisciante in quell'articolo.
Come si fa adesso a fare un post leggero dopo questo inizio deprimente? Mi sono ficcata in un ginepraio! Ci proviamo! Parliamo di musica.
Finora non abbiamo parlato delle canzoni che andavano in voga nel periodo in cui sono ambientati i post. Per esempio, vi dico che nella settimana del 4 dicembre, l'album più venduto è uno di Julio Iglesias. Ci sta, non mi stupisco, il vecchio Julio ha fatto sfracelli in termine di vendite.
Ma mi chiedo se riuscireste a indovinare qual è il 45 giri più venduto. E non solo per una settimana. A me non sarebbe mai venuto in mente.
Ebbene al primo posto della classifica troviamo la canzone "Remi e le sue avventure" cantata dai Ragazzi di Remi. Capisco che Remi era un cartone famoso, chi non guardava lo strappalacrime Remi? Ma addirittura al primo posto in classifica?! Sarebbe un po' come se oggigiorno la più venduta/scaricata fosse la sigla di Masha e Orso??
Questa è la classifica completa.
- Remi e le sue avventure - Ragazzi di Remi
- Disco bambina - Heather Parisi
- Buona Domenica - Antonello Venditti
- Se tornassi - Julio Iglesias
- L'aria del sabato sera - Loretta Goggi
- Cicciottella - Loretta Goggi
- Che ne sai - Riccardo Fogli
- Comprami - Viola Valentino
- Pop muzic - M.
- Ciao nonnino - Macario
Ma ora è il momento di una bella cenetta preparata da noi, o meglio, dalla macchina della pasta. L'avete mai provata? La pubblicità dice che "sviluppa sull'impasto una pressione 25 volte più intensa della forza sprigionata dalle mani di una massaia".
E quella pasta non la vogliamo innaffiare con un bel bottiglione di vino con tappo corona!?
Non so se si riesce a vedere, ma è davvero un tappo corona. L'avete mai vista voi una bottiglia di vino con un tappo corona? Giuro di non averla mai vista. Casomai un tappo a vite, come quello che ci propone il signor Folonari. E non lasciatevi ingannare dal fatto che ci dà quel bicchierino così piccolo. Abbiamo stabilito che negli anni '70 si beveva a volontà dunque quel bicchiere è solo per l'assaggio. E secondo quello che diceva lo slogan (che ho tagliato per sbaglio), bastava il bicchierino per capire che il vino era bbono.
Bene, accomodiamoci davanti alla tv e guardiamo cosa c'è di bello. Oggi guardiamo il film su questo televisore che scellofaniamo per l'occasione.
Il 4 dicembre, nel decennio del '70 c'erano quattro film tra cui scegliere. Nel '72 c'era "Era notte a Roma" di Rossellini, che però dalla descrizione mi sembrava un po' deprimente, poi nel '74 c'era "Stato d'allarme", film bellico con un cacciatorpediniere che insegue un sommergibile tra i ghiacci artici. Nel '78 c'era "La mummia" versione Peter Cushing che però avevo già visto.
Ed ecco che infine, dal 1979, chi c'era a chiamarmi? C'era il grande Vincent Price con "Oscar insanguinato". E quando Vincent Price chiama, non si può non rispondere!
Il titolo italiano è fuorviante, perché gli Oscar non c'entrano per niente. C'è un premio di mezzo ma non è un Oscar.
Il protagonista è Edward Lionheart, un attore shakespiriano di impostazione antiquata e inviso ai critici che per l'ennesima volta si rifiutano di assegnarli un premio, preferendogli invece un attore di primo pelo.
Egli, disperato per il mancato riconoscimento della sua arte, si getta nel Tamigi e il suo cadavere scompare. Viene dichiarato morto ma in realtà viene salvato da alcuni senzatetto che diventano poi i complici della vendetta tremenda che l'attore infligge al gruppo di critici.
Lionheart uccide uno alla volta i suoi nemici, utilizzando le modalità di assassinio che si vedono nelle opere di Shakespeare da lui interpretate e stroncate dai critici. Queste uccisioni sono cruente e brutali, naturalmente non si vede niente, e lo stile è quello dello humor nero, non serio alla Seven, ma in qualche caso ho pensato: cavolo, in prima serata andava in onda questo?
Vincent Price spadroneggia e gigioneggia dall'inizio alla fine e quando uccide le sue vittime adotta tutta una serie di travestimenti, a volte sono da teatro classico, altre volte tipo così:































