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lunedì 21 dicembre 2020

CineAvventario #21

Ultima frenetica settimana!
Il 21 dicembre del 2012 era il giorno della profezia dei Maya, ma noi non ci occuperemo certo di catastrofate tipo "2012" e simili. Giammai! Aprite, orsù!



Abbandoniamo le catastrofi e ci concentriamo sui cruciverba. Lo sapevate che il primo cruciverba ("Word-cross puzzle") veniva pubblicato come oggi, nel 1913, sul New York World? Questo primo cruciverba è stao ideato da un enigmista britannico, tale Arthur Wynne.

Anche se si potrebbe discutere la paternità, perché nel 1890, era stato pubblicato su una rivista milanese uno schema 4x4 di parole incrociate, ad opera di tale Giuseppe Airoldi, funzionario municipale del comune di Lecco.

Ma pare che questo Airoldi non venga tenuto in considerazione e il mondo tutto attribuisce a Wynne la paternità delle crosswords. Povero Airoldi!

Ma lasciamo perdere la paternità e concentriamoci sul gioco in sé. Dunque, come collegamento cinematografico, vi propongo quest'oggi uno dei più strani film che io abbia mai visto. Si chiama "Marathon" ed è stato presentato anche in Italia con il sottotitolo "Enigma a Manhattan".

Ho visto il film diversi anni fa e dunque ho dimenticato parecchio. Scriverò questo post cercando di ravanare nei ricordi e vediamo un po' cosa ne esce. (Dovrei farmi ipnotizzare in modo da ripescare le memorie perdute!)

La protagonista del film è una tipa appassionatissima di cruciverba e si è fissata che deve riuscire a risolvere più di 77 cruciverba in 24 ore, battendo il suo personale record stabilito l'anno precedente.

La ragazza ha quindi selezionato parecchi cruciverba, non so bene con quale criterio, e passa la giornata a risolverli uno dietro l'altro. Ma siccome a casa non riesce a concentrarsi, troppo silenzio, va in giro per New York, in particolare nelle metropolitane e risolve lì i suoi schemi.

Mi sembra di ricordare che non stia fuori tutto il tempo, sta un po' a casa, poi esce, poi ritorna e via così. Quando è a casa, ascolta i messaggi che le ha lasciato la madre in segreteria. Non mi ricordo esattamente cosa le dice questa madre, ma mi pare che anche lei abbia la fissa dei cruciverba e anche lei in passato avesse fatto queste sfide con se stessa. Quindi la madre le dà consigli su come gestire la questione. Poi però si preoccupa e chiama ripetutamente per sapere se la figlia è viva oppure no.

La protagonista, con alti e bassi, passa le ore a risolvere schemi, ma le vengono le crisi, non riesce, si blocca, non ha voglia, ma poi riprende, però si deconcentra e si perde via a guardare la gente, a sentire i rumori incessanti della metro, le porte che si aprono, lo sferragliamento, ecc.

Il film è bianco e nero e ci mostra una New York molto poco New York, almeno, questo è quello che mi ricordo delle percezione che ho avuto all'epoca della visione. Mi pareva quasi una città qualsiasi.

Vediamo alternatamente la protagonista immersa nella metropoli e immersa nei cruciverba di casa sua, dove sulle pareti sono appiccicati schemi su schemi. Ricordo che lei ha addirittura un timbro con cui contrassegna quelli risolti, ma vorrei ricordare cosa viene timbrato. Non so se un "solved" o se veniva fuori il numero del cruciverba.

La ragazza è abbastanza delirante in questa sua fissazione, poi è praticamente sempre sola e dunque quando si ha una fissazione e si sta da soli, molto spesso la cosa raggiunge proporzioni psicotiche.

Casomai vi capitasse di imbattervi in questo film, fatemi sapere!

Bene, anche per oggi è tutto!

domenica 23 dicembre 2018

Calendario natalizio #23

Ci stiamo avvicinando al termine di questo calendario natalizio e, come avviene per gli spettacoli pirotecnici, che all'ultimo i botti si susseguono a distanza ravvicinatissima, adesso vi proporrò un fuoco di fila di locandine "meravigliose e stupende" in salsa festiva!
Innanzitutto vi comunico che nelle locandine natalizie sono tre gli elementi caratteristici che appaiono più spesso.
Partiamo con il numero 1:

Il nastro rosso! È un elemento diffusissimo e gettonatissimo. Nella locandina qua sopra vediamo Viviva A.Fox che al suo attivo ha almeno 9 film natalini.

