Ellapeppa, che precisione. Come mai sfoggio tanta certezza sulla data?
Presto detto: il libro era in allegato a una rivista e con esso si poteva partecipare a un concorsone dal titolo Leggere per vincere. Bisognava portare il libro ancora incellofanato presso una concessionaria di una famosa marca automobilistica dove il signor concessionario avrebbe provveduto a scellofanare il libro davanti a te e a controllare cosa c'era scritto nel paragrafo in grassetto a pagina 8. Se c'era scritto "Hai vinto", avevi vinto.
Tutta speranzosa, portai il libro al signor concessionario che lo scartò e andò a pagina 8. Il paragrafo in grassetto era questo:
"Nico!" Gli stringo la mano. Porta un fiore all'occhiello; è un'abitudine che ha preso da quando è diventato candidato. Chiede di mia moglie e di mio figlio, ma non aspetta la risposta. Assume subiro un'aria di tragica sobrietà e comincia a parlare della morte di Carolyn.Al che, ho arguito di non aver vinto niente. Ma "la fortuna era ancora in lista d'attesa": bastava compilare un tagliando e partecipare così all'estrazione con cui si poteva vincere i premi non assegnati che consistevano in una macchina nuova, un viaggio per due persone per assistere a una partita USA '94 e un'autoradio.
Non ho vinto nessuno dei tre premi, ma la copia del tagliando è rimasta tra le pagine per tutti questi anni. La data in cui è stato compilato è il 20 aprile 1994.
Il libro protagonista di questo aneddoto è Presunto innocente di Scott Turow e non lo avevo mai letto fino a quest'anno. Ne avevo sempre avuto l'intenzione, ma giuro che non so per quale motivo ho rimandato così tanto. Il libro ha vagato per diverse case, è finito in scatole e soffitte, a volte è riuscito ad avvicinarsi al comodino accanto al letto ed aveva quindi buone speranze di essere iniziato, dal momento che di solito leggo la notte, prima di dormire. Invece niente, così come si avvicinava al comodino, ne finiva sempre allontanato.
E per questo motivo ho sempre rimandato la visione dell'omonimo film. Di solito, quando esiste l'accoppiata libro/film, preferisco vedere prima il film e poi leggere il libro, così non mi faccio troppo influenzare dalla lettura. Cerco di capire se il film funziona in quanto opera a se stante e poi al limite leggo il libro.
Per i gialli però le cose sono diverse. Un film lo guardo in due ore, mentre ci metto più tempo a leggere un libro. Se impiego sette o otto ore per la lettura, spalmate in più giorni, preferisco decisamente non sapere chi è il colpevole. La tensione mi deve durare per tutte quelle ore! E quindi, se avessi già saputo l'identità dell'assassino, la tensione sarebbe in parte scemata.
Chiaro che anche quando si guarda il film sarebbe meglio non sapere prima quella che sarà la rivelazione finale, ma un film può avere altri modi di mantenere la suspense, non ultimo il fatto di essere pensato per essere guardato in un'unica sessione.
Quindi per 24 anni, ogni volta che in tv passava Presunto innocente, io immediatamente cambiavo canale ed evitavo la visione dicendo:"nononononono (alla Zohan), devo prima leggere il libro!"
Alla fine mi sono decisa e, usando il tagliando non vincente come segnalibro, mi sono fatta strada attraverso le 285 pagine del tomo. La lettura è avvincente, il testo ben scritto. Potrebbe essere definito un solido legal-thriller. Forse il finale mi ha pò deluso, mi sembrava vanificare un po' l'intreccio, ma vabbè; sono quasi incontentabile coi finali.
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All'inizio ero un po' spaesata perché dovevo prendere confidenza con i personaggi e i loro maneggi legal-politichesi, i loro altarini, gli accordi e i compromessi. Poi però la storia mi ha preso e mi sono trovata ben coinvolta in questa complicata rete di rapporti tra poliziotti, giudici, avvocati, procuratori. Turow è avvocato e si capisce che se ne intende di quel che scrive.
Mentre procedevo nella lettura, mi chiedevo quali attori avrebbero interpretato i personaggi del libro. Sapevo solo che il protagonista principale era impersonato da Harrison Ford, ma se devo essere sincera, mentre leggevo non riuscivo a immaginarmi la sua faccia. A dire il vero, non riuscivo a immaginarmi nessuna faccia specifica per questo protagonista, forse perché la storia è narrata in prima persona e quindi l'aspetto interiore del personaggio è preponderante, mentre quello esteriore molto meno presente. Credo che la narrazione in prima persona faccia diventare il narratore quasi trasparente.
