Il 21 agosto del 1911, Vincenzo Peruggia, un operario originario della provincia di Varese, ruba la Gioconda dal Louvre. La tiene nascosta per due anni a casa sua a Parigi, in uno spazio nascosto sotto il tavolo. Due anni dopo il furto, il Peruggia torna in Italia e scrive sotto falso nome una lettera a un collezionista d'arte fiorentino, proponendogli la vendita del quadro, a patto che il dipinto venga poi conservato in Italia. Non è chiaro se il Peruggia effettivamente avesse proposto la vendita, ma si aspettava comunque una ricompensa per aver riportato il quadro in Italia.
L'11 dicembre del 1913, il collezionista si incontra col Peruggia che gli mostra il quadro e glielo dà in custodia. Naturalmente il collezionista informa i carabinieri, che arrestano il Peruggia il giorno dopo, il 12 dicembre.
(Wikipedia in napoletano ci riassume il tutto dicendo:
"'A Giacunna vene recupetata a Firenze duje anne doppo ca fuje arrobbata 'a 'int'ô Louvre").
Il motivo principale del furto sembrerebbe essere stato il patriottismo: al Peruggia stava sulle scatole il fatto che un dipinto italiano stesse in Francia e secondo lui era stato Napoleone a rubarlo all'Italia. Ad ogni modo, il Peruggia è stato condannato a un annetto di prigione, ma la pena è stata poi ridotta, perché il suo atto è stato considerato appunto patriottico e quindi tutto è finito a tarallucci e vino, anche i rapporti Italia-Francia.
Che mi risulti, esistono solo due film che hanno come argomento il furto della Gioconda. Il primo si intitola "Der Raub der Mona Lisa" (1931), mentre il secondo è "Il ladro della Gioconda" (1966). Quest'ultimo film l'ho trovato solo con doppiaggio russo, nientemeno, quindi non l'ho visto.
Il primo film invece l'ho trovato solo in tedesco, ma ho deciso comunque di guardarlo perché mi sembra che la storia sia un po' più attinente alla vera storia del furto.
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Il film inizia al Louvre, dove un tizio decanta a un gruppo di visitatori le meraviglie della "Mona Lii-sa" (immaginatevelo pronunciato da Pico de Paperis o in alternativa da Janosz di Ghostbusters 2).
Ma subito dopo, facciamo la conoscenza del nostro protagonista: è proprio lui, Vincenzo Peruggia che, in un momento di pausa dal lavoro, sta leggendo un libro.
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Sta leggendo "La campagna di Napoleone in Italia" Ecco che è stata abilmente inserita la fissazione di Peruggia |
Ma la sua lettura dura poco, perché il Peruggia viene spedito al Louvre dalla sua datrice di lavoro (che gli fa pure gli occhi dolci), a mettere il vetro su alcuni quadri. Il nostro eroe si dirige dunque al museo dove c'è un gran fermento di lavoratori e lavoratrici che si danno da fare per mettere a lustro i pavimenti e le opere. C'è persino un tentativo di umorismo: prima si vede una donna che pulisce ben bene la faccia di un busto, anche dentro le narici, poi si vede il supervisore degli operai, che con un fazzolettone si pulisce le sue, di narici.
Il nostro Vincenzo inizia a trafficare sulla Gioconda e ne è subito rapito, quasi ipnotizzato. Anche una volta aver messo il vetro al quadro ed essere uscito a passeggiare per le vie di Parigi, continua a pensare alla Monna Lisa, tanto da comprarne un poster e appenderlo sopra il letto, nella sua cameretta.
E cosa farà mai, un italiano malinconico nella sua cameretta? Facile: estrae un mandolino e inizia a cantare una serenata al poster della Gioconda.
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Pure la cornice ha messo al poster! E con gran devozione gli suona una canzona
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Mentre il Peruggia è assorto a suonare, contemplando la Gioconda, si ode un canto di donna: è la cameriera del palazzo di fronte. Il Peruggia la vede e se ne innamora all'istante, perché secondo lui è uguale alla Monna Lisa.
Inizia dunque a stalkerarla e la pedina fin dentro a un cinema, dove, tomo tomo, le si siede vicino. Il film proiettato fa vedere un prestigiatore che riesce a far magie solo per mezzo del montaggio, una cosa tristissima. Ma al Peruggia non interessa, perché il suo scopo è attaccare bottone con la cameriera. Sfodera subito il suo fascino da maschio italiano e offre alla ragazza una specie di lupino. Nonostante gli cada poi tutto il sacchetto per terra, la ragazza sembra essere da lui piacevolmente colpita (ma mi sembra di capire che lui le racconti un po' di palle, spacciandosi per artista).