Ecco un altro esempio, con Patrick Muldoon (7 film natalini):


Ora passiamo all'elemento caratteristico nr 2: personaggi avvolti da lucette!


Non avete idea di quanti personaggi avvolti da lucette ho visto nella mia ricerca locandinante. In questo poster si vede spuntare Eric Roberts (5 film natalini).

Ora passiamo all'elemento numero 3: la boccia di vetro con neve dentro, qua di seguito combinata con l'elemento nr 2. (Nei film horror, l'elemento più spesso presente in locandina è l'accetta.)


Abbiamo di nuovo Muldoon a cui stavolta si affianca Dina Meyer ma lei ha solo 3 film natalini all'attivo, una novellina.

Ecco altro esempio di una "bellissima" locandina di film dal titolo così originale che di più nun se po'. C'è C.Thomas Howell (4 film natalini).


Non so se in queste locandine natalizie appare più spesso la parola "magic" o la parola "miracle". Comunque, questa locandina è così originale che l'hanno usata anche per un altro film (c'è pure l'ex Ridge di Beautiful - solo 2 film natalini)


Potrebbe essere che uno sia la parodia dell'altro, non lo so, preferisco non indagare.
A proposito: che ne pensate di questa locandina di un film con Daniel Baldwin?


Non riesco a immaginare che faccia deve avere quel Babbo Natale, viste le espressioni un po' discordanti dei 3 in finestra.

Per la serie, locandine deprimenti:


Per la serie, locandine incomprensibili (cosa sono quelle cose alle finestre? E quello scoiattolo distorto vicino alle candele?):


Come fare una brutta locandina avendo a disposizione degli attori belli:


Un'accozzaglia di immagini senza un senso.
E chiudiamo con una locandina di film sudamericano.


Ma perché il prete ha la tonaca grigia??

sabato 15 dicembre 2018

Calendario natalizio #15

C'è un film non natalizio, il cui arco narrativo copre un periodo di diversi anni. Questo fa sì che ci siano diverse scene che si svolgono nel periodo di Natale e, anzi, sembra quasi che i due antagonisti si diano una sorta di appuntamento "festivo".
Avete capito di che film sto parlando?

Ma certo che sì: del frizzante Prova a prendermi, dove Leonardo DiCaprio è inseguito da Tom Hanks attraverso gli anni e le nazioni.

Nella primissima parte del film, vediamo DiCaprio felice in famiglia mentre osserva i genitori ballare.

Non c'è film in cui Christopher Walken non accenni a qualche passo di danza.

Poi, dopo che è ormai diventato un falsario provetto e inizia a godersi agi e lussi, DiCaprio telefona a Hanks che se ne sta invece tutto solo in ufficio, il giorno di Natale.

To protect and to serve 24/7

Altro Natale, dopo una sbevazzata al bar con il padre,


DiCaprio telefona di nuovo in ufficio a Hanks, che però almeno stavolta non è lì tutto solo e mogio.

Anche l'albero è più grande adesso

Ma arriva il momento in cui, dopo anni di inseguimenti, Hanks arresta DiCaprio e lo fa in Francia. La scena avviene in una piazza, la vigilia di Natale, e sui gradini di una chiesa c'è un coro che canta Gloria in Excelsis Deo. Una bellissima scena, la calma prima dell'arrivo sguaiato delle sirene della polizia.


DiCaprio e Hanks tornano in America, ma DiCaprio compie un'ultima rocambolesca fuga sgusciando fuori dall'aereo, subito prima dell'atterraggio, passando attraverso il wc del minuscolo bagno. Va a casa della madre, ma rimane male vedendola tranquilla e felice con la sua nuova famiglia.


Ma per una carriera da falsario che finisce, ce n'è un'altra che inizia...

mercoledì 12 dicembre 2018

Calendario natalizio #12

Avete presente il test di Rorscharc, quel test psicologico dove ti fanno vedere le macchie di inchiostro e devi dire cosa vedi? E scommetto che qualsiasi risposta dai, poi salta fuori che hai qualche strana sindrome o patologia oscura.