In ogni caso, c'è un accenno all'aspetto fisico del protagonista: "il naso grosso e le arcate sopracciliari sporgenti come quelle di un uomo di Neanderthal". Ahah, a Harrison Ford deve aver fatto proprio piacere!
Ma devo dire che, in generale, anche quando gli scrittori descrivono i personaggi in maniera precisa, non è detto che la rappresentazione mentale che me ne faccio corrisponda a quello che leggo e spesso sono condizionata da immagini che ho acquisito da altre parti. E la prima immagine mentale che mi viene di un personaggio, mi rimane poi appiccicata fino alla fine, anche se non è per niente corrispondente alla descrizione, come vedrete alla fine del post.
Il personaggio della vittima viene descritto come avente "un torrente di capelli biondi, quasi niente didietro e un seno molto colmo, [,..] con unghie lunghe e rosse". Una donna che non si può non notare e che attira gli sguardi di tutti gli uomini. Ma anche una donna "maledettamente dura" che si occupa di casi difficili e a cui piacciono le luci della ribalta. Io tutto il tempo mi immaginavo Sharon Stone, che dal punto di vista fisico corrisponde alla descrizione solo il per colore dei capelli, ma che mi sembra però adatta a rappresentare il connubio tra cervello e sensualità. Il ruolo nel film è interpretato da Greta Scacchi (e su imdb spiegano come pronunciare il suo cognome: "skacky").
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| C'è una certa somiglianza, però |
Poi c'è il poliziotto amico del protagonista, alto un metro e sessantasette, pesa cinquantaquattro chili dopo un pasto completo, si pettina in modo buffo e ha [..] l'aria da piccolo delinquente". Io figuriamoci se mi sono creata una immagine mentale corrispondente alla descrizione. Macché, io mi figuravo nientemeno che David Morse che è praticamente l'esatto contrario di un tipo bassetto e smilzo. Tutto perché ne Il miglio verde Morse faceva il poliziotto affidabile (nonché amico del protagonista). Beh menomale che nel film c'era un John Spencer molto più in parte.
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| Chi è pettinato in modo più buffo? |
Il personaggio del procuratore nonché capo del protagonista è descritto in maniera meno precisa. Si accenna ai "lineamenti massicci [..]atteggiati in un'espressione di solennità e coraggio e una sfumatura di tristezza". Inoltre,"è ingrassato e ha assunto un'espressione perennemente torva". Brian Dennehy credo sia la scelta giusta per questo ruolo, ma io tutto il tempo mi immaginavo Harry Yulin.
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| Dennehy, sulla sinistra, corrisponde meglio alla descrizione del libro |
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| Avvocati a confronto |
Il personaggio del carismatico giudice che presiede al processo viene descritto come "bello, vivace, straordinariamente imponente. [..] alto poco più di due metri e robusto in proporzione. Ha i capelli di media lunghezza, pettinati all'africana e quasi tutti grigi, la faccia grande, le mani enormi e un'oratoria principesca, la voce sonante dai toni molto mascolini". Io mi immaginavo qualcuno di corpulento ma anche più minaccioso di quello che poi è in realtà il personaggio. Qualcuno sullo stile di Danny Glover o addirittura Richard Gant. Ma non sfigura nel film Paul Winfield.
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| Glover, Gant e Winfield |
Però dove veramente, ma veramente, ho deragliato è nella mia immaginazione mentale dei ruoli degli avvocati Nico Della Guardia e Tommy Molto. Dai nomi è evidente che sono due italoamericani. Il primo "è sulla quarantina, di media statura, sempre lindo e azzimato. [..] brutta carnagione e aspetto un po' stridente (capelli rossi, pelle olivastra e occhi chiari)". Il secondo, che è una specie di braccio destro del primo, "è alto un metro e sessantasette, [..], pesa dodici o quindici chili di troppo, ha la faccia butterata e le unghie rosicchiate". Anche nel film non sono andati troppo sul preciso (anche perché la descrizione del primo sembra quella del padre di Ron Weasley). Ecco la foto degli interpreti:
Ma nella mia testa, due italoamericani, di cui il primo ambizioso e sempre pronto a mettersi in mostra e a parlare in pubblico e il secondo, un sottoposto schivo e allampanato, potevano forse apparire diversi da così?
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Dopo questa, l'udienza è tolta.


