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Una versione alternativa del "fare il piedino": raccogli un po' sta roba che ti è caduta!
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Insomma, dopo il cine, il Peruggia porta la ragazza a ballare e mentre ballano si gorgheggiano canzoni in faccia. Evidentemnte il Peruggia ci sa fare, perché dopo il ballo, riesce a portarsi la ragazza nel suo appartamento!
Mentre lei ammira il poster della Monna Lisa, lui ci prova, ma lei gli sguscia via. Allora lui gioca la carta "sei bella come la Gioconda", lei sembra cascarci, ma poi si incazza perché si accorge che lui l'aveva spiata dalla finestra o forse perché scopre che lui non è un artista, non ho capito bene. Alla fine lei conclude la serata dicendogli che il suo futuro marito deve fare qualcosa di molto speciale per lei.
Allora a lui viene l'ideona pazzesca: rubare la Gioconda!
Subito prima di compiere il furto, mette un biglietto sotto la porta di lei con scritto: "Oggi farò per te una cosa che nessuno ha mai fatto" e si firma "Peruggia". Cavolo, scrivi almeno Vincenzo!
E qui inizia il furto, che sinceramente nel film è proprio ridicolo forte.
Vincenzo si procura un alibi andando nel bar vicino al museo e mettendosi a giocare a scacchi col suo supervisore (quello che si puliva il naso all'inizio del film). A quanto pare, il Peruggia fa una mossa galattica che costringe il supervisore a spremersi molto le meningi per riuscire a rispondere decentemente. Intanto che l'omino pensa, il Peruggia si allontana, forse dicendo che deve andare in bagno, e corre al Louvre, con l'intento di rubare la Gioconda.
Il vero Vincenzo Peruggia ha compiuto il suo furto in un giorno in cui il museo era chiuso ai visitatori, invece qua nel film, il museo è pieno di gente. La scena del furto è la seguente: si vede l'ombra di una mano allungarsi sulla Gioconda, poi viene inquadrato il cartello "vietato toccare i quadri", poi si vede il muro senza Gioconda, con solamente la sagoma più scura.
Piuttosto comico il modo in cui il guardiano passa davanti al muro senza Gioconda, lo guarda distrattamente e solo dopo si accorge che manca il dipinto!
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Un momento: mi sembra che manchi qualcosa...
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Praticamente capiamo che il Peruggia ha tirato giù il dipinto dal muro, se l'è nascosto sotto l'impermeabile (a quanto pare con tutta la cornice), è andato a casa ad appoggiare il quadro e poi è ritornato al bar, dove il supervisore è ancora lì che sta pensando a che mossa fare. Fa la mossa e Peruggia gli dà scacco matto in un secondo. (Comunque mi aspetto che tutta questa scena di cui non metto nessun fotogramma, apparirà nel blog
CitaScacchi di Lucius.)
L'incredibile furto non sembra però avere l'esito sperato, perché quando la cameriera di cui è innamorato arriva nel suo appartamento e lui le dice: "Ho rubato la Gioconda!", lei lo smonta subito e gli risponde qualcosa tipo: "Ma me stai a cojona'? Quello è il solito poster!"
Al povero Vincenzo non va meglio nemmeno al commissariato di polizia. Ha deciso infatti di autodenunciarsi e tutto orgoglioso dice di essere lui il ladro della Gioconda, ma i poliziotti lo prendono per un cazzaro mitomane, anche perché a quanto pare, il supervisore poco bravo agli scacchi ha dichiarato di essere stato in compagnia di Vincenzo al momento del furto.
Il povero Peruggia è triste e non gli rimane che passare le giornate suonando il suo mandolino e cantando "Warum lächelst Du Mona Lisa?" (Perché ridi Monna Lisa?)
Passa il tempo e ci ritroviamo a Firenze, accompagnati dalle note di Santa Lucia. Peruggia incontra l'antiquario Alfredo Geri (alla tedesca è pronunciato "Gheri"), al quale consegna la Gioconda in cambio delle spese sostenute per arrivare in Italia. Il povero Vincenzo pensa che tutto sia finito, ma sappiamo che lo attende il sole a scacchi.
I giornali di tutto il mondo titolano il ritrovamento.
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Prima pagina del Corriere della sera, anche se l'intestazione sembra un po' manipolata. Notare che hanno pure sbagliato a scrivere il cognome del nostro eroe. Non gliene va bene una.
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Ma anche se per tutto il film, al povero Vincenzo le cose sono andate tutte storte, in tribunale riuscirà a prendersi la rivincita.
Bene, amici pinacotechici, anche per oggi è tutto!