Ebbene, oggi vorrei farvi vedere una locandina e chiedervi un po' cosa ci vedete. Pronti?

Se non siete svenuti, per favore datemi una spiegazione.
A parte la trovata originale di inserire gli attori nelle palle dell'albero, che poi si capisse una faccia che sia una, ma cosa fa quell'uomo in piedi? Irrompe nel salotto della donna, che se ne stava placida a leggere un manoscritto miniato, e le getta addosso strani volantini?? E non contento dell'irruzione, osa pure gridarle qualcosa?

Forse lei è sua moglie e i volantini sono dei buoni sconto da spendere nel reparto "Fai da te" e che lei ha buttato per impedirgli di acquistare l'ennesima pistola colla a caldo o l'ultimo soffiatore dalla potenza monsonica per soffiare tutte le foglie del giardino in quello del vicino.
Lui ha trovato i buoni sconto nel bidone e ora è arrabbiatissimo; le sbatte i buoni in faccia e le dice:"Ecco, e io che volevo comprare una motosega per tagliare un albero di Natale, visto che ci tocca attaccare le palle sui quei quattro triangoli verdi che hai vicino a te!".

O forse l'uomo è una specie di supercattivo stile telefilm di Normalman: la sua cassetta delle lettere è sempre stata inondata da pubblicità non desiderate e lui per vendicarsi è ora diventato: il Volantinatore! E riempie i salotti altrui con ogni sorta di depliant.

Non so, ditemi la vostra e forse vi darò un profilo psicologico.
  

martedì 11 dicembre 2018

Calendario natalizio #11

Uno degli ingredienti del periodo festivo è costituito dalle musiche e dalle canzoni natalizie.
Dai canti religiosi a quelli più secolari, da Adeste Fideles a White Christmas, da Nat King Cole a Justin Bieber, insomma, di musica ce n'è per tutti i gusti.
Vediamo cosa vi mette su la DJ Civetta.

Sul film io sorvolerei, l'ho visto solo a spezzoni e c'è una carriolata di divi che recitano in piccole e zuccherose storielle romantiche. Queste mini storie sembrano un po' degli spottini patinati stile compagnia telefonica e non mi hanno troppo coinvolto, anche se qualche risata me l'ha strappata la scena tra Rowan Atkinson e il mitico Alan Rickman.
Forse le anime romantiche che si aggirano là fuori potrebbero apprezzare il filmetto nella sua totalità.

Ma più che il film, io vi inviterei invece a vedere il video della canzone Christmas is All Around Me interpretata da un divertente e ultra sopra le righe Bill Nighy. Come potete vedere nella locandina, c'è anche lui nel film e fa una microstoria ancora più piccola delle altre. Interpreta una rock star che riadatta in versione natalizia il vecchio successo Love is All Around Me e promette pubblicamente di esibirsi nudo in tv se la sua canzone arriverà prima in classifica, scalzando gli odiati Blue.
Questo video mi ha un po' ricordato quello di Robert Palmer "Addicted to Love".


  

lunedì 10 dicembre 2018

Calendario natalizio #10

Ma perché invece di guardare le solite classiche versioni del "Canto di Natale" non ci guardiamo qualcosa di più scanzonato?

Ok, la locandina non è delle più invitanti, ma credo (o almeno spero) che l'intento sia dichiaratamente umoristico.
In base agli spezzoni che ho visto, non riesco a capire se questo film sia sufficientemente divertente, a volte sembra mancare un po' di ritmo, comunque ci sono trovate così assurde da far sperare in un risultato che sia almeno un po' spassoso.

Ecco Scrooge da giovane che scrive con la penna d'oca su un librone.

Dove lo avranno trovato un librone del genere?

Poi c'è Scrooge da vecchio, sempre alle prese con un librone, ma adesso anche la sua penna si è adeguata: da oca è passata a pavone e arriva fino al soffitto.

Scrivere è difficile, ma almeno la penna fa la sua figura

 Abbiamo anche gli effetti speciali. Ecco Marley fantasma che appare per ammonire Scrooge:

C'ha pure le catene, come un fantasma che si rispetti

Non ci sono molte informazioni su questo film, comunque se dovesse mai capitarvi di vederlo, fatemi sapere se questa caserecciata è degna di nota oppure no.

  

venerdì 7 dicembre 2018

Calendario natalizio #7

A Natale non c'è solo
chi s'abbuffa di torrone
ma c'è anche chi adora
elargir qualche ceffone


Per il nostro biondo eroe
niente acquisti o spese pazze
a lui meglio si confanno
pugni e chiodate mazze


Correa l'anno '98
si poteva ancora usare
come titolo "The Minion"
ma oggidì meglio evitare


A men che non si voglia
raccontar tutt'altra cosa
e aver una locandina
con un tipo giallo in posa


lunedì 16 aprile 2018

Sbaglio di chiave

Clicca sulla freccia e segui la storia.

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>

Seguitemi attraverso la libreria stile Frankenstein Junior -
vi porto io dal Fabbricante di Chiavi

Uff! Non scorre, servirebbe anche un Fabbricante di Olio

Sono Neo. È lei il Fabbricante di Chiavi?

Beh, una specie. E tu chi sei? Il Guardia di Porta?
Mi piaceva di più quell'altra.

Sono Neo, l'Eletto

Eletto da chi? Io non ho neanche votato!
Comunque...chi ti fa le tasse?

mercoledì 5 aprile 2017

Collateral

Collateral
Cala la notte su Los Angeles e un tassista si aggira per le strade in cerca di clienti.

La prima passeggera è una bella avvocatessa che vuole essere portata in ufficio. Appena sale in macchina, lei fa la ganza e dice al tassista quali strade deve fare per arrivare a destinazione. Lui, però, dice che prenderà le superstrade perchè sono più veloci.

Lei allora ribatte che la strada che vuole fare lui si ingorga nei pressi dell'università (evidentemente teme che gli studenti, vista l'ora, escano tutti assieme come pipistrelli da una grotta). Lui dice che a quell'ora la superstrada è libera mentre è la strada che vuole fare lei a essere intasata.

Lei insiste, fa obiezioni, teme di essere fregata, ma lui ha sempre la risposta pronta e alla fine lei si convince e acconsente alla superstrada (anche perchè lui le promette di non farle pagare la corsa, nel caso che gli studenti-pipistrelli abbiano invaso tutte le corsie).

A questo punto lei è già mezza innamorata. Quando poi lui le attacca una bella musichetta in sottofondo, le parla del suo desiderio di aprire un'attività di viaggi da sogno in limousine, le fa qualche battuta e infine le regala una cartolina con un'isola esotica sopra, beh, a questo punto lei è cotta come una pera e prima di scendere gli dà il suo biglietto da visita.

Ho fatto su Google Maps una ricostruzione approssimativa della strada che avrebbe voluto fare lei e di quella effettivamente fatta.

Percorso proposto da lei, senza mai andare su superstrade

Percorso su superstrade, passando vicino ai pipi-studenti

Non si capisce perché lei volesse andare così tanto a nord e non prendere almeno la superstrada orizzontale a nord dell'università; in ogni caso, la strada proposta da lui, anche se di qualche miglio più lunga, risulta la più rapida di tutte.

Dopo questa digressione stradale, si entra nel vivo della vicenda. L'avvocatessa se ne va e sale in taxi un tizio che sembra un uomo d'affari con tanto di valigetta 24 ore. Questo tizio propone al tassista di lavorare per lui tutta la notte perché ha bisogno di essere scarrozzato in diversi posti di Los Angeles.

Il tassista è un po' titubante, ma accetta perchè ha bisogno di soldi per avviare questa sua attività dei viaggi in limousine. Bene, i due partono e arrivano alla tappa numero uno. Il tassista aspetta in strada mentre il tizio entra in un edificio a fare gli affari suoi.

Il tassista se ne sta tranquillo in macchina a mangiare un panino e a rimirare il depliant della Mercedes che ha intenzione di comprare, quand'ecco che sul taxi gli piomba dall'alto il cadavere di un uomo! Dopo un paio di minuti esce il tizio e il tassista capisce subito che è lui il responsabile di quanto è successo. E inizia la lunga notte del nostro taxi-driver...

Il film è veramente fatto bene, con i ritmi giusti: ci sono i momenti di calma, ci sono i momenti di tensione, ci sono i momenti di azione e tutti questi momenti sono ben dosati.

L'uomo con la 24 ore è interpretato da Tom Cruise mentre il tassista da Jamie Foxx. Cruise ha i capelli sale/pepe, completo un po' anni '90, si muove in maniera leggermente robotica e sembra uno di quei personaggi che si vedono nei filmati di raccordo dei videogiochi di 15 anni fa, tipo Hitman o Mafia. Ha una recitazione renderizzata, se mi si passa l'espressione.

Ecco Tom in versione 16 bit
A proposito di videogames, parecchi anni fa ho avuto un periodo in cui mi sono dedicata appassionatamente a "Driver", gioco in cui bisognava guidare attraverso quattro città americane impersonando un poliziotto infiltrato nella malavita e svolgendo missioni del tipo: prelevare rapinatori di banca subito dopo il colpo e portarli nel loro covo, inseguire individui sospetti, consegnare macchine senza scassarle, fare acrobazie per spaventare passeggeri e convincerli a cantare ecc. Non sono mai riuscita a superare l'ultimo livello, era veramente impossibile.

Una della quattro città era proprio Los Angeles ed era l'unica città in cui le missioni erano tutte notturne. Questa cosa un po' mi scocciava perché la visibilità non era tanto buona, dovevo sempre aumentare la luminosità dello schermo.

Per motivi analoghi non vado pazza neanche per le scene notturne dei film. Spesso sono troppo scure e si vede poco e niente, oppure i personaggi sono illuminati con qualche luciaccia troppo forte. I colori, poi, sono inesistenti. Per non parlare delle scene notturne che facevano una volta: girate di giorno, in pieno sole, e poi scurite tramite filtri. Insomma, non è neanche tanto facile.

Per cui questo film, ambientato tutto di notte e con moltissime scene girate in macchina, aveva buone probabilità di essere visivamente banale e monotono. Invece, niente di tutto questo! Le immagini sono in gran parte girate con videocamera digitale e quindi più sensibile alla luce per cui, anche nelle scene in macchina, fuori dai finestrini non si vede una generica oscurità con qualche sprazzo di anonima luce. Si vede scorrere Los Angeles e le sue luci multicolori, le sue ciminiere fumanti, le sue palme che si stagliano nel cielo rossastro.

In questo post dicevo di come, in quel film, New York era quasi una protagonista. Similmente, in "Collateral" è Los Angeles a diventare una ambientazione reale e tangibile, non è solo un indefinito sfondo in cui si svolge la storia. Grattacieli, superstrade, bassifondi sono splendidamente fotografati e montati con un ritmo che permette di apprezzare ogni fotogramma. Riflessi, raggi di luce verdastri o aranciati, macchie di colore, bagliori tremolanti, fasci luminosi, penombre...Si vede che sono entusiasta?

Los Angeles è quasi tutta "piatta" tranne la downtown in cui ci sono un po' di grattacieli. Negli ultimi anni ci hanno preso la mano e i grattacieli spuntano fuori come funghi. Ecco come si presenta nel film la downtown vista dalla Harbor Freeway:

Downtown nel 2004 circa

Ed ecco la street view di Google dello stesso punto circa (da un po' più indietro per far vedere meglio il panorama), 3 anni dopo:

Downtown nel 2007

Ed ecco come si presenta ora:

Downtown 2017
Quasi irriconoscibile. Preferivo com'era prima.

Bene, era un pezzo che non parlavo bene di un film e finalmente ne consiglio uno: guardatelo! D'altronde il regista è Michael Mann, mica il primo che passa.

Un ultimo cenno sulla locandina. Sono un po' perplessa per il fatto che di Jamie Foxx non ci sia traccia, credo sia lui il protagonista principale ma è anche vero che all'epoca Cruise era senz'altro più famoso (e probabilmente lo è ancora). Comunque Foxx si sarà certamente consolato perché nello stesso anno ha ricevuto la nomination all'Oscar come attore non protagonista proprio per questo film e ha vinto la statuetta come attore protagonista in "Ray".

Alla prossima!

venerdì 17 marzo 2017

Einstein and Eddington

[Questo post è diviso sostanzialmente in tre parti. Nella prima c'è un accenno a quella che è la teoria di Einstein, nella seconda parte c'è la descrizione degli avventurosi tentativi di dimostrare empiricamente la teoria, mentre nella terza parte c'è il commento al film "Einstein and Eddington"]

Anni fa ho visto un documentario molto ben fatto su Einstein dove, in maniera avvincente, venivano raccontati vari aspetti della sua vita.

Si parlava del suo turbolento matrimonio con una studentessa di fisica la quale deve aver sofferto non poco per aver dovuto abbandonare gli studi; anche il fatto che Albert avesse una relazione con un'altra donna non ha certo aiutato. Dopo 16 anni, il matrimonio è finito in divorzio e Albert si è sposato con l'altra donna.

Si parlava poi diffusamente del periodo storico in cui Einstein ha iniziato la sua carriera, periodo fortemente segnato dalla prima guerra mondiale. Einstein era un convinto pacifista ed era uno dei pochi scienziati a non aver aderito alla causa bellica. Non riusciva a capacitarsi di come diversi suoi amici e colleghi potessero mettere tanto zelo nell'escogitare nuovi e sempre più potenti modi per distruggere vite. Il suo amico chimico Friz Haber era particolarmente invasato ed era riuscito a convincere l'esercito a utilizzare i gas tossici di sua ideazione. Se guardate una foto di Haber, ditemi se non vi viene in mente il Dr. Cyclops.

Il pezzo forte del documentario era però l'aspetto scientifico. Quando Einstein ha iniziato i suoi studi, il mondo della fisica era in crisi: le teorie di Galileo, formalizzate poi da Newton, per tre secoli erano rimaste praticamente inattacabili.

Galileo usava il volgare
anche per scopi divulgativi
Galileo sosteneva che le leggi della meccanica, cioè relative al movimento dei corpi, sono le stesse in qualsiasi sistema di riferimento inerziale. Dicesi "sistema di riferimento inerziale" un qualsiasi sistema dove vale il Primo Principio della Dinamica: un corpo o sta fermo o si muove con moto rettilineo uniforme, a meno che una forza non agisca sul corpo in questione. Il sistema di riferimento stesso può essere fermo oppure può muoversi in modo rettilineo uniforme.

Esempi: la stanza in cui sto ora scrivendo sta ferma, quindi è un sistema di riferimento inerziale. Esco di casa e la strada, che è dritta e non ha pendenze, è un altro sistema di riferimento inerziale. Anche un treno in corsa, o una nave che solca i flutti, o un'astronave che viaggia nello spazio sono sistemi di riferimento inerziali, purchè non cambino di velocità, né curvino, né sobbalzino, insomma ci siamo capiti.

Galileo inoltre ha detto che non c'è un sistema inerziale privilegiato. Se sono spaparanzata in spiaggia sotto il sole tropicale e vedo una nave che passa, posso giustamente pensare che io sto ferma e che la nave si sta muovendo. Ma anche quelli che sono spaparanzati a prendere il sole sul ponte della nave possono, altrettanto giustamente, pensare di essere fermi, mentre io, la spiaggia e il resto del mondo ci stiamo muovendo. Questa è la relatività galileiana.

Ora immagino sempre di essere distesa su questa ipotetica spiaggia e qualcuno in vena di scherzi mi tira una noce di cocco su un piede. Io starnazzo:"Ma porc* pu**ana! La noce è atterrata sul mio piede alla velocità di 10km/h! Vaff**nc**o!" (Anche io uso il volgare, forse non proprio come Galileo...)

Ecco che però, osservando il ponte della nave dalla spiaggia con una potente apparecchiatura stile James Bond, vedo che anche un'altra signora, mollemente adagiata su una sdraio, è vittima di uno scherzo del genere. Un gentile bambino le ha lanciato una noce sull'elegante piede e io riesco perfino a misurare la velocità con cui la noce atterra: ben 30km/h!!

Penso che la signora si è fatta senz'altro più male di me, invece la sento gridare esattamente le stesse identiche parole che ho gridato io. Dopo un momento di stupore, mi rendo conto che la differenza tra la mia misurazione e quella della signora sta nel fatto che io e lei siamo in due sistemi inerziali diversi che si muovono a velocità diverse, quindi nel mio sistema di riferimento, alla velocità della noce viene sommata anche la velocità della nave; nel suo sistema questa somma non avviene perché per lei la nave è ferma.

Quindi, le leggi sono sempre le stesse e valgono in tutti i sistemi inerziali però quando si fanno le misurazioni di spazi e velocità, bisogna tenere conto di dove si trova l'osservatore che fa queste misurazioni. Galileo ha scritto anche delle trasformazioni apposite, per passare da un sistema di riferimento a un altro.

Insomma, per quasi tre secoli tutto questo è andato bene fino a che...qualcuno ha visto la luce. O meglio, qualcuno si è accorto che la luce ha sempre la stessa velocità, indipendentemente dalla velocità del sistema di riferimento in cui la si misura! Colpo di scena, la teoria crolla.

Anche Joliet Jake ha visto la luce
In particolare, a mettere in crisi il sistema galileiano erano gli studi del fisico Maxwell che aveva capito che la luce era un'onda elettromagnetica, capace di propagarsi nel vuoto. E Maxwell aveva fatto tutto un sistema di equazioni per descrivere le onde e i campi elettromagnetici, ma tutto questo cozzava con le vecchie teorie.

Che fare? I fisici erano in crisi. Non sapevano se buttare le teorie di Maxwell o quelle di Galileo.
Maxwell o Galileo? Galileo o Maxwell?

E similmente a quell'acqua effervescente che si proponeva come il giusto mezzo tra il liscio e il gassato, entra in scena Einstein: la terza via, l'anello di congiunzione tra il vecchio e il nuovo.

Einstein dice che nei sistemi inerziali tutte le leggi sono le stesse, non solo quelle della meccanica ma anche quelle dell'ottica e dell'elettromagnetismo. Ma a una condizione: bisogna abbandonare il concetto di tempo assoluto così come lo conosciamo.

Quindi non solo lo spazio è relativo al sistema di riferimento in cui si fa la misurazione, anche il tempo lo è. E già che c'è, Einstein fonde lo spazio e il tempo in un unico concetto che molto originalmente viene chiamato spaziotempo. Al limite, se proprio si vuole usare un termine più originale, lo si può chiamare cronotopo.

Cosa vuol dire che il tempo non è assoluto? Vuol dire che un secondo dura diversamente per due osservatori che si trovano in sistemi inerziali diversi. Ad esempio: se un omino si trova in una astronave che va molto, molto veloce e spara un raggio luminoso su uno specchio posizionato sul soffitto, questo omino vedrà il raggio salire verticalmente e scendere verticalmente.

Immaginiamo ora che l'astronave passi vicino a un pianeta dove si trova un altro omino. Quello dentro l'astronave spara il raggio e quello sul pianeta osserva la scena. Ebbene, l'omino sul pianeta vedrà il raggio luminoso salire obliquamente (non più verticalmente) e scendere obliquamente. Secondo l'osservatore sul pianeta, il raggio luminoso fa un tragitto più lungo rispetto a quello che vede l'osservatore sull'astronave. Quindi se in entrambi i casi la velocità della luce è costante ma gli spazi percorsi sono diversi, è evidente che l'unico altro parametro che può cambiare è il tempo. Incredibile ma vero: il tempo scorre più lentamente per l'omino che viaggia molto velocemente sulla sua astronave.

Questo è un concetto decisamente rivoluzionario ed è anche difficile riuscire a visualizzarlo ma funziona proprio così: più veloce si va e più il tempo rallenta. E dirò di più: ad altissime velocità le lunghezze si accorciano. Veramente oltre ogni ipotesi fantascientifica: eppure è così.

Quindi per passare da un sistema inerziale a un altro si usano non più le trasformazioni galileiane, si usano bensì quello del fisico Lorentz, ma in definitiva, a basse velocità, le due trasformazioni praticamente si equivalgono.

E questa è in pratica la teoria della relatività ristretta, ristretta perchè si riferisce soltanto ai sistemi inerziali. Einstein non è però soddisfatto, lui punta a qualcosa di più generico. I sistemi inerziali, alla fin fine, sono qualcosa di praticamente virtuale. Cosa si muove di moto rettilineo uniforme? Quasi niente, la Terra men che meno e così anche i pianeti e i vari corpi celesti.

A questo punto, ecco che un altro grande fisico sta per ricevere una tremenda stoccata. Proprio lui, sir Isaac Newton, con la sua teoria gravitazionale. Newton asseriva che due corpi qualsiasi si attraessero tra loro ma non riusciva a capire bene cosa fosse questa forza di attrazione. Newton era addirittura imbarazzato per il fatto di non riuscire a spiegare la cosa.